Spari all’imprenditore del pesce, di Capaccio Paestum Augusto Ferrigno mentre si recava al mercato ittico di Salerno: la Corte d’Appello di Salerno ribalta la sentenza di primo grado e arriva la condanna per tre di loro.
La Corte d’Appello di Salerno ha accolto il ricorso e le tesi sostenute dal pm e dal legale difensore di Augusto Ferrigno, l’avvocato Antonio Boffa, e ribaltato la sentenza di primo grado, rideterminando in 6 anni e 2 mesi di reclusione (e 3.200 euro di multa) la condanna a carico del capaccese Gianni Mauro, condannando a 5 anni e 3 mesi (e 2.100 euro di multa) entrambi i complici, Biagio Lammardo e Donato Cataldo. Tutti e tre, inoltre, dovranno pagare una multa, nonché risarcire i danni patiti e le spese legali sostenuti dalla vittima, costituitasi parte civile.
Confermata, inoltre, l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” per l’imputato Massimo Squillante, di Sarno, difeso dall’avvocato Walter Mancuso. E’ stata, inoltre, riformata la sentenza anche per i due carabinieri condannati per le ‘soffiate’ a Mauro Gianni: assoluzione piena per il primo, pena ridotta a 5 mesi e 10 giorni per il collega.
Dunque, la Corte d’Appello ha letteralmente ribaltato la sentenza di primo grado, del Tribunale di Salerno – Seconda Sezione penale collegio I, presidente Valiante, del 25 novembre 2021, quando avevano invece assolto “per non aver commesso il fatto” tutti gli imputati. Gianni Mauro e i militari dell’Arma, però, furono condannati per le informazioni riservate passate allo stesso Mauro, il quale avrebbe anche sollecitato controlli a sorpresa pilotati presso la pescheria ‘Marechiaro’ di proprietà di Augusto Ferrigno, per metterlo in difficoltà. In primo grado ai due carabinieri gli fu comminata una condanna di sette mesi di reclusione per uno e di un anno per un altro; condanna in concorso di anni 2 e mesi dieci di reclusione applicata anche al Mauro Gianni.
Gli spari nella notte del dicembre 2017
I fatti risalgono al 5 dicembre 2017, quando alle ore 03,00 circa di notte sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura Audi Q7, a bordo della quale viaggiava Augusto Ferrigno in direzione del mercato ittico di Salerno. Successivamente, gli imputati venivano raggiunti da decreto di fermo, convalidato con Ordinanza del Gip il 15 ottobre 2018, per i reati contestati in rubrica, sulla base delle indagini avviate immediatamente dopo la denuncia e compendiate nella informativa della Squadra Mobile di Salerno del 12 ottobre 2018.
L’impianto accusatorio, che si fonda sulle indagini espletate immediatamente dopo l’agguato, partono dall’acquisizione delle dichiarazioni del Ferrigno che riferiva che quella notte, mentre da Capaccio si recava al mercato ittico di Salerno, dove era titolare di uno stand, all’altezza della rotatoria di Campolongo, aveva sentito dei “colpi” che aveva creduto essere fuochi pirotecnici, per cui proseguiva la marcia. Sul posto avrebbe notato un’autovettura Audi TT, con targa di prova, colore grigio, ferma lungo la strada. Quella stessa auto, nella stessa mattinata, l’aveva notata all’interno del mercato ittico, mentre era in attesa dell’arrivo della Polizia. Riferiva che mesi prima aveva subito minacce da Mauro Gianni e dal cognato, per motivi riconducibili a gelosie commerciali. L’attività di indagine successiva era tesa a raccogliere una serie di elementi che potevano ricondurre l’agguato alla riferita minaccia subita da Mauro Gianni, in quanto la “pista” battuta dagli inquirenti fu subito questa. Venivano acquisite le immagini delle telecamere a circuito chiuso del Mercato ittico di Salerno, dalle quali emergeva la presenza di Cataldo e Lammardo all’interno dell’area mercatale.
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