Pagani. Forza Italia e Grande Pagani aprono ufficialmente la crisi a Pagani. Durante il consiglio comunale che si è tenuto oggi i consiglieri di maggioranza, ormai in disaccordo con la linea politica del primo cittadino Salvatore Bottone, decidono di lasciare l'aula ed aprire la crisi. Il primo cittadino ora si ritrova con una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne, con appena 11 consiglieri. Il consiglio comunale prevedeva diversi punti all'ordine del giorno: variazione regolamento edilizia privata nel cimitero cittadino, variazione di bilancio di previsione, e proprio questo punto è stato il pomo della discordia, tanto da portare i sei consiglieri: Maria Rosaria Esposito, Bartolo Picaro, Gianluca Tortora, di Forza Italia, Pietro Sessa, Luisa Paolillo, Goffredo Iaquinandi di “Grande Pagani” a presentare il documento dove si legge tutto disappunto nei confronti del primo cittadino.
IL DOCUMENTO - "Lo scenario politico attuale, - si legge nel documento - la permanente crisi amministrative della macchina comunale, l’iniqua selezione della classe dirigente, affidata da meccanismi casuali ed oligarchici, l’affievolirsi della solidarietà pubblica tra le varie categorie sociali, la cronica e perdurante assenza di ogni “concreta visione” sul futuro nella nostra città, la profonda crisi della qualità e serietà della politica, hanno indotto le compagini di Forza Italia e Grande Pagani a chiedere, con forza e determinazione, una seria riflessione sull’ andamento attuale ed il prosieguo di questa amministrazione. Il senso del dovere ed il rispetto della fiducia che gli elettori hanno risposte riposto in noi, ci impongono di guardare al bene comune, di essere al servizio delle famiglie, della comunità, del mondo del lavoro, della libera impresa della cultura. E’ intendimento comune proseguire con questa maggioranza per la realizzazione del programma elettorale con cui abbiamo raccolto la fiducia dei nostri concittadini, ma questo dipenderà da azioni programmatiche quali: – adozioni di misure atte alla sicurezza dei cittadini; -attuazione del nuovo piano regolatore (Puc) – ristrutturazione dell’organigramma e riorganizzazione degli uffici secondo le linee guida dettate dall’ANAC e dalle normative vigenti ii in materia di pubblico impiego. Azioni alla base per una qualsiasi seria trasparente programmazione di sviluppo economico e sociale. La politica non può essere intesa soltanto quale tecnica mediatica. Partiti e politica devono essere strumenti in mano i cittadini per rendere viva una democrazia. Il populismo lo lasciamo a chi cerca momenti di gloria nella disperazione altrui. Per questo si impone un rilancio ed un riscatto della politica, della sua serietà e qualità, del suo legame con i cittadini. Teniamo a precisare che i motivi che hanno indotto a questa riflessione sono un manifesto disagio, già ampiamente rappresentato all’amministrazione e al sindaco Bottone, che si sostanziano nella mancanza di comunicazione interna e negli ultimi mesi di raccordo tra le scelte politiche nei vari settori dell’amministrazione cittadina, trascurando in tal modo le linee di visioni strategiche atte allo sviluppo della città, perdendo di vista gli obiettivi e le finalità per le quali ci si era candidati. Detto ciò, riteniamo che la condizione fondamentale per il rilancio amministrativo richiesto dalla città sia il raggiungimento e l’attuazione dei summenzionati punti. Non è pensabile non intervenire con provvedimenti forti ed incisivi contro atti di vandalismo e criminalità dilagante, non è pensabile che a tutt’oggi, nonostante numerose sollecitazioni, gli uffici (con i quali non vi è dialogo alcuno) non abbiano ancora provveduto a redigere e approvare il Puc, fatto ancor più grave in considerazione della scadenza ultima del primo luglio 2017. Ricordiamo a noi stessi che il mancato rispetto di tale obbligo comporta conseguenze gravissime, con fatale pregiudizio economico, sociale e politico, fino ad arrivare addirittura al commissariamento dell’ente stesso. Non è concepibile che a tutt’oggi non si sia ancora provveduto ad attuare la rotazione delle figure dirigenziali, così come previsto dalle linee guida dell’ANAC in materia e dalle normative vigenti in materia di pubblico impiego. Non è concepibile che ancora a tutt’oggi non siano stati determinati criteri in base ai quali vengono transatte le controversie, in considerazione del fatto che vi sono sentenze passate in giudicato e sulla cui esecuzione è stato già nominato un commissario ad acta. In virtù di tutto questo chiediamo al Sindaco Bottone un incontro atto alla discussione dei punti che a nostro avviso sono prioritari rispetto alla visione di sviluppo che abbiamo nei nostri cuori”.

