Niente più panini o frutta avanzata dalla mensa scolastica da portare a casa. A Sarno arriva lo stop del Comune, anche per gli alimenti integri e non deperibili. La motivazione? Il cibo non consumato dovrà essere destinato alla solidarietà. Una finalità certamente condivisibile, ma che solleva qualche interrogativo sull'opportunità di vietare ai bambini di recuperare ciò che non hanno mangiato.
Un panino lasciato nello zaino per la merenda del pomeriggio, una mela da consumare una volta tornati a casa. Gesti semplici, che per tante famiglie rappresentavano anche una piccola lezione quotidiana contro lo spreco alimentare. Da oggi, però, a Sarno non sarà più possibile.
Con una comunicazione del 13 ottobre 2026, indirizzata ai dirigenti degli istituti comprensivi cittadini, il Comune ha richiamato le disposizioni del capitolato d'appalto del servizio di refezione scolastica, ribadendo il divieto per gli alunni di portare a casa qualsiasi alimento non consumato durante il pranzo.
Il divieto, precisa l'Amministrazione, riguarda anche i prodotti integri e non deperibili, come il pane e la frutta intatta.
La ragione risiederebbe nella necessità di garantire il recupero delle eccedenze alimentari da parte della società affidataria del servizio, GLM Ristorazione, per la successiva destinazione a organizzazioni senza scopo di lucro impegnate nell'assistenza alle persone indigenti, secondo un protocollo d'intesa già sottoscritto.
Una finalità nobile, almeno nelle intenzioni. Ma è proprio qui che emerge il paradosso.
Davvero per combattere lo spreco alimentare bisogna impedire a un bambino di portare a casa il proprio panino?
La solidarietà verso le persone in difficoltà è un principio che nessuno intende contestare. Anzi, iniziative di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari meritano sostegno. Ma appare quantomeno discutibile che tale obiettivo debba tradursi in un divieto generalizzato, senza distinguere tra alimenti effettivamente destinati a rimanere inutilizzati e prodotti che gli stessi bambini potrebbero consumare successivamente.
Peraltro, il Comune già contempla forme di agevolazione e gratuità del servizio mensa per le famiglie appartenenti alle fasce economicamente più deboli, sulla base dell'ISEE. Strumenti che perseguono una finalità sociale distinta, ma che dimostrano come il sostegno alle situazioni di disagio possa essere realizzato attraverso interventi specifici, senza necessariamente incidere su abitudini familiari consolidate.
Sarno, vietato portare a casa il panino avanzato dalla mensa: quando la lotta agli sprechi diventa un paradosso
Notizie dalla Campania
Attualità
-
La piccola salernitana Francesca Pia sta bene e cresce dopo il parto eccezionale eseguito dal professore Polichetti: la sua storia emoziona anche il pubblico di Rai 1
Martedì, 13 Ottobre 2026
-
La piccola salernitana Francesca Pia sta bene e cresce dopo il parto eccezionale eseguito dal professore Polichetti: la sua storia emoziona anche il pubblico di Rai 1
Martedì, 13 Ottobre 2026
-
Aeroporto di Salerno, ABBAC: «1,5 milioni a EasyJet per il marketing turistico, opportuno chiarire obiettivi e ricadute»
Martedì, 13 Ottobre 2026
-
Porto di Salerno, Cgil e Filt Cgil: «Per i lavoratori della Culp non ci sono risorse, per le consulenze si trovano 70mila euro. cuccaro spieghi questi due pesi e due misure»
Martedì, 13 Ottobre 2026
Cultura
Napoli e provincia
-
Sorrento. "Sorrento capitale del turismo: identità e futuro", incontro con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi
Martedì, 13 Ottobre 2026
-
Pomigliano: 13 e 14 anni, denunciati per le sparatorie dello scorso mese. Per i genitori è stata una "ragazzata"
Domenica, 11 Ottobre 2026
-
Crollo balcone a Santa Maria la Carità, vicinanza prefetto ai feriti
Domenica, 11 Ottobre 2026
-
Salvati due escursionisti in difficoltà sui Monti Lattari a Piano di Sorrento
Domenica, 11 Ottobre 2026


