“A dottò, famo 4 piotte!”, l'aneddoto di Tullio De Piscopo

06 Marzo 2025 Author :  

di Francesco Apicella

Spettacolo: “fattarielle e’nciuce”

“A dottò, famo 4 piotte!”

“Nel 1988 dovevo recarmi al teatro Ariston di Sanremo per partecipare come cantante al 38° festival di Sanremo” ha raccontato Tullio De Piscopo nella prima puntata di “Serenight”, il bel programma televisivo che Serena Autieri conduce il sabato sera intorno alla mezzanotte su Rai 1,”in quel periodo mi trovavo a Roma per lavoro e avevo scelto,fra tanti pezzi, di portare al festival uno che a me piaceva molto. Lo trovavo bellissimo! Aveva un ritmo trascinante e irresistibile ma, purtroppo, non aveva ancora un titolo e un testo credibile. C’era solo “alelaia, alelaia” e basta. “Marò!E mò comme facimmo” mi dissi “io e i fratelli Capuano (Giosy e Mario n.d.r), autori insieme a me del pezzo, avevamo solo 36 ore per realizzare il demo della canzone e, grande panico,le parole non c’erano ancora. Non mi persi d’animo, chiamai i fratelli Capuano e gli dissi:” Guagliù, che facciamo?Troviamoci domani tutti e 3 alle 15 vicino Ostia, tu fai ‘na parola, tu fai n’ata parola io ne faccio un’altra e chianu, chiano facimmo ‘a canzone, che ne dite?” “Va bene!” mi risposero “Ti aspettiamo ad Ostia per le 15…non fare tardi” “Sarò puntualissimo, spaccherò il minuto!” Per arrivare puntuale all’appuntamento, il giorno dopo prendo il taxi alle 14. Il taxi gira l’angolo, arriva a Piazzale Clodio e si ferma “Che è successo, perché si è fermato?” “ Dottò, er taxi mio nun c’ha le ali, semo bloccati, c’è traffico, nun lo vedete?” Guardai avanti e vidi un casino di macchine “accatastate”, una ‘ncoppa a n’ata. C’era un traffico incredibile! “Marò! E mò come faccio ad arrivare all’appuntamento?” “ E che vole? A Roma è tutto un ‘andamento lento’!” “Che ritto?(che hai detto? N.d.r)” “ Un andamento lento, dottò!” Non ci potevo credere, il buon tassista, senza volerlo, mi aveva regalato il titolo della canzone e la frase chiave che mancava nel provino. Era un taxi magico! Mentre lui era intento alla guida, nella mia testa mi frullavano quelle parole miracolose che lui aveva detto’andamento lento’ e cominciavano a germogliare, illuminando la mia ispirazione creativa. “Mamma d’o Carmine!” dicette “Verrà fuori un successo!”. Era il momento giusto, l’ora giusta, il mese giusto e l’anno giusto, lo sentivo! “Quando vuole per portarmi a Napoli?” gli domandai. Mi guardò sorpreso dallo specchietto retrovisore “Vole annà a Napoli mò?” “Sì, a Napoli! Quanto vuole?” E lui mi disse:” Famo…” “Che famo?” “Dottò, famo 4 piotte…” “E che so’ le piotte?” domandai “ Sono 400 mila lire!” “Va bene!” gli risposi “Dottò, prendiamo l’autostrada, così famo prima…” “No, niente autostrada , famo la strada normale, quella che costeggia il mare!” “Oggi, però, er mare è agitato, dottò!” “Va benissimo! Voglio vedere e ‘cavallune’” E intanto, man mano che il taxi proseguiva, nella mente le parole della canzone, si facevano strada e si collocavano al posto giusto, come le tessere di un mosaico…

”Scivola, come un’onda libera ti porta via,/andamento lento questa melodia,/risonanze nere senza ipocrisia,/andare un po’ più su,/ e vieni, vieni con me (Oh, oh),/ e vieni, vieni con me (Eh, oh),/Alelai, alelai, vien’appriesse a me….”La canzone fu presentata il 24 febbraio del 1988 al festival di Sanremo e si piazzò al 18° posto su 24 canzoni in gara ma le classifiche di Sanremo,si sa, lasciano il tempo che trovano per il successo del pezzo. Nello stesso anno “Andamento lento” fu la canzone estiva più ascoltata e gettonata e vinse il Festivalbar, continuando ad avere un grande successo di vendita e di ascolto anche negli anni successivi. Nel 1966 Adriano Celentano presentò al Festival di Sanremo “Il ragazzo della Via Gluck”, una delle canzoni più belle del panorama musicale italiano. Il brano non fu capito e fu escluso dalla finale dopo la prima serata. A dispetto del verdetto della giuria, la canzone fu uno dei più grandi successi discografici di Celentano. Nel 1973 Drupi con la sua bellissima canzone “Vado via” si classificò ultimo ma, successivamente, ebbe un grandissimo successo di vendita, non solo in Italia ma, soprattutto, in Francia. Vasco Rossi nel Sanremo del 1982 si piazzò all’ultimo posto con “Vado al massimo” e l’anno seguente, sempre al Festival di Sanremo, con “Vita spericolata” finì al penultimo posto della classifica. Inutile dirlo, entrambe le canzoni ottennero un successo incredibile e scalarono in pochissimo tempo le classifiche di vendita. Analoga sorte toccò a Zucchero Sugar Fornaciari nel Sanremo del 1985 con la canzone “Donne”, che si piazzò al penultimo posto ma, poi, nelle vendite fu uno dei singoli più richiesti. Tullio De Piscopo, batterista, cantautore, percussionista e band leader, è un artista d.o.c.g, suo padre era un affermato musicista e suonava, come batterista e percussionista, nell’orchestra del Real Teatro San Carlo e nell’orchestra del mitico maestro Giuseppe Anepeta, un’eccellenza della canzone napoletana; Romeo, il suo fratello maggiore, era un bravissimo batterista e suonava nella zona di Bagnoli, nell’area che gravitava intorno alla base NATO ed è proprio all’interno della NATO che un giorno, mentre suonava,improvvisamente si accasciò sulla batteria e morì. Era il 27 agosto del 1957, aveva solo 21 anni! La morte del fratello, che lui ammirava tantissimo, gli cambiò la vita e decise che doveva prendere il suo posto e suonare la batteria per lui. “Anche se lui avrebbe fatto meglio di me” ha raccontato Tullio a Serena Bortone, durante una puntata del programma televisivo ‘Oggi è un altro giorno,’”Era bello Romeo, lo chiamavano Rodolfo Valentino”. Con gli occhi umidi raccontò anche della sua infanzia povera, della sua famiglia e del cancro che lo aveva colpito “Ho avuto paura di morire” disse “Avevo deciso di andare in Svizzera per l’eutanasia ma, poi, ho pensato di non essere pronto, volevo vedere crescere i miei nipotini e, così, piano, piano ho cominciato a combattere la malattia. Pino Daniele mi venne a trovare in ospedale e mi regalò un rosario, “Vedrai” mi disse “ti aiuterà a guarire, non ti disperare.” Sono molto legato a lui perché con quella visita in ospedale mi ha salvato, assieme alla musica e ai miei nipotini.” . Nella sua lunga e luminosa carriera Tullio ha collaborato con gli artisti più famosi del mondo, fra cui Quincy Jones, Gerry Mulligan, Chet Baker, Astor Piazzolla, Gato Barbieri, Severino Gazzelloni, Pino Calvi, Armando Trovajoli, Pino Daniele, Mina, Adriano Celentano, Donatella Rettore, Franco Battiato, Lucio Dalla , Fabrizio De Andrè e Enzo Jannacci. E tantissimi altri. Collaborò con Pino Daniele per la realizzazione dei dischi “Vai mò”, “Bella ‘mbriana”, “Sciò”, “Acqua e viento”, “Ricomincio da 30”. Tullio ha composto anche suggestive colonne sonore per film importanti, fra cui ricordiamo 'Mi manda Picone' di Nanni Loy, 'Razza selvaggia' e 'Naso di cane' di Pasquale Squitieri e ' 32 dicembre' di Luciano De Crescenzo.

Nel 2008, dopo quasi 30 anni di lontananza, ritornò a suonare con Pino Daniele, insieme agli stessi musicisti del suo gruppo storico (James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso). Augurandogli il meglio dalla vita, sia sul piano artistico che personale, ringrazio il grande Tullio De Piscopo per le emozioni che, sempre, continua a regalarci con la sua musica e per avermi dato la possibilità di conoscere questo simpatico aneddot, da raccontare a tutti i lettori della mia rubrica. Grazie, Tullio!

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