“Con questa forzatura voluta da De Luca - afferma - nelle pieghe delle norme si nasconde una sorta di condono mascherato che tende ad andare in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, cosa che il Movimento 5 Stelle denunciò con forza in aula nel corso dell'approvazione del testo, al punto da abbandonare i lavori per dissenso politico”.
“L’impugnativa del Governo è contro le norme del Piano casa - spiega - e le osservazioni confermano l'impossibilità per i Comuni di distinguere quanto effettivamente realizzato nei periodi che intercorrono tra le modifiche delle leggi regionali in materia di edilizia”.
“Se il ricorso dovesse essere fondato - aggiunge - ci ritroveremmo di fronte a un vero disastro. In aula la maggioranza di centrosinistra si è preoccupata di non farci parlare e nel Collegato alla legge di Bilancio è spuntata una corsia preferenziale per chi ha cementificato il territorio”.
“C’è il rischio che si crei lo spazio anche per il cambio della destinazione d’uso dei ‘suoli agricoli’ - conclude Malerba - insomma in barba a tutte le salvaguardie del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico si consente una nuova strisciante cementificazione selvaggia del territorio”.


