Morto Raffaele Cutolo: un Castello come simbolo sua autorita'

17 Febbraio 2021 Author :  

Nel 1980, per 270 milioni di lire, acquisto' da un nobile il Castello Mediceo di Ottaviano, in provincia di Napoli, che divenne il simbolo della forza, della sua autorita'. Il castello, nel 1991, gli venne confiscato diventando, successivamente, di proprieta' del Comune. Era il camorrista per eccellenza Raffaele Cutolo, fondatore nonche' capo della Nuova Camorra Organizzata morto nel reparto sanitario del carcere di Parma, lo stesso dove spiro' a fine 2017 Toto' Riina, dopo una lunga malattia. Aveva 79 anni ed era il carcerato al 41bis piu' anziano. Era detenuto, ininterrottamente dal 1979, dopo il suo arresto ad Albanella, in provincia di Salerno. Un anno prima era evaso in maniera clamorosa, a colpi di bombe, dall'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa (Caserta). Soprannominato "o' professore", nacque ad Ottaviano, in provincia di Napoli, il 4 novembre del 1941. Nel 1983 sposo' Immacolata Jacone, nel corso di un matrimonio celebrato nel carcere dell'Asinara. Lo scorso giugno, il simbolo della criminalita' organizzata non solo campana, e' tornato alla ribalta delle cronache per la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna di lasciarlo in cella, al 41bis, malgrado le sue condizioni di salute incompatibili con la detenzione carceraria, per la sua pericolosita', rimasta intatta, secondi i giudici malgrado fosse vecchio e malfermo. Cutolo, infatti, non si e' mai distaccato dalla mentalita' camorristica, non ha mai voluto intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia ed e' sempre rimasto fedele alle sue convinzioni. Il suo primo omicidio l'ha commesso per questioni di onore, per difendere la sorella Rosetta dagli apprezzamenti di un giovane del suo paese. Sulla sua vita sono stati scritti miriadi di articoli, libri e sono stati anche girati dei film. Don Raffaele rilascio' delle dichiarazioni agli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (il pm Ida Teresi e il capo della Dda dell'epoca, Giuseppe Borrelli, attuale procuratore a Salerno) rivelando di avere avuto addirittura la possibilita' di impedire l'omicidio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Furono parole "pesanti" quelle pronunciate dal professore, messe a verbale il 25 ottobre del 2016: "Potevo salvare Moro ma fui fermato". "Aiutai - spiego' Cutolo - l'assessore Cirillo (rapito e successivamente rilasciato dalle Br, ndr), potevo fare lo stesso con lo statista. Ma i politici mi dissero di non intromettermi". Nel '78 Cutolo era latitante e si sarebbe fatto avanti per cercare, sostiene lui, di salvare Moro. "Per Ciro Cirillo si mossero tutti, per Aldo Moro nessuno, per lui i politici mi dissero di fermarmi, che a loro Moro non interessava". "Con la morte di Cutolo - commenta Ciro Auricchio, segretario del sindacato di Polizia Penitenziaria USPP - si chiude una delle pagine piu' buie delle carceri italiane: l'uccisione del vice direttore della casa circondariale di Napoli Poggioreale Giuseppe Salvia, a cui oggi e' in intitolato l'istituto di pena, assassinato a Napoli nell'aprile del 1981 perche' non voleva rispettare le 'regole'".

Sindaco di Ottaviano,ricordare i segni della morte

''Devo ricordare quali e quante ombre proietto' sulla storia della nostra citta' quella di Raffaele Cutolo''. Lo ha detto il sindaco di Ottaviano (Napoli), Luca Capasso, commentando la morte del concittadino, il boss della Nuova camorra organizzata. ''Come sindaco - ha aggiunto - devo ricordare la storia vera, e la storia dipinta con i colori del cinema. Devo ricordare i segni terribili della morte, e il coraggio luminoso di chi credeva nei valori della legge fino al sacrificio della sua vita". "Come sindaco di Ottaviano, devo dire con orgoglio che la nostra citta' ha saputo riconquistare il pieno controllo del proprio destino, ed e' riuscita a riannodare il presente ai valori e alle tradizioni del suo glorioso passato. Raffaele Cutolo ora sta davanti al tribunale della Giustizia Divina, il "luogo" dell'eterno silenzio. A noi resta il compito di non dimenticare, di approfondire, di far si' che certi capitoli della storia siano conclusi per sempre''. Capasso, negli anni, ha piu' volte ricordato i morti uccisi dalla Nuova camorra organizzata ad Ottaviano, come Mimmo Beneventano, consigliere comunale del Pci che si era opposto agli affari loschi tra malavita e politica, cercando di far trionfare la giustizia. Beneventano, medico chirurgo, fu ucciso a novembre del 1980 mentre si recava a lavoro. A lui Capasso ha intitolato anche una sala del Palazzo Mediceo, bene confiscato alla camorra e noto proprio come 'castello di Cutolo', restaurato ed ora sede, tra l'altro, dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

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