Nuova mattinata di sopralluoghi per l'onorevole Francesco Emilio Borrelli. A bordo di un lontro sul Rio Foce per completare la mappatura degli scarichi, poi ad Angri insieme all'attivista di Stay Angri Eugenio Lato, fino al depuratore e al Rio Sguazzatorio, dove vengono segnalati acqua sporca e miasmi. Al sopralluogo si è presentato anche il sindaco di Angri Alfonso Scoppa. L'avvocato Fabio Armano procederà con nuove denunce alla Procura della Repubblica.
Ancora una volta sul Rio Foce, ancora una volta dentro il sistema del fiume Sarno, ancora una volta per vedere da vicino ciò che troppo spesso rimane nascosto agli occhi di chi attraversa le strade e osserva il territorio soltanto dalla terraferma.
Questa mattina l'onorevole Francesco Emilio Borrelli è tornato a navigare a bordo di un lontro per proseguire la mappatura degli scarichi presenti lungo il Rio Foce, affluente del fiume Sarno.
Una nuova giornata di sopralluoghi sul campo, senza fermarsi davanti alla melma, ai liquami e ai miasmi che accompagnano la navigazione.
L'obiettivo è chiaro: individuare gli scarichi, documentare le criticità e capire da dove arrivino le sostanze che finiscono nei corsi d'acqua.
La situazione, secondo quanto denunciato, continua a essere gravissima.
Acque torbide, melma e odori nauseabondi rendono in alcuni punti quasi insopportabile la permanenza nei pressi del corso d'acqua. E proprio questi elementi sono al centro dell'attività di monitoraggio portata avanti da Borrelli.
Lo scarico di via Sarno Palma: nuova denuncia alla Procura
Tra i punti individuati durante le attività di monitoraggio c'è lo scarico nella zona di via Sarno Palma.
Su questo punto l'avvocato Fabio Armano procederà con una nuova denuncia alla Procura della Repubblica contro ignoti, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti necessari per stabilire la provenienza dello scarico e verificare eventuali responsabilità.
Non si tratta, però, dell'unica segnalazione.
Già la scorsa settimana era stata presentata una denuncia alla Procura della Repubblica contro ignoti per uno scarico individuato nel controfosso, a circa 500 metri da via Sarno Palma, in direzione della zona industriale di Sarno, nell'area di via Ingegno.
Anche lì la situazione descritta durante il sopralluogo era particolarmente pesante, con miasmi fortissimi e un fetore definito insopportabile.
Pochi metri e l'acqua cambia volto
È forse l'immagine che più di tutte racconta ciò che Borrelli sta cercando di documentare.
In alcuni tratti l'acqua appare molto più pulita. Poi, dopo pochi metri, in corrispondenza degli scarichi, il paesaggio cambia completamente.
L'acqua diventa torbida, compare la melma e l'aria viene invasa da odori nauseabondi.
Un contrasto che non può lasciare indifferenti.
Borrelli insiste proprio su questo punto: capire come sia possibile che, nel giro di poche centinaia di metri, un corso d'acqua possa passare da condizioni apparentemente normali a una situazione di forte degrado.
La domanda è inevitabile: cosa arriva nell'acqua attraverso quegli scarichi? E da dove proviene?
Le risposte, naturalmente, dovranno arrivare dagli accertamenti tecnici e dalle autorità competenti.
Da Sarno ad Angri: la battaglia continua lungo il corso dell'inquinamento
Ma la giornata di Borrelli non è terminata sul Rio Foce.
Dopo il sopralluogo a Sarno, l'onorevole si è recato ad Angri, insieme all'attivista di Stay Angri, Eugenio Lato, per proseguire il monitoraggio delle criticità ambientali del territorio.
Durante il sopralluogo si è presentato anche il sindaco di Angri, Alfonso Scoppa, che ha incontrato Borrelli e il gruppo impegnato nel monitoraggio della situazione ambientale.
Il confronto si è concentrato sulle problematiche relative agli scarichi, alla qualità delle acque e alle condizioni dei corsi d'acqua che attraversano il territorio.
La visita è poi proseguita verso l'area del depuratore di Angri, dove sono stati segnalati acqua sporca e forti miasmi.
Da lì il sopralluogo è arrivato al Rio Sguazzatorio, altro punto particolarmente delicato sul quale vengono segnalate criticità ambientali e cattivi odori.
Anche qui Borrelli ha voluto vedere direttamente la situazione, proseguendo quella che ormai è diventata una vera e propria ricognizione lungo il sistema idrografico del Sarno.
Rio Foce, controfosso, via Ingegno, via Sarno Palma, depuratore di Angri, Rio Sguazzatorio: Borrelli sta cercando di seguire il percorso dell'inquinamento per arrivare alle sue origini.
Solo poche settimane fa l'incontro con i commissari prefettizi di Sarno
E la giornata di oggi non arriva per caso.
Solo poche settimane fa, infatti, l'onorevole Borrelli aveva incontrato i commissari prefettizi di Sarno, proprio per portare all'attenzione delle istituzioni la questione degli scarichi presenti sul territorio e le problematiche legate all'inquinamento del Sarno e dei suoi affluenti.
Un incontro istituzionale nel quale erano state rappresentate le numerose criticità individuate e la necessità di aumentare i controlli.
Da allora Borrelli ha continuato a muoversi sul territorio.
Non si è limitato alle segnalazioni o agli incontri istituzionali, ma ha deciso di tornare direttamente sui corsi d'acqua, navigandoli e documentando ciò che accade lungo il loro percorso.
Il messaggio è evidente: la questione non può essere lasciata cadere.
Il mistero del lockdown: quando il Sarno sembrava rinascere
C'è poi un altro elemento sul quale Borrelli pone una particolare attenzione.
È il periodo del lockdown, quando molte attività produttive erano ferme.
Secondo quanto osservato dall'onorevole, proprio in quel periodo il fiume Sarno e alcuni dei corsi d'acqua collegati mostrarono un netto miglioramento delle condizioni.
Quando le aziende erano chiuse, il fiume sembrava essersi ripulito quasi completamente.
Poi le attività sono ripartite.
E con la ripresa delle lavorazioni, secondo la denuncia di Borrelli, sono tornati anche i problemi.
Una coincidenza? Una semplice casualità? Oppure esiste una relazione tra determinate attività produttive e ciò che finisce nei corsi d'acqua?
È questa la domanda che ora deve trovare una risposta attraverso controlli seri e approfonditi.
Borrelli ha posto l'attenzione in particolare sulle attività legate alla lavorazione industriale del pomodoro, oltre che su altre realtà produttive presenti nel territorio.
Si tratta, è importante sottolinearlo, di una denuncia e di un'ipotesi che dovranno essere verificate attraverso campionamenti, analisi e controlli da parte degli organismi competenti.
Ma proprio per questo, secondo Borrelli, non è più possibile limitarsi a osservare il problema.
Bisogna andare a cercarne le cause.
«Non basta vedere il fiume sporco: bisogna capire chi scarica e cosa scarica»
È questa la logica che sta accompagnando i sopralluoghi.
Per Borrelli non basta fotografare l'acqua sporca.
Non basta documentare il cattivo odore.
Non basta segnalare la presenza di melma.
Occorre individuare gli scarichi, seguirne il percorso e verificare cosa venga effettivamente immesso nei corsi d'acqua.
Per questo la mappatura del Rio Foce assume un'importanza particolare.
E per questo l'attività si è spostata anche ad Angri, al depuratore e sul Rio Sguazzatorio.
Il problema, infatti, non può essere affrontato guardando un singolo punto del fiume.
Il Sarno è un sistema. E l'inquinamento che arriva dai suoi affluenti finisce inevitabilmente per ripercuotersi sull'intero corso d'acqua.
L'avvocato Armano pronto alle nuove denunce
Intanto, sul piano giudiziario, l'avvocato Fabio Armano procederà con nuove denunce alla Procura della Repubblica.
Gli esposti dovranno consentire alla magistratura e agli organi di controllo di verificare la natura degli scarichi individuati e accertare se vi siano violazioni della normativa ambientale.
Il passaggio dalle denunce pubbliche agli atti formali diventa quindi fondamentale.
Perché dietro ogni scarico c'è una domanda alla quale bisogna dare una risposta:
chi lo ha realizzato, cosa vi viene scaricato e perché?
La battaglia di Borrelli non si ferma
Dal Rio Foce ad Angri, dal depuratore al Rio Sguazzatorio, la giornata di oggi conferma che Borrelli non intende fermarsi.
Dopo l'incontro con i commissari prefettizi di Sarno, l'attività sul territorio è proseguita con nuovi sopralluoghi e nuove segnalazioni.
Ad Angri, inoltre, il confronto con il sindaco Alfonso Scoppa, insieme all'attivista Eugenio Lato e alle realtà locali, ha aggiunto un ulteriore momento di confronto istituzionale alla giornata di monitoraggio.
L'obiettivo dichiarato è arrivare fino in fondo alla vicenda.
Capire cosa sta accadendo.
Individuare gli scarichi.
Verificare le autorizzazioni.
Analizzare le acque.
Individuare eventuali responsabilità.
E soprattutto evitare che il risanamento del Sarno rimanga soltanto una promessa.
Perché il contrasto che emerge dai sopralluoghi è troppo evidente per essere ignorato.
Da una parte l'acqua che sembra pulita. Pochi metri dopo, la melma. Poi il fetore. Poi lo scarico.
E ancora più avanti un altro punto critico.
Il Sarno non può essere una fogna a cielo aperto
Il fiume Sarno e i suoi affluenti non possono continuare a essere considerati il punto di arrivo di ciò che nessuno vuole vedere.
Il territorio ha bisogno di risposte.
E le risposte non possono essere soltanto politiche.
Devono essere tecniche, amministrative e, quando necessario, giudiziarie.
Borrelli ha deciso di continuare a navigare quei corsi d'acqua proprio per questo: per vedere con i propri occhi, documentare e portare le segnalazioni alle autorità.
La battaglia per il risanamento del Sarno, quindi, continua.
E dopo il sopralluogo di oggi sul Rio Foce e quello di Angri, al depuratore e sul Rio Sguazzatorio, il quadro che emerge è quello di un territorio che chiede ancora una volta controlli e risposte.
Perché un fiume non si risana con le promesse. Si risana individuando chi lo inquina, fermando gli scarichi e controllando ogni singolo punto critico.
Borrelli, intanto, continua la sua navigazione.
E annuncia di voler andare avanti fino in fondo.
Per il Sarno, per il Rio Foce, per il Rio Sguazzatorio e per tutti quei territori che non possono più essere costretti a convivere con liquami, scarichi e miasmi.

