Dopo cinque anni, Napoli si prepara a vivere la stessa sfida del 2011: ballottaggio tra Luigi de Magistris e Gianni Lettieri. I dati che riguardano lo scrutinio dei 886 seggi del capoluogo campano, dopo una notte di spoglio, non sono ancora definitivi, ma nell'oltre metà delle sezioni scrutinate, il sindaco uscente ha raccolto oltre il 42% delle preferenze e l'imprenditore meno del 24% dei consensi. Stesso scenario, ma questa volta le parti sono invertite: allora fu Lettieri a chiudere il primo turno con 53mila voti di vantaggio su de Magistris, cioè circa l'11%, salvo poi perdere al secondo turno contro l'ex pm per 65% a 35%.
La tornata elettorale del 5 giugno è amara, invece, per il Partito democratico che, con la candidata Valeria Valente non arriva al 22%. Stesso copione, dunque, della scorsa tornata delle Amministrative quando, il prefetto Mario Morcone non riuscì a raggiungere la competizione del secondo turno consegnando poi la vittoria al sindaco arancione.
Il candidato del Movimento 5 Stelle, Matteo Brambilla, non arriva al 10%, ma a urne appena chiuse il brianzolo "naturalizzato" napoletano ha espresso la propria soddisfazione per aver portato, per la prima volta nella storia del M5S, il movimento tra gli scranni del consiglio comunale partenopeo.
Il dato molto forte e, al momento l'unico definitivo, è quello dell'astensionismo che a Napoli città è pari quasi alla metà degli aventi diritto. Nel capoluogo campano ha votato il 54,14%. Un napoletano su due, dunque, ha deciso di disertare le urne palesando una sorta di disinteresse o di rassegnazione all'andamento della politica amministrativa della propria città. Una flessione del 6,20% rispetto alle Comunali del 2011 dove si votò, però, anche il lunedì successivo fino alle 15.
Quanto avvenuto a Napoli, così come registrato in tutte le grandi città al voto, segna una novità per la riconferma dei sindaci uscenti: De Magistris, seppur in notevole vantaggio, non riesce a vincere al primo turno evitando il ballottaggio del 19 giugno. Una circostanza molto diversa da quanto accadde ai suoi predecessori, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino e che ha fatto esultare lo staff del suo avversario Lettieri. I due duellanti, rimandando a oggi tutti i commenti post voto, hanno comunque lanciato un messaggio agli elettori. De Magistris ha evidenziato che "la gente è con lui", mentre Lettieri è convinto di spuntarla e di "vincere questa volta".
La vera sconfitta di queste elezioni, qualora i dati fossero confermati dalle percentuali definitive, è la candidata dem che, nonostante sia stata supportata in tutta la campagna elettorale dai ministri del Governo e dallo stesso premier Matteo Renzi, non è riuscita neanche a raggiungere la soglia utile per il ballottaggio. Certamente, a bocce ferme, è facile sostenere che il colpo di grazia definitivo alla sua debacle è stata la lunga battaglia pre e post primarie con Antonio Bassolino, uscito sconfitto dalla competizione interna, ma che non ha lesinato critiche e attacchi alla sua compagna di partito. La caporetto del Pd rappresenta un segnale importante soprattutto per il segretario nazionale del Partito democratico che, come è ormai noto, ha ingaggiato una vera battaglia politica con il sindaco uscente. A nulla sono valse, infatti, le promesse su Bagnoli e i fondi destinati alla Campania. Circostanze che potrebbero portare de Magistris, in caso di vittoria, a un ruolo di vero e proprio leader antigovernativo soprattutto in vista del difficile referendum di ottobre.
A CASERTA - Sfida al ballottaggio a Caserta dove gli elettori saranno chiamati a scegliere tra il candidato del centrosinistra Carlo Marino, avvocato e vincitore delle primarie, e Riccardo Ventre, espressione del centrodestra, ex eurodeputato ed ex presidente della Provincia. Nonostante i dati non siano ancora definitivi (sono state scrutinate 57 sezioni su 91), Marino fa registrare un certo vantaggio rispetto al suo contendente in un comune storicamente roccaforte del centrodestra.
L'astensionismo ha fatto registrare dati scoraggianti anche nella città della Reggia vanvitelliana dove si è recato alle urne il 71,42% degli aventi diritto, quasi il 10% in meno rispetto alla tornata elettorale del 2011. Una disaffezione al voto provocata, con molta probabilità, anche dalle ripetute e recenti operazioni delle forze dell'ordine che hanno portato ad arresti e inchieste giudiziarie anche in Municipio. A contendersi i 32 scranni nel civico consesso erano circa 700 aspiranti consiglieri e otto contendenti per la fascia tricolore: oltre a Marino e Ventre c'erano Francesco Apperti con la lista legata ai movimenti di sinistra, Speranza per Caserta; Enzo Bove con Città Futura; l'ex assessore al Bilancio, Nello Spirito, con Uniti per Caserta; l'ex presidente del consiglio comunale Gianfausto Iarrobino, candidato del Quarto polo; l'ex consigliere comunale Luigi Cobianchi con Caserta Libera ed Enrico Trapassi, candidato dei leghisti di Noi con Salvini.
A BENEVENTO - A Benevento scrutinio dei voti piuttosto lento (27 sezioni scrutinate su 72), ma sembra palesarsi la sfida a due Raffaele Del Vecchio-Clemente Mastella, che sono molto vicini nelle percentuali di consensi. Il vincitore delle primarie del Pd e l'ex Guardasigilli, dunque, se la giocheranno il prossimo 19 giugno nel turno di ballottaggio quando, per vincere, occorrerà intercettare i voti andati al primo turno agli altri cinque candidati sindaco. Tra questi Marianna Farese, esponente del Movimento 5 Stelle che tallona i due vincitori in pectore.
Del Vecchio è sostenuto dalla coalizione di centrosinistra composta da sette liste, mentre l'ex leader dell'Udeur da quattro formazioni. Sfida prevedibile quella della città delle Streghe, dove Mastella continua a registrare il suo zoccolo duro di consensi e Del Vecchio, per dieci anni vicesindaco ed assessore dell'ex giunta guidata da Fausto Pepe, mantiene saldo il suo appeal elettorale.
A SALERNO - maggioranza bulgara per Vincenzo Napoli, candidato del centrosinistra che ha vinto al primo turno con oltre il 70% dei consensi. L'ex vice del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e sindaco facente funzioni negli ultimi mesi, ha sbaragliato la concorrenza imponendosi senza possibilità di smentita anche se i dati continuano a non essere definitivi. Le sezioni scrutinate sono 35 su 152. "Il risultato ottenuto supera le nostre previsioni, anche se io ero ottimista", ha detto il neo sindaco. "La città ci ha dato fiducia e dovremo governare con grande fermezza, prospettando ipotesi di lavoro durissime per i prossimi mesi per attuare quanto sostenuto in campagna elettorale. E' stato premiato un progetto - ha continuato Napoli - che era stato avviato da Enzo De Luca, che ci ha consegnato la città a un gradino altissimo. Credo sia stata premiata anche la compattezza della nostra coalizione". Lo stesso De Luca ha parlato di "risultato straordinario" esprimendo il suo "ringraziamento per l'onore e la fiducia che, ancora una volta, ci hanno dato i nostri concittadini" e utilizzando parole lusinghiere nei confronti del suo successore: "Una persona perbene, seria e competente". La sfida complessiva in città era tra dieci candidati: oltre a Napoli, erano scesi in campo Giuseppe Amodio, Gianpaolo Lambiase, Antonio Iannone, Roberto Celano, Raffaele Adinolfi, Antonio Cammarota, Marco Falvella, Dante Santoro e Gianluigi Cassandra. Dato da evidenziare è un leggero calo dell'affluenza alle urne. Ha votato il 68,52% degli aventi diritto mentre nel 2011, quando vinse De Luca, gli elettori furono il 78,49% votando, però, in due giorni.


