banner agro

Sarno. Crollano i partiti, equilibri spezzati: exploit 5 stelle

07 Marzo 2018 Author :  

La crisi dei partiti a Sarno diventa la vergogna dei volti storici politici del territorio cittadino. A salvare la faccia delle vecchie bandiere vi è solo Forza Italia Sarno, che rispetto alle politiche del 24 marzo del 2013, dove aveva conquistato 4664 preferenze, riesce a racimolare 3744, raddoppiando i voti delle regionali e quelle delle comunali del 2014. Il partito, che di certo non è stato favorito dal trend nazionale e regionale, riesce a recuperare rispetto alle elezioni precedenti ma invece nel confronto con le politiche perde circa 920 voti, fermandosi solo al 24,28% . Non certo una bella cosa ma, comunque un risultato accettabile vedendo quello che è il dato regionale. Infatti nella circoscrizione Salernitana il dato di Sarno è uno dei migliori di Forza Italia, il secondo del collegio dell'Agro per preferenza diretta al partito di Silvio Berlusconi. Certamente, Fi è il partito che si piazza meglio tra quelli di centrodestra. Praticamente scompare dal territorio cittadino Fratelli d'Italia che nel 2013 aveva conquistato 2219 preferenze contro i 748 imbarazzanti voti di oggi. Se è vero che adesso a fare lo scontro diretto c'è anche Noi con l'Italia con il candidato Alberico Gambino, sostenuto almeno da due consiglieri comunali (e mezzo) e altri portatori ufficiale di voti, si è attestato a 908 preferenze. Nemmeno la somma tra i due partiti riesce però eguagliare i risultati 2013 dei Fratelli d'Italia. Ad avere il collasso peggiore infatti è proprio il partito di Cirielli che sotto questo aspetto si conferma in tendenza con tutto l'Agro Nocerino-Sarnese. Si perdono almeno 66 punti in percentuale con un crollo di voti che supera le 1800 preferenze scomparse e andate tutte dirette verso il MoVimento 5 Stelle di Sarno. I grillini Sarno, pur non brillando negli anni per spigliatezza né tanto meno per numero di iscritti, alle politiche 2013 aveva conquistato 2190 voti. Quest'anno, sull'onda del movimento, nonostante le due candidate del territorio, il gruppo pentastellato si piazza a 5692 preferenze conquistando grandissimi consensi ma perdendo lo scontro diretto con il candidato di Forza Italia al Senato Pasquale Marrazzo. Stesso discorso anche alla camera dove di fatto Cirielli, vince pur non convincendo, con pochi voti di scarto. Il partito di Grillo resta comunque il primo partito con 5934 alla camera e 5315 al Senato e, la cosa positiva, è che ha conquistato due parlamentari sarnesi: la deputata Virginia Villani e la senatrice Luisa Angrisani. La prima volta che, nella storia di Sarno, la città conquista una poltrona per due.

Noi con l'Italia Udc

Noi con l'Italia UDC invece ha fatto registrare un consenso di 564 voti al Senato e 908 voti alla camera in cui era candidato il Paganese Alberico Gambino, già consigliere regionale. Infatti, il gruppo di supporto dei rappresentanti del centro-destra si è mosso proprio per sostenere questo candidato e infatti la differenza è di circa 400 voti. Eppure, una magra consolazione, se si pensa a quella che era la forza di quest'area politica fino a qualche anno fa sul territorio. Infatti l'Udc vicino al centro-destra nelle elezioni del 2013 aveva preso 1108 preferenze mentre invece nelle competizioni precedenti, ovvero alle comunali e regionali del 2014 e del 2015, rispettivamente 1900 e 1386 preferenze. La percentuale è davvero in calo. Il più grande flop dei partiti a Sarno però è quello del partito democratico.

Il Partito Democratico

Il Partito democratico, stupisce ancor di più perchè attualmente è bandiera dell'amministrazione comunale guidata da Giuseppe Canfora. Il sindaco e presidente della provincia ha fatto della campagna elettorale un suo baluardo pubblico, tanto da sponsorizzare anche in altri comuni i candidati Mauro Maccauro e Tino Iannuzzi al Senato. Per nessuno dei due c'è stato nulla da fare e anzi, si sono rivelati davvero poco attraenti per l'elettorato del centro-sinistra che ha dirottato i voti sul Movimento 5 stelle o altri partiti. Il calo è vertiginoso: si passa dalle 3199 preferenze del 2013 per le politiche alle 2282 di questa tornata elettorale. Nel 2014 l'amministrazione aveva ottenuto successo anche grazie al Partito Democratico, che aveva portato alla coalizione vincente 2461 voti. Ma già le regionali del 2015 avevano fatto calare (non solo un po') il risultato a 1356 preferenze. Confrontando pari competizioni elettorali, il dato resta allarmante soprattutto per una compagine politica che può contare sulla presenza del presidente della Provincia. Non è bastato cercare salvare almeno la faccia sul decoro urbano asfaltando last minute le strade del territorio e né tanto meno le promesse di fondi a pioggia proveniente dalla Regione Campania e dall'alleato Vincenzo De Luca per convincere gli elettori che hanno fatto uno dei più clamorosi volta faccia della storia. A proposito di volta faccia: come la metterà adesso il governo locale con i suoi dissidenti interni? Prima tra tutti vi è il presidente del consiglio, Maria Rosaria Aliberti: c'è chi giurerebbe sia stata una supporter del movimento 5 stelle a Sarno. C'è anche il suo zampino in questa tornata fallimentare dei dem? E gli altri? Quando si analizza l'andamento del voto non si può fare solo una semplice somma.Infatti, non è neanche pensabile che i voti del fu Pd siano stati dirottati sulla candidata Dea Squillante, prima in lizza con Liberi e uguali. Infatti, Squillante con il partito di centro-sinistra è riuscita ad avere un buon risultato personale con 551 preferenze alla camera. A dire la verità però, se pure abbastanza soddisfacente, neanche l'assessore dell'amministrazione Canfora è riuscita ad abbattere il voto di protesta del centro-destra o di sinistri che orientativamente sì è dirottato anche sulla Lega che ha riscosso 572 preferenze. Un altro dato su cui si dovrebbe interrogare non solo l'amministrazione comunale totalmente perdente ma anche lo stesso centro-destra sarnese che ha perso lo charme di una volta.

Poi, dulcis in fundo c'è il caso Antonio Crescenzo: stavolta, sia se si “butta” con il centrodestra che con il centrosinistra casca male. Civica popolare con Lorenzin, vicino al centrosinistra, a cui aveva fatto una discreta ma consistente campagna elettorale insieme ai suoi supporters, ha riscosso 241 voti alla Camera e 192 al Senato. Il partito del fucsia non ha invogliato e il calo è incalcolabile, vista l'assenza di precedenti per i “petalosi” del Ministro Lorenzin.

Ora le domande sono tre.

La prima, rivolta a chi dirà che “le comunali sono un'altra cosa”: ma quando avete vinto le politiche, questa regola non valeva?

La seconda: è stato davvero il 5 stelle a vincere o sono loro ad aver perso?

La terza: qualcuno si sta chiedendo quali sono le responsabilità di questo crollo?

banner belmonte

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2