"Ho vinto io le elezioni comunali del 2013" una dichiarazione un po' provocatoria e tipica del suo temperamento, quella rilasciata da Nicola Pesce, consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco di Scafati per due consiliature, rilasciata in esclusiva al portale puntoagronews.it e a Le Cronache.
"Se si considera che ho iniziato una campagna elettorale con un mese nemmeno di preparazione e con uno schieramento civico, avendo contro pure il Pd, posso dire senza ombra di dubbio di aver vinto io le elezioni comunali 2013 già solo quando sono riuscito a strappare il ballottaggio ad un sindaco uscente come Pasquale Aliberti" spiega Nicola Pesce. Sconfitto al ballottaggio da Pasquale Aliberti nelle elezioni comunali del 2013, Pesce viene interpellato a proposito dell'inchiesta dell'antimafia che sostiene che i voti della camorra abbiano influenzato il risultato elettorale del 2013. "E’ evidente che in una partita di pugilato chi ha il ferro di cavallo nascosto nel guantone può vincere più facilmente, ma io sono garantista e penso che la magistratura debba fare il suo corso senza intromissioni politiche" commenta.
Si sentirebbe parte lesa se venissero accertate le responsabilità finora paventate dall'antimafia e per cui sono indagate diverse persone tra cui il fratello del sindaco Pasquale Aliberti?
“L'unica parte lesa sarebbe la città di Scafati ed i suoi cittadini che saranno costretti, qualora ci fosse davvero uno scioglimento per camorra, a pagare i danni fatti da questa amministrazione" spiega Nicola Pesce "io resto dell'idea che la cosa più importante in questo momento sia attendere gli sviluppi definitivi e la decisione della commissione d'accesso che entro settembre dovrà decretare finalmente la sua relazione rispetto all'attività amministrativa del Comune di Scafati".
Come cittadino di Scafati e politico ha vissuto lo scioglimento del Comune per camorra con l’amministrazione di Pagano…
“All'epoca fu molto semplice: una mattina ci furono degli arresti e fu decretato lo scioglimento, poi sappiamo com'è finita. Invece qui da un anno ci stiamo ponendo delle domande. Se fossi stato al posto di Aliberti - e penso sia un’ipotesi molto remota in quanto non sarei mai arrivato ad una situazione come questa - io mi sarei dimesso. Una scelta obbligata perché solo il sospetto per i cittadini che un sindaco possa aver compiuto atti del genere nei confronti della sua città e delle istituzioni, è già una cosa gravissima".
Lei ha vissuto la campagna elettorale del 2013 denunciando anche cose molto importanti rispetto all'amministrazione Aliberti ed il malaffare presunto di determinati appalti...
"Abbiamo sempre palesato i nostri dubbi su determinate attività ed abbiamo sporto denuncia alle autorità competenti. In consiglio comunale in diverse occasioni abbiamo chiesto l'intervento del Prefetto ed ora attendiamo fiduciosi per il meglio della città, la decisione della commissione di accesso sperando che qualunque sia la decisione gravi il meno possibile sulla città di Scafati".
Nel corso delle operazioni di voto della campagna elettorale del 2013 per le amministrative lei ha denunciato presunti brogli elettorali in due sezioni comunali anche attraverso un comunicato stampa. Di cosa si trattava?
"In quell'occasione mi feci portavoce delle segnalazioni fatte anche da alcuni scrutatori e componenti di seggio. Sia a Mariconda che nelle sezioni di via Michelangelo Nappi e a San Vincenzo, c'era stata una presenza massiccia di politici e persone del posto che aveva inquietato un po' i componenti di seggio. C'erano state anche delle anomalie che furono opportunamente denunciate e successivamente il risultato fu fatto di percentuali bulgare a favore del primo cittadino. I toni comunque di quella campagna elettorale erano stati molto accesi ed anche nello stesso comitato elettorale nel centro cittadino c'erano persone che attualmente sono finite sotto inchiesta per voto di scambio. Ma al di là di questi episodi indiziari noi abbiamo sempre trattato il lato politico della vicenda lasciando alla magistratura il compito di indagare su eventuali altre responsabilità. Io posso solo dire che il candidato Pasquale Aliberti nel 2013 ha fatto di tutto per vincere ed è addirittura arrivato ad accusare il mio figlio di aver commesso un abuso edilizio quando di fatto, relativamente a quella struttura è stato poi accertato dagli stessi uffici comunali che non poteva essere stato mio figlio ad aver commesso quella abuso edilizio perché aveva solo 4 anni all'epoca dei fatti e si era trattato soltanto di omonimia. Un caso accertato e per cui il sindaco in consiglio comunale è stato costretto a fare un passo indietro rispetto a quelle accuse ed anche i suoi sostenitori hanno dovuto fare delle scuse pubbliche. Politicamente siamo stati attaccati come coalizione in tutti i modi possibili e più feroci. C'era un clima davvero molto teso".
Spesso il terreno dello scontro con il sindaco Pasquale Aliberti arriva all' ex Copmes. Il sindaco l'accusa di aver venduto l'area ad un imprenditore truffaldino di nome Artioli...
"Il sindaco Pasquale Aliberti con l'area ex Copmes ha fatto il 13. All'epoca l'area era di proprietà dell'Alcatel perchè non aveva più commesse, fece una manifestazione di interessi per cedere l'area gratuitamente purché ci fosse stato un progetto di riqualificazione con il vincolo occupazionale per gli operai. A quella manifestazione partecipò Artioli con un progetto che fu approvato a livello sovracomunale e quindi non dalla mia amministrazione. Quando è servito un ente pubblico per fare da garante a questo progetto nel passaggio di consegne, fu tirato in ballo il comune di Scafati e quindi il consiglio comunale sostenne il progetto. La mia amministrazione però mise una clausola su questo piano: se Artioli non avesse rispettato i patti sul vincolo occupazionale avrebbe dovuto pagare 20 miliardi delle vecchie lire. E’ solo grazie a questa clausola che quando poi Artioli fu arrestato, il Comune ottenne il pagamento di quella somma attraverso la cessione dell'area che divenne in questo modo di proprietà comunale. Fu anche realizzato un progetto di riqualificazione dell'area a costi ridotti ed in ogni caso tra ricollocazioni e ammortizzatori sociali nessun operaio dell’ex Alcatel è rimasto senza più un reddito”.
Come ha gestito Aliberti la riqualificazione dell’ex Copmes dopo?
“Secondo me ha sperperato solo soldi rifacendo tutto dall'inizio indebitando il Comune con un mutuo della Bnl di milioni e milioni di euro che alla fine rischiano di pagare i cittadini".
Come mai lei resta sempre defilato della discussione politica in consiglio comunale?
"Io penso che in consiglio comunale si debba parlare degli interessi della città e non di quelli personali. Troppo spesso in aula invece a Scafati accade che la discussione politica si riduce ad essere un'accusa su chi abbia pagato o meno la spazzatura oppure su accuse relative a concorsi o a fatti personali. La verità e che questo tipo di politica non mi interessa soprattutto perché non c'è poi il confronto su cose importanti per la città di Scafati nemmeno nelle commissioni. Rispetto precisamente alla questione dei rifiuti e su chi abbia pagato o meno le bollette, io invito il sindaco a fare i nomi almeno per l'opposizione. Non è nemmeno giusto impegnare un ufficio comunale in questa caccia alle streghe quando poi la legge prevede dei modi per punire gli evasori e mettere in campo l'eventuale decadenza. Quando la politica scende così tanto di livello diventa un terreno fertile per i cambi di casacca e i voltagabbana".
A proposito, Filippo Quartucci recentemente è passato in maggioranza ma era un suo candidato primo eletto nella lista della sua coalizione delle amministrative del 2013. Cosa le ha detto prima di votare favorevolmente al bilancio?
"In realtà l'ultima volta che ho parlato con Filippo Quartucci di politica è stato quando si è presentato dal notaio: all'epoca si discuteva di decadenza, era lì per firmare le sue dimissioni. Mi disse che avrebbe voluto firmare perché volevano mandare a casa il sindaco, poi però in consiglio comunale invece ha fatto un'azione per lasciarlo al potere. Non gli ho chiesto perché onestamente, ma conoscendolo penso che avrà avuto le sue buone ragioni e quasi sicuramente ha seguito la linea del Cotucit che è la sua nuova casa politica dopo il divorzio dal Pd. Nel corso del tempo mi aveva esternato i suoi malumori rispetto alla situazione del Pd, dove probabilmente si è sempre sentito come un esponente di serie B e forse non si ho sentito abbastanza sottovalutato. Ma questa è una mia supposizione".
Si è sempre professato come il traghettatore dell'opposizione verso una nuova fase amministrativa. Al di là di Aliberti e della amministrazione, cosa avete costruito in questi tre anni per meritarvi la guida della città?
"L’opposizione ha realizzato un gruppo che esiste e c'è ma ad oggi dire che ci sono 10 candidati a sindaco in quota Pd equivale a dire che in realtà non ce n'è nessuno".
Lei sarebbe disposto a ricandidarsi?
"Io credo che una persona possa definirsi un candidato ideale solo quando viene riconosciuto dagli altri come tale e non quando si auto professa già sindaco. Bisogna capire chi è la persona in grado di aggregare più aree politiche ed è evidente che i partiti non sono più in grado di dare risposte ai cittadini che oramai sono sfiduciati" dichiara Nicola Pesce "Bisogna anche valutare il fatto che se Aliberti dovesse uscire pulito dall'inchiesta come io mi auguro, allora vuol dire che è come se potesse governare facilmente per altri 5 anni almeno, perché confermerebbe la sua ipotesi di essere un perseguitato politico. Se invece il Comune dovesse venire sciolto per camorra allora la situazione sarebbe un'altra, ma ci sarebbe bisogno di una persona veramente in grado di amministrare un comune dopo una fase di commissariamento. Non è una cosa che si può improvvisare".


