La richiesta
La consigliera regionale ha chiesto dunque di avviare una verifica “data la complessità del servizio da svolgere, e la consistenza dell’importo posto a base di gara, pari all’incirca a 150milioni di €, è previsto che i requisiti richiesti per la partecipazione, posseduti da pochissime realtà imprenditoriali del settore, riducano considerevolmente la partecipazione di operatori economici alla gara incidendo negativamente sulla possibilità della Stazione Appaltante di assicurarsi un’offerta realmente competitiva e la possibilità di acquisire beni e servizi ad un prezzo realmente concorrenziale”. Inoltre pare che - come scrive la Ciarambino nel suo esposto - “da una segnalazione pervenuta inerente la procedura in oggetto si evince la circostanza che alcune imprese del settore avrebbero finanziato eventi di importanti esponenti politici candidati alla scorsa tornata elettorale”. Insomma, dopo l’inchiesta sulla sede di via Nizza dei giorni scorsi, un’altra piccola tegola che cade sull’Asl di Salerno e che potrebbe aprire ancora un ulteriore dibattito sulle gare d’appalto, sui bandi e sulle assegnazioni già “pronte”.


