La battaglia per la casa
“Ancora più grave la situazione abitativa in Campania dove sono più di 70000 le sentenze passate in giudicato aventi ad oggetto la demolizione di case di necessità adibite a prima ed unica abitazione. Si tratta di insediamenti informali favoriti anche da mancate o inadeguate scelte di pianificazione, oltre che da una sostanziale indifferenza per la problematica abitativa. Circostanza che non ha risparmiato il nostro territorio. Corbara ha conosciuto uno sviluppo urbanistico incoerente, su un territorio di rara bellezza depredato, non meno di altri, da gruppi di interesse particolaristici. E’ necessario pertanto iniziare a pensare ad interventi pubblici “ri-equilibranti” idonei ad incidere sulle disuguaglianze prodotte da modelli collusivi e speculativi, onde favorire la nascita di comunità solidali e resilienti. Accogliamo allora con favore, l’attenzione che questa Amministrazione pone sul problema abitativo, declinandolo anche nella moderna ottica dell’ housing sociale, che, per quanto categoria complessa, rappresenta un modello d’indubbio interesse, sperimentato con successo in molte realtà del Nord Italia, e di recente riproposto a Cava de’ Tirreni (dove si assisterà alla nascita dell’Eco-quartiere di San Giuseppe al Pozzo, un esempio di innovazione tecnologica, di autonomia energetica, di sostenibilità economica, di valorizzazione ambientale), con l’obiettivo di promuovere il diritto alla casa attraverso un’offerta abitativa di qualità ma al contempo accessibile. Ci auguriamo insomma che, forti di un sostegno proveniente dal basso, si possa difendere il territorio da interessi proprietari particolaristici e da gruppi di pressione imprenditoriali tesi unicamente a massimizzare il lucro soggettivo, auspicandoci dall’altro lato che ci si possa aprire ad esperienze d’avanguardia capaci di fungere davvero da volano di sviluppo economico, da catalizzatore di micro-economie locali, da strumento di inclusione, rispetto ad un modello, quello di mercato, che genera indebitamento, mortifica il risparmio, limita la capacità di spesa delle famiglie, fino all’impoverimento” concludono gli attivisti.


