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Crif: come cancellarsi dalla banca dati, ecco le soluzioni...

17 Marzo 2016 Author :  

Crif: come cancellarsi dalla banca dati? Un modo facile non esiste, ma col tempo e i giusti aiuti, prima o poi se ne viene fuori. La Crif, al pari di Experian Cerved e Ctc, sono Sic, ossia Sistemi di informazione creditizia: si tratta di banche dati detenute da soggetti privati (che nulla, quindi, hanno a che fare con lo Stato) in cui confluiscono i dati relativi a esposizioni debitorie nei confronti delle banche o qualsiasi altro intermediario di credito: si pensi alle richieste di mutui, prestiti, fidi, carte di credito, ecc. Non si tratta, quindi, di una banca dati pubblica come è, invece, la Centrale rischi tenuta dalla Banca d’Italia. Nella centrale rischi di Banca d’Italia sono censiti tutti i crediti concessi sopra i 30mila euro (se in sofferenza anche i crediti inferiori a 30mila euro). Nelle Sic, invece, gli istituti finanziari possono segnalare volontariamente tutti i dati relativi ai prestiti concessi. I dati contenuti in Crif attengono solo a rapporti di credito (vengono esclusi, quindi, eventuali protesti di assegni o cambiali) e sono consultabili dalle banche per poter verificare l’affidabilità del potenziale cliente al momento in cui questi presenta una richiesta di finanziamento. Non si tratta, quindi, di dati necessariamente “negativi”, come nel caso di mancato o ritardato pagamento di un mutuo, ma anche di informazioni “neutre”, come la richiesta di un prestito, o addirittura “positive”, come la regolarità nei pagamenti di un finanziamento. Tali dati, raccolti dalle banche e dalle finanziarie, servono a capire il livello di indebitamento complessivo della persona, consentendo così di evitare situazioni di sovraindebitamento e il rischio di default del soggetto. Allo stesso modo consentono di attribuire un grado di affidabilità positiva al cliente in regola con precedenti prestiti, in tal modo agevolando e accelerando l’istruttoria per ulteriori finanziamenti. Ma come si fa a conoscere la propria posizione sul Crif? Solo le banche o le società finanziarie hanno la possibilità di segnalare ai sistemi di informazioni creditizie i cattivi pagatori. Si rischia di essere iscritti nella banca dati anche per morosità nel rimborso della carta di credito, a saldo o revolving, o quando si emettono assegni non coperti (in questo caso si finisce nel registro dei protestati, con le stesse conseguenze di chi viene segnalato come cattivo pagatore). Banche e società finanziarie, comunque, possono segnalare ai Sic soltanto i ritardi o i mancati pagamenti di almeno due rate (o due mesi) consecutive. Non si viene iscritti in Crif neanche nel caso di mancato pagamento delle tasse o di una cartella di pagamento di Equitalia. Per conoscere la tua posizione però, contatta i nostri esperti. E che succede se si paga in ritardo un finanziamento?In base al codice di autoregolamentazione, la prima informazione negativa che viene raccolta su un determinato rapporto di credito viene inserita nella banca dati solo dopo 60 giorni, in modo da non mettere troppo stress sul debitore e consentirgli di regolarizzare la propria posizione. In pratica, la mora di una singola rata o di un solo mese non viene iscritta. A partire dal secondo, però, se l’inadempimento prosegue, scatta la segnalazione. In che modo si può essere segnalati? I nostri esperti possono spiegarti tutti i dettagli del tuo caso.
Ma, prima di inserire tale iscrizione negativa, la banca o la finanziaria deve inviare al cliente una comunicazione scritta: si tratta di un preavviso da spedire 15 giorni prima della segnalazione, in cui si ricorda il consumatore del ritardo nel pagamento. Se questi paga, l’informazione su quel ritardo non verrà mai vista da nessuno. Se mancata tale comunicazione scritta, il consumatore può chiedere la cancellazione del proprio nome dal registro della Crif e il risarcimento per i danni conseguenti a una eventuale mancata apertura di conto corrente o concessione di un finanziamento. Diversi sono anche i tempi di conservazione dei dati in Crif: lo sportello Tutela Consumatori di Scafati saprà spiegarti ogni dettaglio. Per ogni tipo di segnalazione sono previsti tempi differenti di conservazione dei dati in Crif: richieste di finanziamento: 6 mesi se l’istruttoria lo richiede o per 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o di rinuncia; morosità di 1 rata o di un solo mese, poi sanata: non viene mai iscritta in Crif; morosità di 2 rate o due mesi, poi sanate: 12 mesi dal momento del pagamento; morosità di 3 o più rate o di oltre due mesi, poi sanate: 24 mesi dal momento del pagamento; morosità non pagate: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto dell’ultimo aggiornamento. È possibile cancellarsi dalla Crif prima dei termini? Così come oltre i suddetti termini i dati non possono essere più conservati in Crif, dall’altro lato, però, non è possibile ottenere la cancellazione delle informazioni negative prima del tempo, neanche se il debitore rispetta, in seguito, le scadenze dei pagamenti.
Sono quindi false le informazioni che spesso forniscono determinate società che millantano la cancellazione dai Sic, spesso chiedendo in cambio delle cifre molto alte per qualcosa che è tecnicamente impossibile. Se vuoi sapere quanto devi attendere e la procedura da seguire, rivolgiti agli esperti.
La cancellazione anticipata può essere richiesta e ottenuta solo per i dati positivi, mentre la cancellazione anticipata dei dati negativi può avvenire solo in caso di errore o mancato aggiornamento da parte dell’istituto di credito. Dunque, la cancellazione anticipata delle informazioni neutre o positive non migliora, ma può solo danneggiare la situazione del consumatore. È possibile conoscere la propria posizione dentro Crif? Certo e per farlo basta chiedere allo sportello Tutela Consumatori di Scafati e sempre loro ti chiariranno anche come correggere eventuali errori nel sistema. Infine, se è vero che la segnalazione alla Crif rende impossibile ottenere un mutuo o un finanziamento dalla banca se si è lavoratori autonomi, invece, i lavoratori dipendenti possono aggirare il problema attraverso la cessione del quinto dello stipendio a una finanziaria. Tale modalità, infatti, dà maggiori garanzie al finanziatore che trattiene la rata direttamente dalla busta paga del debitore. Chiedici come ottenerla.

In sostegno a chi subisce gli attacchi di Equitalia, arriva il salvagente dello sportello di Tutela di Consumatori di Scafati, gestito da Francesco Antonio Pentone e dell'equipe di avvocati dello studio legale Pentone – Vitaglione che possono trovare una soluzione a questa incresciosa situazione. Lo sportello, può dare finalmente risposte a chi è costretto, suo malgrado, ad affrontare i problemi legati al rapporto con Equitalia ma svolge anche un importante servizio in materia di usura bancaria, malasanità e salute, infortuni sul lavoro, banche, finanziarie assicurazioni, incidenti e vittime della strada e la difesa del consumatore/contribuente. Per un consulto sulla propria situazione basta contattare lo sportello consumatori a Scafati.

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