Scafati. Nella giornata di mercoledì aveva deciso di fare un raid intimidatorio ai danni della sua ex compagna colpevole di non consentirgli la frequentazione del figlio di un anno e mezzo. Erano le 2:40 quando Panariello Marcello, giovane scafatese, decide di passare all'azione, sparando una raffica di 4 colpi sul portone di ingresso dell'abitazione della sua ex convivente a Pompei, alla Via Sant'Abbondio. Le indagini coordinate dai carabinieri di Pompei porteranno subito all'individuazione del responsabile che aveva posto in essere un gesto inconsulto ma figlio della esasperazione, ripreso dalla visione delle immagini intercettate dalle telecamere della zona.Dopo un lungo interrogatorio avvenuto nella giornata di mercoledì davanti alle forze dell'ordine e con la presenza del suo difensore, avvocato Gennaro De Gennaro, il giovane, incensurato, ha confessato di essere stato l'autore del raid e di averlo fatto soltanto perché la ex convivente non gli consentiva di vedere il figlio che è "il bene più prezioso della sua vita". Nella giornata di ieri il Panariello è stato interrogato dal Gip di Torre Annunziata presso il carcere di Poggioreale. Il PM aveva richiesto il carcere per il giovane, per evitare un altro caso di femminicidio. In tempo di allarme sociale, l'unica soluzione sembra essere solo il carcere. Il giudice, accogliendo le richieste del difensore del Panariello Marcello, ha applicato una misura meno gravosa, concedendo gli arresti domiciliari. Il giovane era stata recentemente assolto da accuse piu gravi, in quanto ritenuto intraneo al clan Buonocore ed autore di un raid estorsivo al ristorante Acqua e sale di Scafati insieme al fratello Pasquale Panariello.


