Caso Helios, la società presenta ricorso al Comune per chiedere l'annullamento della nota dello scorso 23 settembre con cui il responsabile dell'ufficio ambiente revocava il parere positivo all'ampliamento del sito. Una nota, secondo la Helios, mai notificata alla ditta e che avrebbe anche causato anche il successivo annullamento. La società ha anche chiesto il risarcimento dei danni al Comune di Scafati. Ma a cosa è dovuto questo presunto errore di notifica? A qualche défaillance di un dirigente? "Assolutamente no ma soltanto un cavillo a cui loro ovviamente si appellano ma poi sarà il giudice amministrativo a decidere" spiega il sindaco facente funzioni Giancarlo Fele "abbiamo deciso di costituirsi in giudizio scegliendo un ottimo amministrativista come l'avvocato Lorenzo Lentini proprio per garantire la tutela degli interessi e le buone ragioni dell'ente. Quando abbiamo scoperto che i documenti presentati dalla società avevano delle autocertificazioni anomale gli atti sono stati inviati in Procura e siamo andati avanti con la revoca". A proposito di queste autocertificazioni falsate, non era dovere del precedente dirigente verificare la loro autenticità? "Il dirigente non ha l'obbligo di verificare la veridicità della dichiarazione in quanto con la firma, il tecnico in questo caso un ingegnere dell'Helios, si è assunto la responsabilità delle sue dichiarazioni e ne pagherà lui le conseguenze e gli eventuali danni", questo il chiarimento del sindaco ff G. Fele.
Intanto continua l'attività della commissione di inchiesta sulla Helios ed il presidente Mario Santocchio dichiara: "A differenza di quanto diceva il sindaco che sosteneva che tutto era di iniziativa regionale, in commissione abbiamo verificato la presenza di una e più autorizzazioni tra 2010 e 2014 rilasciate a questa azienda, dall'ufficio ambiente del Comune di Scafati. Insomma, è da quegli anni che la situazione ha destato maggiore criticità. Adesso il comune deve revocare ogni autorizzazione a tutti i costi: no all'aumento delle quantità da stoccare. Non solo, bisogna bloccare l'autorizzazione urbanistica ma anche quella ambientale che dava l'ok ad una maggiore quantità di rifiuti da stoccare. Inoltre l'Ente deve fare anche in modo che l'avvocato Lentini sappia che la società è in commissariamento e non poteva agire né come ricorso e né per chiedere slittamenti della conferenza dei servizi” dichiara Mario Santocchio sul caso. Una curiosità sorge spontanea scrutando il ricorso presentato dalla Helios e dal quale si evince la celerità con cui è riuscita ad avere le autorizzazioni. Nel narrare ai giudici amministrativi i titoli in possesso e le date di rilascio delle autorizzazioni salta agli occhi un dato su tutti : il 17/12/2014 riesce ad avere il parere positivo dell'ufficio urbanistica del Comune di Scafati, il giorno dopo quello dell'ufficio ambiente, venti giorni dopo circa, l'11/1, riceve il decreto autorizzativo dalla regione Campania in cui si autorizza un ampliamento, il tutto con Natale e Capodanno di mezzo, davvero un record. Un esempio di efficienza amministrativa da far invidia alle migliori amministrazioni europee, peccato solo forse si tratti di un'eccezione che conferma la regola che vede la burocrazia rallentare ogni processo autorizzativo. La Helios fu baciata dalla fortuna o aveva qualche santo in paradiso? Un dilemma a cui solo il tempo potrà rispondere .
V. Cozzolino
G. Avagnano

