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Namastè. L’alba della Rinascita

15 Ottobre 2016 Author :  

Namastè cari Lettori!
Oggi ho il piacere di parlarvi della bellezza della rinascita personale, e vorrei farlo attraverso l’esperienza di una persona in particolare.
Nella mia attività professionale, e purtroppo non solo, mi capita spesso di aver a che fare con ragazzi giovanissimi che si rapportano alla vita in modo distaccato ed insofferente, quasi come se non gli importasse di nulla! La sensazione è quella che ognuno di loro viva in una bolla trasparente, all’interno della quale qualsiasi segnale dell’esterno viene percepito in modo ovattato, distante, alterato. Ogni bolla si posiziona ai margini l’un dall’altra.
L’unico elemento di unione sembra essere l’uso dei dispositivi elettronici, smartphon, pc o tablet. Ma nella quotidianità della vita vissuta l’elemento che contraddistingue le loro esistenze è la costante sensazione di essere soli, diversi abbandonati.
Questo è molto curioso, se solo consideriamo la natura della società in cui viviamo, sempre più dinamica, coinvolgente, frenetica, mi chiedo come mai in tanto rumore, le nuove generazioni sono sorde al riconoscimento delle proprie e altrui emozioni? Vi è un’anaffettività dilagante che induce i più a scimmiottare le emozioni come quasi fossero descritte in un copione, senza riuscire bene a distinguerle e a capirle.
Le nuove tecnologie in realtà non ci aiutano in questo. La creazione di realtà virtuali disabituano, specialmente le nuove generazioni al contatto umano, caldo ed empatico con il prossimo, ma ancor di più con se stessi.
Un’aridità emotiva che spinge a sentirsi soli, non capiti, diversi dagli altri, diversi dai modelli che con così tanta violenza ci propinano la cultura moderna e la morale comune (ovvero la Rete, i Social, la Moda, i Mass Media, la Società tutta).
Eppure riuscire ad aiutare i ragazzi ad andare oltre quella bolla sarebbe garantire alle nuove generazioni una vita sociale e psicologica più funzionale.
Come vi ho annunciato prima, oggi vorrei raccontarvi della Rinascita di una Giovane Donna.
Era forte o sentiva di doverlo essere a tutti i costi. Mostrava durezza, distacco, sfacciataggine, impulsività. La sua era una bolla molto spessa e resistente. La paura di non essere come gli altri desideravano la distruggeva poco a poco. Non sono stati pochi i tentativi di affrontare lo sguardo giudicante e negativo degli altri senza sentirsi sbagliata e fuori luogo.
Purtroppo gli occhi degli altri sembrano sempre specchi veritieri dove guardarsi, per quello che si è, diventa estremamente difficile.
All’inizio cercava di adeguarsi al mondo esterno forzando la propria natura, pur di non sentirsi sola. Diceva: “fuori la bolla è come se ci fosse uno splendido prato di margherite bellissime, non c’è posto per me semplice fiorellino di campo”.
C’è voluto tempo prima che riuscisse a guardarsi senza il severo sguardo del suo Giudice Interno (ognuno di noi ne ha uno, sta a noi decidere di ascoltarlo o meno!) che costantemente le ricordava, come, dove, e quante volte aveva sbagliato! Ma poi finalmente si vide per la prima volta.
È stato come assistere all’alba!; sapete quel momento preciso in cui il buio lascia spazio alla luce? È quel preciso momento in cui il buio viene accarezzato lentamente dai raggi del sole nascente. Ciò che sembrava informe con la luce inizia ad acquistare la propria identità.
La luce non ha fatto altro che risaltare ciò che era già presente durante il buio, nulla di più.
A volte il timore di non piacere, ci impedisce si vedere ciò che di bello c’è dentro di noi, facendocelo quasi dimenticare.
Tra cadute e risalite la nostra giovane amica ha finalmente capito che un prato fiorito è formato da tante specie di fiori, e la bellezza dello stesso dipende dall’unicità di ogni singolo fiorellino. Che ognuno ha le sue scarpe e ha il proprio bagaglio di esperienze e tutti sono degni d’amore.
Ma soprattutto che gli occhi degli altri non sono il riflesso reale del mondo, e per questobisogna affidarsi alle proprie emozioni.
La sua bolla lentamente è svanita, anche se ancora ci sono alti e bassi è convinta che il bello debba ancora arrivare.

Auguro ad ognuno di voi una nuova Alba,e a TE in particolare Auguro ogni bene di questo mondo.

 

Prima di Congedarmi da voi, sono felice di presentarvi due nuove scrittrici, due colleghe bravissime, che coopereranno con me con la stesura di nuovi articoli:
Dottoressa Maria Rita Ciancia
Dottoressa Dominique D’Ambrosi
Namastè a tutti!!

Dottoressa Raffaella Marciano Curatrice rubrica Namastè
Psicologa - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale.
Esperta in tecniche per la gestione dello stress.
Segue il Modello Metacognitivo Interpersonale per i Disturbi di Personalità.
Socia della Società Italiana Terapia Cognitivo Comportamentale (SITCC).
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