Relativamente alle nuove indagini e perquisizioni il Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti: “Continuo ad essere assolutamente sereno sulle indagini condotte dalla DIA. Non ho mai avuto rapporti personali, amicali o di caffè con esponenti della malavita locale. Non ho mai chiesto di essere sostenuto da nessun camorrista. Sono convinto che anche gli atti prodotti dai miei Dirigenti siano assolutamente legittimi perché professionisti autonomi e con grandi capacità.
Dispiace l’attenzione mediatica e il coinvolgimento in questa vicenda politica dei miei familiari, ancora di più dei miei cittadini, quelli che mi hanno sempre sostenuto e che in queste ore continuano ad esprimermi vicinanza e affetto.
Scafati non è la Città che provano a rappresentare. La camorra esiste e va combattuta: noi abbiamo provato a tenerla lontana con azioni concrete note a tutti.
Piena fiducia nella magistratura”.
MARGHERITA RINALDI, PD - Apprendiamo dagli organi di stampa che l'inchiesta della DDA si sta allargando e coinvolgerebbe, sempre per fatti di camorra, anche un consigliere dell'attuale maggioranza nonché un membro del Cda dell'ACSE, la maggior partecipata del Comune di Scafati. La nostra preoccupazione pertanto cresce perché temiamo che lo spettro di uno sciolgimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche sia oggi un' ipotesi più vicina e concreta. Crediamo quindi, oggi ancor più di ieri, che l'unico, vero bene della città, imponga, per queste ragioni e per l' evidente fallimento politico ed amministrativo, le dimissioni quanto prima di questo sindaco e della sua maggioranza
MARCO CUCURACHI, PD - Le contestazioni mosse dalla DDA di Salerno, in particolare il 416 ter - scambio politico mafioso, confermano non solo le indagini culminate nel blitz del 18 settembre, ma tutti i sospetti e dubbi : la camorra e' dentro la macchina comunale e ne ha condizionato la gestione. La dignità e la responsabilità imporrebbero le dimissioni, ma temo che questo sindaco ci portera' al baratro insieme con i suoi sodali. Ci sara' lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni malavitose e Scafati avra' perso ancora una volta.
MICHELE GRIMALDI, PD - Ieri mattina a Scafati le forze dell'ordine e la magistratura hanno notificato nuovi avvisi di garanzia ed effettuavano perquisizioni, indagando sui rapporti tra politica, imprenditoria e camorra.
Della innocenza o della colpevolezza in sede giudiziaria, come è giusto che sia, se ne occuperanno le istituzioni competenti.
Ma mi pare evidente che da un punto di vista politico, sia oramai necessario - per questioni di salute pubblica - porre fine ad una esperienza amministrativa che, nella migliore delle ipotesi, in otto anni nulla ha fatto per impedire che la criminalità e la corruzione prendessero il controllo della nostra città.Un dato è oramai purtroppo evidente: la macchina comunale in questi anni è stata pesantemente condizionata dalla camorra e dalla criminalità organizzata.
Le opere incompiute, i disastri amministrativi, lo sperpero dei fondi europei, l'assenza di prospettive di sviluppo, la scarsa vivibilità, le difficoltà di commercianti e imprese, la completa assenza di certezze, di regole, di sicurezza, sono i principali effetti di questo condizionamento.
Oramai il Sindaco non ha più una maggioranza, ed il trasformismo di queste ultime settimane non è altro che l'ultimo specchio sul quale provare ad aggrapparsi.
Si dimetta, e liberi la città dai suoi fallimenti, dalle sue velleità, dalla sua brama di potere.
A noi toccherà rimboccarci le maniche, assieme alle persone perbene della nostra città, che sono la stragrande maggioranza: la parola d'ordine sarà ricostruire, dopo le macerie di questi anni, una Scafati diversa e migliore.


