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Bambina di 4 anni morta a Tufino: in carcere gli zii affidatari per omicidio aggravato

01 Febbraio 2026 Author :  

Il 31 gennaio 2026 i Carabinieri della Compagnia di Nola (NA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica di Nola, nei confronti di due indagati, ritenuti responsabili del reato di omicidio aggravato ai danni di una bambina di quattro anni, deceduta a Tufino (NA) nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024.

Avvio e sviluppo delle indagini

La complessa attività investigativa, avviata nel dicembre 2024 dalla Procura della Repubblica di Nola, ha impegnato i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Nola, unitamente alla Stazione di Tufino.
Le indagini hanno preso avvio a seguito del decesso della minore, avvenuto all’interno dell’abitazione del nucleo familiare affidatario, e della richiesta di intervento del medico del pronto intervento, insospettito dalle condizioni del corpo della bambina.

Attività investigative e accertamenti tecnici

L’indagine si è avvalsa di molteplici mezzi di ricerca della prova, sia di natura tecnica sia dichiarativa, integrati dagli elementi raccolti nel corso dei rilievi effettuati da personale specializzato della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna e dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Roma – Sezione Biologia.

Di particolare rilievo sono stati gli esiti di una consulenza medico-legale collegiale, di una consulenza informatica, nonché l’acquisizione di rilevante documentazione.

Ricostruzione dei fatti e responsabilità ipotizzate

Le indagini hanno consentito di ricostruire in ordine cronologico l’intera vicenda che ha condotto alla morte della bambina, a partire dall’affido della minore alla coppia indagata, avvenuto nell’estate del 2024 a seguito della sospensione della responsabilità genitoriale dei genitori naturali.

Gli elementi raccolti hanno permesso di acquisire gravi indizi di reità a carico degli indagati.

Condotte maltrattanti e cause del decesso

In particolare, l’analisi dei dati acquisiti, degli elementi emersi dallo scambio di messaggi tra gli indagati e terzi, nonché la valutazione congiunta delle dichiarazioni rese nel corso del procedimento e dei dati scientifici derivanti dall’esame autoptico e dalle indagini tecniche, hanno consentito di ipotizzare condotte gravemente maltrattanti, riconducibili a forme di child neglect, che avrebbero determinato una grave denutrizione della minore.

Sono state inoltre accertate condotte violente che, unitamente allo stato di denutrizione, hanno condotto la bambina a un profondo decadimento fisico, sino a uno stato cachettico. Tale condizione avrebbe determinato il decesso, favorendo — insieme ad altri traumi concorrenti, tra cui gravi ustioni, piaghe da decubito e una frattura — l’insorgenza di una grave patologia polmonare.

Garanzie procedurali e tutela della riservatezza

Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione.
I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Si rammenta, infine, l’assoluto divieto di pubblicazione degli atti di indagine, con particolare riferimento a quelli contenenti dati e immagini riguardanti persone minorenni, nonché agli atti riferiti alle persone indagate.

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