"Questa assoluzione, arrivata con la formula piena di "..perché il fatto non sussiste", non è una vittoria da celebrare, ma una ferita che si riapre, un ricordo amaro di tutto ciò che abbiamo vissuto. Per anni, ho portato addosso una lettera scarlatta, un marchio di vergogna che non era solo mio, ma della nostra città intera. - spiega il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti - Scafati è stata dipinta come corrotta, immersa in chissà quali oscuri legami con la malavita, e questa accusa ci ha segnato nel profondo.
Oggi, con questa assoluzione, emerge la verità: non c’erano infiltrazioni, nessun legame con la criminalità organizzata. C’era solo il mio impegno, la mia passione per questa città, il desiderio di migliorare Scafati e darle un futuro migliore. Ma quello che ci hanno tolto non si recupera facilmente: anni di sofferenza, di sospetti, di umiliazioni pubbliche, in cui il nome della nostra città è stato infangato senza motivo.
Non si tratta di una mia vittoria personale, ma di una sconfitta per chi ha usato il potere come strumento di sopraffazione. Scafati non meritava di essere sciolta, non meritava di portare il peso di accuse ingiuste. La politica dovrebbe essere confronto, non un gioco sporco di distruzione dell'avversario.
Questa assoluzione non ci restituisce il tempo perduto, ma ci dà la consapevolezza che abbiamo resistito all’ingiustizia, che non ci siamo piegati. Ora possiamo guardare avanti, sapendo che la verità è finalmente emersa. Scafati può rialzare la testa e andare avanti con dignità, perché questa città è stata amministrata con passione e dedizione, e nessuna bugia potrà mai cancellare questo fatto".
Domani mattina, sabato 16 novembre, alle ore 11 il sindaco Pasquale Aliberti terrà una consulenza stampa al Comune di Scafati per parlare della vicenda.

