Addio a Mino Raiola, il "Re" del calciomercato
Dopo aver lottato per mesi contro una grave patologia polmonare, si e' spento all'eta' di 54 anni Mino Raiola, il 'Re' del calciomercato. Il famosissimo agente, manager di tantissimi giocatori tra cui spiccano i nomi, tra gli altri, di Lorenzo Insigne, Mario Balotelli, Zlatan Ibrahimovic, Gianluigi Donnarumma ed Erling Haaland, era malato da diverso tempo e gia' ad inizio anno aveva subito un delicato intervento chirurgico. Alla fine Raiola non ce l'ha fatta, nonostante il tweet ironico apparso sul suo profilo ufficiale in cui si era detto "incazzato e in grado di resuscitare" dopo essere stato dato morto per due volte nel giro di quattro mesi.
Mino Raiola nacque a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, ma crebbe da subito ad Haarlem in Olanda, dove il padre apri' un'attivita' di ristorazione che ebbe successo immediato. Lui lavoro' come cameriere iniziando poi a giocare a calcio nelle giovanili dell'Haarlem, club in cui all'eta' di 20 anni divenne il responsabile del settore giovanile, iniziando nel frattempo la carriera imprenditoriale con la prima societa' di intermediazione da lui fondata, la Intermezzo. Gestione degli affari e grande passione per il calcio lo portarono a fare da mediatore, nel 1993, nella prima grande trattativa che vide il passaggio di Dennis Bergkamp e Wilhelm Jonk dall'Ajax all'Inter. Da quel momento esplose il 'Re' del mercato, che divenne agente Fifa fondando la societa' Sportman con sede a Montecarlo. I suoi affari continuarono con il trasferimento di Pavel Nedved alla Lazio, mentre continuava ad acquisire sempre maggiore notorieta' prendendo sotto la propria 'ala' giocatori del calibro di Zlatan Ibrahimovic: nel 2009 fu molto discusso il trasferimento dello svedese dall'Inter al Barcellona, nel quale Raiola firmo' una clausola che gli permise di guadagnare piu' di un milione di euro all'anno, pagati dallo stesso club catalano fino al 2014. Tra le trattative di grande spicco a livello economico ci fu anche quella di Paul Pogba di ritorno al Manchester United, da dove il francese parti' per andare alla Juventus a parametro zero e dove, quattro stagioni dopo, torno' per oltre 100 milioni di euro, con uno stipendio da 15 milioni annui ed esorbitanti commissioni per l'agente. Le stesse che Raiola chiese per il rinnovo di Donnarumma con il Milan, per cui fu accusato dell'abbandono del club rossonero da parte del portiere della nazionale italiana, partito alla volta del Paris Saint Germain.
Fece scalpore, qualche anno prima, anche l'accordo per il prolungamento del contratto con lo stesso Milan dell'allora 18enne Donnarumma, sulla base di 6 milioni netti all'anno per cinque stagioni, nel quale rientro' anche il fratello Antonio che incasso' un milione all'anno senza giocare neanche una gara in campionato (solo due presenze in Coppa Italia ed una in Europa League). Nell'estate del 2019 chiuse svariate operazioni di mercato, la piu' importante quella per il trasferimento di Matthijs De Ligt dall'Ajax alla Juventus per 75 milioni di euro, oltre a quella di Kostas Manolas dalla Roma al Napoli per 36 milioni. Nel 2020 Forbes lo inseri' al quarto posto al mondo tra i procuratori con un fatturato da 84,7 milioni di dollari, con affari chiusi per 847,7 milioni di dollari. Amato e odiato per il suo modo di fare, talvolta eccessivo ma allo stesso tempo sincero, Mino Raiola e' stato trattato sempre come un secondo padre dai suoi assistiti. Da Ibra allo stesso Donnarumma, che si e' sempre affidato completamente al suo manager: "Per me decide lui", aveva dichiarato poco prima di partire alla volta di Parigi. "Mino e' il migliore", gli hanno fatto eco i vari Pogba, Verratti e Balotelli nel corso della loro carriera. Gli hanno voluto meno bene quei club che spesso si sono visti strappare i propri giocatori a parametro zero, ma l'ad dell'Inter Beppe Marotta, prima della sua morte, aveva speso parole al miele per Raiola: "Dice sempre in faccia quello che pensa, anche le sue pretese economiche, esose ma chiare. Per me e' il migliore in circolazione. A lui mi lega un rapporto di amicizia, basato su diversi scontri avuti. E' preparato, furbo, scaltro, pero' molto corretto". Mino Raiola ora non c'e' piu' e senza di lui, sicuramente, il calciomercato perdera' quel pizzico di pepe in piu' che dava un sapore particolare a trattative e trasferimenti, in grado di stravolgere gli equilibri del mondo del calcio.

