Da un lato c'è il sindacato degli insegnati che insorge, dall'altro ci sono i genitori e le necessità anche nel periodo estivo di trovare una collocazione per i figli nei giorni in cui non si parte per le vacanze, dall'altro ci sono alcune associazioni di genitori lungimiranti che chiedono che la scuola non diventi un "parcheggio" per i ragazzi.
Scuole aperte d'estate in attesa dei fondi Miur
Già lo scorso anno era partito il progetto "Scuola al centro", col quale il Miur aveva investito 10 milioni di euro riuscendo a tenere aperte in modo gratuito per le famiglie 400 istituti in quattro grandi città italiane a rischio di dispersione scolastica (Palermo, Napoli, Roma, Milano).
Nell'autunno 2016, il progetto è andato avanti per una seconda tranche in modo da coinvolgere molte altre realtà. I fondi previsti ammontano a 240 milioni di euro con la finalità di consentire aperture pomeridiane e in orari extra scolastici in 6mila scuole, il 72,4% delle 8.281 italiane, offrendo ai ragazzi coinvolti, chiarisce il ministero «un arricchimento del percorso formativo e garantendo alle famiglie e al territorio un presidio di contrasto alla dispersione scolastica e di recupero delle sacche di disagio sociale».
L'estate incalza ma i fondi per le scuole che hanno fatto richiesta ancora non sono arrivati e non convincono le rassicurazioni del Miur: «Arriveranno al massimo fra dieci giorni sono state soltanto previste proroghe per concedere anche alle aree terremotate la possibilità di partecipare».


