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Sarno. Emergenze da Covid-19, incendi e dissesto idrogeologico, Crescenzo si astiene perché non è convinto della proposta di delibera

17 Febbraio 2021 Author :  

Mitigazione rischio idrogeologico, prevenzione e monitoraggio emergenza Covid: ok del consiglio all'atto di indirizzo"Nell'ultima seduta del consiglio comunale sarnese è stata approvata la Proposta atto di indirizzo inerente “emergenze da COVID-19, incendi e dissesto idrogeologico: proposte rivolte al potenziamento ed innalzamento del livello di monitoraggio, di controllo e di salvaguardia sull’intero territorio comunale”, approvato all’unanimità con la mia sola astensione e con l’assenza di ben tre consiglieri comunali di opposizione. - spiega il vicepresidente del consiglio comunale di Sarno Domenico Crescenzo - 
Ho scelto di astenermi dall’approvare la proposta i cui punti cardini meritano di essere affrontati non in termini di propaganda.
Come ho sottolineato durante il consiglio non ero convinto e sin dall’inizio dei lavori della commissione ho manifestato perplessità nell’approccio, a mio avviso, ancora mancante di una necessaria visione di sistema.
Riguardo alla emergenza Covid19:
- A maggio del 2020 abbiamo ricevuto una proposta da parte di professionisti sarnesi in cui è dettagliato un progetto e relativa procedura amministrativa da cui prendere spunto per realizzare un centro di epidemiologia comunale finalizzato alla tanto osannata sorveglianza epidemiologica. Non se ne era mai parlato, ma il caso ha voluto che proprio ieri mattina, mi capitasse sotto gli occhi la notizia della sentenza della Procura di Napoli, basata sullo studio dell’ISS per la Terra dei Fuochi, per cui esiste una relazione causale o di concausa, tra l’inquinamento e l'insorgenza di alcune patologie. Nel nostro caso, dunque, anche se da decenni, dati, monitoraggi e relazioni tecniche descrivono il fiume Sarno gravemente inquinato e si rilevano incidenze elevate di determinate patologie delle popolazioni residenti, sussiste una condizione di inerzia amministrativa, non solo - come sappiamo bene - nella mancata attivazione di controlli efficienti, ma anche nel verificare le conseguenze dei danni causati all’ambiente sulla salute dei cittadini. La Commissione parlamentare per l’indagine sull’inquinamento del Sarno, 2006, sottolineò che i Dipartimenti di prevenzione delle AASSLL e gli Osservatori epidemiologici regionali rivestono un ruolo fondamentale per quanto riguarda la sorveglianza della popolazione. Pertanto, ho ritenuto fondamentale, suggerire nuovamente e prima possibile di verificare se la proposta ricevuta ormai da quasi un anno, potesse costituire lo spunto da approfondire e da cui partire, la leva per la creazione di uno strumento amministrativo-sanitario comunale che ci consenta di interloquire con Provincia e Regione per monitorare l’andamento non solo della epidemia di Covid19, con l’annesso piano vaccinale, ma anche quelle patologie sul nostro territorio per cui è attestata la relazione concausale con l’inquinamento ambientale.
- In merito al rischio idrogeologico, ho più volte rimarcato sia in consiglio che durante le commissioni, che il tema della Gestione Forestale per Sarno è un tema cardine. Nella proposta erroneamente si richiede alla Regione Campania la redazione del Piano di Gestione Forestale, mentre è risaputo che la procedura definita nel Regolamento regionale n.3/20127, art. 118 e 120, obbliga alla redazione del P.G.F. per superfici complessive maggiori/uguali a 100 ettari i Comuni ed Enti pubblici, ma anche i proprietari privati.
Tramite il piano di gestione forestale è possibile valorizzare i beni e i servizi del bosco, mantenendo la risorsa e le sue potenzialità per le generazioni future. Ma l’importanza della pianificazione forestale risulta particolarmente evidente negli scenari di gestione forestale come quello della nostra città, situata nella fascia pedemontana di monti che fanno parte di un bacino idrografico e per cui è soggetta a continue alluvioni. La bonifica integrale, da monte a valle, che nasce concettualmente già ai tempi dei Borboni, è caratterizzata dalla sistemazione idraulico-montana allo scopo di proteggere l’abitato e salvaguardare lo sviluppo del territorio. E infatti il Regolamento Regionale del 2017 disciplina le procedure e le attività sui terreni vincolati per scopi idrogeologici. Per capire allora, come mai la nostra città non avesse un tale piano così fondamentale, ho scoperto che il PGF commissionato nel 1990 e finanziato da regione e comunità montana, non è mai stato consegnato. La regione a più riprese in 30 anni e fino agli inizi del 2020, ha chiesto al comune di Sarno la consegna del piano di gestione forestale o la restituzione delle somme percepite. Semplificando, se non viene chiusa la procedura avviata nel lontano 1990, non è possibile aprire una nuova procedura per ottenere un nuovo PGF. Inoltre, il PGF è per la Regione Campania conditio sine qua non per accedere a finanziamenti al fine di intervenire nella fascia montana ed è strumento insuperabile per poter attuare misure specifiche di interventi finalizzati al rispristino o al miglioramento. Quindi, non avere un piano di gestione forestale vuol dire non fare prevenzione, ma soprattutto incuria – volontaria o meno – che diventa colpevole perché l’incuria dei boschi è una delle cause per cui il rischio incendi e il rischio idrogeologico aumentano in maniera incontrollata.
Ho portato questa scoperta in consiglio comunale ieri, ma non ho attenuto l’attenzione che speravo né la soluzione che desideravo per la mia città: una presa di coscienza al fine di iniziare un percorso serio nell’approcciare il degrado socio-ambientale di Sarno, attraverso lo studio e la conoscenza profonda del territorio, con una vera progettualità e una chiara e visione del futuro.
Alla luce di tutto ciò, credo che un esame di coscienza in ragione di tutto quello che non si è fatto, in ragione di quello che si è omesso di fare in particolare dal 2017 in poi, in ragione della totale non conoscenza dell’esistenza di diffide della Regione Campania che ha chiesto la restituzione dei fondi già stanziati al Comune di Sarno per la redazione del Piano di Gestione Forestale, debba essere fatto dall’amministrazione e da coloro che fino ad oggi hanno gestito.
È un fatto che la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria del sottobosco che passa attraverso il PGF comporta l’aggravarsi dei danni in caso di incendio ma nemmeno questo porta il Sindaco e l’assessore competente a chiedere scusa o quanto meno ad accettare gli errori … tutto ciò non può essere condonato con un mero atto di indirizzo debole e non consono alle finalità …pertanto la proposta non mi ha convinto e credo che non sia un caso che abbia registrato anche l’assenza di ben altri 3 consiglieri comunali di opposizione.
Pur registrando il silenzio dell’assessore Robustelli e del Sindaco che non sapevano o facevano finta di non sapere in merito alle diffide della Regione Campania in ordine al finanziamento del PGF, mi dispiace che nessuno di questi ha ritenuto di dover correggere il tiro così cristallizzando l’inerzia amministrativa che oramai da anni è diventata la caratteristica di chi ci amministra".

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