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Scafati. Fiume Sarno, Russo: "Il rischio di giocare a mosca cieca

19 Agosto 2019 Author :  

"L’Assessore al Fiume Sarno, dott. Arpaia, ha indirizzato nei giorni scorsi una nota a diverse Autorità ed organi sovracomunali, richiedendo controlli sugli scarichi nel Sarno e nei suoi canali. - spiega il consigliere comunale di Insieme per Scafati Michele Russo - Certo, alla luce di quanto si sta verificando in questi giorni a Scafati, è assolutamente giusto richiedere tali interventi, tra cui quello dell’Autorita’ giudiziaria.
Dalla segnalazione dell’assessore non è dato comprendere se i controlli siano richiesti in via generale e generica o se siano state individuate individuate specifiche fattispecie e responsabilità.
L’assessore parla di 14 (quattordici) scarichi autorizzati a Scafati. In tutto.
È un numero che appare decisamente esiguo.
Le autorizzazioni allo scarico direttamente nel Sarno e nei suoi canali, per quanto attiene il rispetto dei parametri di legge sulla qualità delle acque, risultano per legge regionale di competenza del comune.
Orbene che vi siano solo 14 scarichi autorizzati a noi appare un dato per niente rassicurante.
Basta percorrere il fiume ed i suoi canali nel territorio comunale, ed un occhio attento si renderà conto che gli scarichi sono molti di più.
Si dirà che alcuni, tipo quelli solo per acque piovane, non richiedono autorizzazione comunale.
Certo è vero, tuttavia andrebbero verificati a maggior ragione dal Comune, anche perché dovrebbero comunque essere stati autorizzati dal consorzio di bonifica e dal genio civile.
Poi vi sono le attività che non scaricano direttamente nel fiume bensì in fognatura, e quelle che forse non hanno alcun tipo di autorizzazione allo scarico. E non si sa come siano organizzate.
La prima cosa da fare quindi è la famosa “mappatura” degli scarichi imposta, tra l’altro, anche dal codice dell’ambiente.
Una Mappatura che sia intelligente, ovvero fatta incrociando i dati che riguardano Scafati, tenendo conto di:
1 – AUTORIZZAZIONI INTEGRATE AMBIENTALI ed AUTORIZZAZIONI UNICHE AMBIENTALI rilasciate dalla Regione ma con il parere comunale.
3 – AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO RILASCIATE DIRETTAMENTE DAL COMUNE
4 – AUTORIZZAZIONI DEL CONSORZIO DI BONIFICA
5 – AUTORIZZAZIONI DEL GENIO CIVILE
6 – AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO IN FOGNATURA RILASCIATE DALL’ENTE D’AMBITO.
Vi sono delle zone grigie che possono emergere solo se si fa un attento lavoro di impostazione dei controlli già a monte.
Siamo certi che una tale attività richieda un potenziamento dell’Ufficio Ambiente del Comune sia in termini di risorse umane che di strumenti.
E qui, precisiamo che nulla si può rimproverare ai pochissimi dipendenti comunali che si occupano di ambiente, giusto per chiarirlo, prima che a qualcuno, come già accaduto, venga in mente di dire, subdolamente, che stiamo attaccando i dipendenti comunali.
I dipendenti comunali, nella stragrande maggioranza fanno il loro dovere con impegno. Tanto per chiarire il nostro pensiero. Chi amministra organizza, stabilisce risorse e priorità, anche nelle assunzioni.
Quindi i primi responsabili del migliore o peggiore funzionamento di un servizio comunale sono gli amministratori.
La sensazione è che senza una efficace organizzazione, le denunce di questi giorni, ed il richiesto intervento della magistratura se non mirato, rischiano di diventare un gioco a moscacieca. Si potrà pure colpire qualcuno, il primo a caso, un po’ come nel gioco.
È indispensabile e non rinviabile, acquisire la conoscenza del territorio con gli strumenti cartografici ed informatici, più avanzati, per contrastare finalmente in maniera decisa tutti e diciamo tutti, i responsabili del nostro avvelenamento.
Solo così anche l’azione degli organi di controllo risulterà produttiva ed efficace".

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