"Affidamento Salvatore Graziano: gravissimo silenzio istituzionale sul caso Graziano. Il Comune di Sarno non revoca l’affidamento del fondo rustico a persona indagata nella maxi inchiesta antimafia". A dichiararlo è il capogruppo in consiglio comunale di Noi Moderati Maria Rosaria Aliberti -
"Apprendiamo con grande preoccupazione quanto riportato oggi da Le Cronache in merito al mancato intervento del Comune di Sarno sul caso del fondo rustico di oltre 200.000 mq in località Piana delle Vacche, affidato nel 2022 a Salvatore Luigi Graziano, soggetto oggi formalmente indagato nell’ambito della maxi inchiesta della Guardia di Finanza del 5 marzo scorso. - spiega Aliberti -
L’assegnazione è avvenuta senza concorrenza, con una sola offerta pervenuta e un canone di appena 1.800 euro annui, cifra irrisoria per un bene di quel valore e di quella estensione. L’offerta è stata presentata dall’Azienda Agricola di Graziano S.L., rappresentata da Salvatore Graziano, nipote di Massimo Graziano, già condannato per associazione mafiosa e figura centrale dell’inchiesta che coinvolge anche Rubina Pignataro, moglie di Massimo e nominata – non a caso – nel 2024 nel Nucleo di Valutazione dell’Ente dal sindaco Francesco Squillante, poi costretto a revocarla dopo l’interdizione dai pubblici uffici".
Il dato politico è drammatico.
"Ad oggi, nessuna iniziativa è stata assunta dal Comune: nessuna revoca del contratto, nessuna sospensione, nessuna verifica rafforzata. Un’inerzia istituzionale che, alla luce del quadro giudiziario e dei legami familiari e ambientali, non può più essere spiegata con superficialità o disattenzione. - aggiunge la Aliberti -
Il fondo comunale è nelle mani di un soggetto formalmente indagato per reati gravissimi. E il Comune tace. Tace mentre la città assiste al disgregarsi di ogni principio di trasparenza e legalità.
Non siamo più di fronte a semplici coincidenze: siamo di fronte a un sistema opaco, dove nomine, affidamenti e silenzi si intrecciano in relazioni pericolose, alimentando un contesto di permeabilità politica e amministrativa inaccettabile.
Il sindaco Squillante ha il dovere morale e istituzionale di uscire dal silenzio, guardare in faccia la città e assumersi la responsabilità politica di ciò che sta accadendo. Tacere, oggi, equivale a essere complici. Sarno merita trasparenza, non ambiguità. Legalità, non relazioni opache. Risposte, non silenzi".


