Domenico Modugno: "L'uomo che ci insegnò a volare"

02 Marzo 2019 Author :  

Di Francesco Apicella

“Penso che un sogno così non ritorni mai più,
mi dipingevo le mani e la faccia di blu,
poi, d’improvviso, venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito…
Sono i versi della prima strofa di “Nel blu dipinto di blu”la bellissima canzone scritta da Franco Migliacci e Domenico Modugno nel 1958, nota, soprattutto, come “Volare”,la parola che apre il ritornello e che ha reso celebre questo brano musicale in tutto il mondo. Domenico Modugno presentò il brano, in coppia con Johnny Dorelli, al festival di Sanremo del 1958; la canzone, per la sua struttura armonica e per il suo arrangiamento, straordinariamente innovativo, portò una ventata di freschezza e di futura metamorfosi nella musica tradizionale italiana, di natura esclusivamente melodica, fino a quel momento, vinse il festival e, da lì, ottenne un successo planetario, vendendo più di 22 milioni di copie in tutto il mondo Dal 1958, in poi, fu incisa da numerosi cantanti e gruppi musicali, tra cui ricordiamo Frank Sinatra, Barry White, i Gipsy Kings, Al Bano, Mina, Gianna Nannini, Eros Ramazzotti e tantissimi altri. Sulla nascita della canzone sono circolati, nel corso degli anni, numerose versioni e aneddoti e sia Modugno che Migliacci ne davano, ogni volta, una versione diversa, cambiando le precedenti e contribuendo ad alimentare l’alone di mistero che, da sempre, la circondava. Dopo la morte di Domenico Modugno, il grandissimo cantautore e attore, amatissimo e stimato in Italia e in tutto il mondo, la moglie Franca Gandolfi ha raccontato come nacque “Nel blu dipinto di blu”: “Franco Migliacci era un nostro amico, faceva l’attore e, fino a quel momento, non aveva mai scritto il testo di una canzone. Mio marito Mimmo, che voleva dargli una mano, un giorno lo invitò a venire al mare con noi ma lui, che si era ubriacato, non venne all’appuntamento. Restò a casa a dormire e raccontò in seguito a Mimmo che aveva fatto un sogno in cui c’era un quadro di Chagall, “Le Coq rouge” (“Il gallo rosso” n.d.r). La cosa lo aveva impressionato molto e aveva scritto dei versi sul firmamento. Era stato da poco lanciato dall’Unione Sovietica, nello spazio, lo Sputnik, il primo satellite artificiale in orbita intorno alla terra (il 4 ottobre del 1957 n.d.r) ed eravamo tutti presi da quell’evento straordinario. Franco e Mimmo cominciarono a lavorare a quel pezzo e litigarono spesso perché non erano d’accordo sul testo. Mio marito aveva la sensazione che mancava qualcosa ma non riusciva a capire cosa. Poi, d’improvviso, ebbe un’illuminazione! Un giorno d’autunno del ’57 scoppiò a Roma un gran temporale. Mimmo era seduto al piano nella nostra casa a Ponte Milvio, in piazza Cardinal Consalvi, e di colpo, mentre stava suonando, la finestra si spalancò con violenza e tutti i fogli che erano nella stanza volarono in aria. Rapito da quell’immagine suggestiva, Mimmo cominciò a cantare “Volare, oh, oh”. Era raggiante! “Mancava questo!” esclamò esultando. Fissò il momento su un registratore da due soldi e da lì, quella meravigliosa canzone prese il volo, librandosi, sempre più in alto, negli anni a venire. Un altro aneddoto, raccontato sempre dalla signora Gandolfi, riguarda “Ninna nanna”una canzone in dialetto siciliano, scritta da Domenico Modugno agli inizi della sua carriera. “La canzone mi piaceva molto” racconta Franca “e, così, lo spronai a presentarla ad un concorso radiofonico che si chiamava “Trampolino”. Lui ci andò ma fece fiasco. Venne a Roma Frank Sinatra, ascoltò quella dolcissima canzone e la trovò bellissima. Voleva inciderla! Palmieri, il direttore della radio, di allora, chiamò mio marito e gli chiese di darne la partitura a Sinatra. Mimmo lo inseguì in taxi fino a Fiumicino ma Sinatra era già partito e non ebbe mai quella “Ninna Nanna” che tanto gli era piaciuta. Ho voluto omaggiare con questi due simpatici aneddoti, un grandissimo artista, a tutto tondo, che ha lasciato un vuoto immenso nel firmamento musicale nazionale e internazionale ma che è sempreverde nei nostri cuori e nei nostri ricordi. L’ho fatto con rispetto,ammirazione, stima e tanto amore. Spero di non averlo deluso e di non deludere i lettori della mia rubrica.

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