Ma, tra scioglimento e silenzio della commissione, alla fine la situazione è rimasta in bilico. Ecco perché, lo scorso 5 giugno, Nappo ha inviato, tramite i suoi legali, l'ennesimo sollecito al Comune per trovare un accordo bonario sull'area che potrebbe costare alle casse cittadine quasi un milione di euro. Ma ancora una volta, nulla accade e la “patata centro sociale”, diventa ancora più bollente: il proprietario, non è nemmeno riuscito ad incontrare la commissione da gennaio ad oggi, ma intanto il tempo passa e gli interessi crescono. Alle accuse dell'ex sindaco – ora indagato per scambio elettorale politico mafioso – che lo additava come un “camorrista”, per adesso Nappo risponde con un documento che gli dà legalmente ragione in toto.
La questione è sempre la stessa, far valere la sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato tutti gli atti dell’acquisizione gratuita che aveva fatto il comune, amministrato all'epoca dal sindaco Pasquale Aliberti. Proprio Aliberti, in qualità di sindaco, aveva tacciato questa operazione come una “battaglia contro la criminalità”: ma, alla fine, aveva avuto la peggio in Tribunale. Il paradosso è che, se il suolo è di proprietà di Nappo (perché acquisito erroneamente dall'Ente) allora il Centro sociale è abusivo: “Perchè è ancora lì?” Si chiede il proprietario, forte del diktat dei giudici amministrativi di secondo grado.
Così nel protocollo indirizzato alla triade, si legge:
“In riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato in S.G, sezione IV, n. 6211/2014 del 22.12.2014, che ha accolto l’appello di Nappo contro il Comune, premesso che la vicenda in esame concerne il procedimento amministrativo che ha avuto inizio con l’adozione degli atti illegittimi, mediante i quali il Comune di Scafati ha attivato la procedura per espropriare un’area di proprietà di Nappo, al fine di realizzarvi un centro polivalente per anziani, approvando il relativo progetto.
Dopo un lungo contenzioso dinanzi al Tar Campania Sezione di Salerno, la vicenda si è conclusa con la sentenza del Consiglio di Stato n. 6211/2014 con la quale è stato accolto il ricorso del Nappo. Queste le motivazioni: “L’appello è in conclusione è fondato è va accolto. Ciò comporta l’illegittimità di tutti gli impugnati provvedimenti successivi sui quali l’accertamento dell’illegittimità del diniego di sanatoria produce effetti caducanti, essendo stati adottati dal Comune appellato in esecuzione e quindi presupponendo erroneamente una inesistente legittimità di tale diniego. E ciò in particolare a cominciare dagli ordini di demolizione del manufatto e di acquisizione dell’area, dagli ordini di sgombero della stessa, dall’ordine di ripristino dello stato dei luoghi, dall’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, dalla delibera di approvazione del progetto dell’opera pubblica localizzandolo sulle aree di proprietà dell’appellante” si legge nel documento a firma dei legali di Nappo, Massimo Torre, Emiliano Torre ed Oreste Agosto “Nappo ha reiteratamente invitato il Comune di Scafati a dare ottemperanza alla sentenza del Supremo Consesso amministrativo. Il Comune, nonostante il lungo lasso di tempo decorso, non ha dato ancora esecuzione alla sentenza appellata. E’ solo pervenuto un nuovo diniego di permesso di costruire ex art. 36 d.p.r., di cui al provvedimento prot. 33856 del 17.11.2015 sulla istanza del Nappo del 2010 – istanza antecedente alla sentenza del Consiglio di Stato -. Avverso tale diniego il Nappo ha proposto comunque ricorso al Tar Campania Sezione di Salerno; il ricorso è attualmente pendente. Non sono pervenuti ulteriori provvedimenti conseguenziali da parte del Comune.
L’acquisizione dell’area del ricorrente e la delibera di approvazione del progetto dell’opera pubblica di localizzazione sull’area di proprietà Nappo, come statuito dal Consiglio di Stato con la detta sentenza n. 6211/2014, ormai giudicato, sono atti illegittimi ed illeciti.
Sta di fatto che, illegittimamente, illecitamente ed antigiuridicamente, il Comune continua a far permanere abusivamente sull’area del Nappo il centro polivalente per anziani, senza alcun titolo giuridico. Nappo a mezzo dei legali ha chiesto ancora una volta al Comune di Scafati in persona del sindaco, la restituzione dei beni di proprietà, previa demolizione dei manufatti comunali eseguiti illegittimamente ed illecitamente, non solo perché violativi delle norme pubblicistiche ma anche delle norme civilistiche ed edilizie sulla proprietà Nappo, nonché su quelle confinanti.
Contestualmente si è chiesto il risarcimento dei danni patiti da Nappo, il tutto con interessi e rivalutazione come per legge decorrenti dalla data delle illegittimità comunali fino al soddisfo”.
Poi la steccata a Pasquale Aliberti: “Nappo, invero, dalla precedente amministrazione è stato additato come colui che non rispetta la legge; viceversa il Consiglio di Stato ha accolto il suo appello e dimostrato che chi non rispettava le leggi era proprio il Comune. Nemmeno a dette richieste il Comune ha dato riscontro, né ottemperato al giudicato amministrativo. Considerato ancora che proprio per evitare ulteriori contenziosi, il Nappo ha richiesto ancora una volta all'Ente la restituzione dell’area, previo ripristino dello stato dei luoghi; adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, risarcimento dei danni subiti, ammontanti ad euro 693.012,00 corrispondente al valore del terreno a destinazione G1, valore del fabbricato demolito, oltre rivalutazione monetaria ed interessi, spese tecniche e legali da corrispondersi fino al momento del soddisfo, salvo maggiori importi a titolo sia di risarcimento dei danni che a qualsivoglia altro titolo che dovesse emergere dal procedimento in atto. Nemmeno a tale richiesta il Comune ha dato riscontro” si legge nella nota “Nappo chiede quindi che sia data esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 6211/2014 del 22.12.2014 e dare riscontro alle dette istanze e richieste presentate al sottoscritto al Comune di Scafati. Lo scrivente rappresenta di non aver alcun animo litigioso nei confronti dell'Ente, a maggior ragione che è rappresentato da un organo straordinario che è preposto alla gestione dell’Ente, nel rispetto della legge e delle sentenze.
Il sottoscritto conferisce ampio mandato ai suddetti legali, per notificare la presente e li autorizza espressamente a qualsivoglia attività anche di mediazione e di conciliazione con il Comune di Scafati. La presente riveste carattere di urgenza, anche per le condizioni fisiche e morali di Nappo”.


