banner agro

Scafati, elezioni 2015: il giallo sul "patto con la camorra" e il doppio gioco del clan | Lo scandalo politico

21 Luglio 2016 Author :  

Le elezioni del 2015 sono un'altra grana per il pm dell'Antimafia Vincenzo Montemurro perchè secondo il Gip Mancini, che ha respinto gli arresti per Aliberti, il fratello e gli uomini del clan, il reato non è stato configurato. Loreto ha raccontato che Andrea e Luigi Ridosso sostenevano Monica Paolino, moglie del sindaco, tanto che organizzarono una riunione elettorale in un piazzale antistante l'abitazione di una loro parente (Anna Ridosso) alla quale parteciparono circa cento persone.

 

IL DOPPIO GIOCO DEL CLAN – Secondo il racconto di Loreto Jr, anche Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello (attuali presidente del consiglio comunale e consigliere comunale indipendente), gli chiesero di essere sostenuti al posto della Paolino e Loreto, pur di accontentarli, ha raccontato che organizzò a sua volta una riunione elettorale alla quale parteciparono circa sessanta persone presso le palazzine di Mariconda dove abitava ed era detenuto.

 

I RISCONTRI CON LE DICHIARAZIONI DI LORETO: LE TELEFONATE TRA ALIBERTI E RIDOSSO – A casa di Aliberti, nell'armadio, è stato trovato un curriculum di Andrea Ridosso, lo scorso 18 settembre. Inoltre i tabulati telefonici documentano numerose chiamate tra Aliberti Jr, Luigi e Gennaro Ridosso (oltre che con Roberto Barchiesi), nonché tra il sindaco e Andrea Ridosso. Inoltre i tre interrogati, ovvero la collaboratrice di giustizia Antonella Mosca (ex compagna di Ridosso), Nello Longobardi e Raffaele Lupo avevano confermato degli episodi. In particolare la nomina di Petrucci rispetto ad un altro uomo indicato dal clan e vicino ad un consigliere comunale, l'intercessione per il lavoro nella ditta dei rifiuti a Scafati per la società di Loreto-Ridosso e infine la composizione della lista con la nomina di Barchiesi invece che di Andrea Ridosso.
Anche l'ex compagna di Romolo Ridosso ha confermato gli accordi elettorali tra il clan e Aliberti con cui il sindaco si era impegnato ad elargire ai Ridosso l'aggiudicazione di appalti pubblici, soprattutto nel settore di loro interesse, quello della gestione degli ausiliari del traffico. Sul 2015, però Mosca non è a conoscenza dei fatti ma ha riferito all'Antimafia di aver sentito parlare della Paolino come della loro “candidata”.

 

L'APPALTO DELL'ACSE ALLA SOCIETA' ITALY SERVICE – Il cda presieduto da Ciro Petrucci, vista la scadenza naturale del contratto di appalto con la precedente affidataria del servizio (la Maxiclean) stabilì di affidare la pulizia Acse alla Italy Service. Ma, di fatto fu la Maxiclean a continuare la gestione in proroga sebbene la Italy service, sebbene sollecitata non produceva quanto necessario ad iniziare i lavori.

IL GIALLO DEL 2015 - “Volendo trarre le conclusioni in punto di fatto, può ritenersi sufficientemente accertato che in relazione alle elezioni comunali del 2013 fu raggiunto un accordo elettorale tra il sindaco uscente ed i rampolli di note famiglie criminali del posto che si accreditavano quali esponenti di vertice di un nuovo gruppo camorristico, intenzionato ad assumere il controllo del territorio, scalzando il gruppo rivale dei Sorrentino, anche infiltrandosi nella politica locale e contando così di acquisire rilevanti appalti pubblici” scrive il giudice Mancini “Ciò che è certo è che dalle risultanze investigative consentono quanto meno in via di prima approssimazione di ritenersi sufficientemente dimostrato il patto elettorale in base al quale in candidato sindaco alle comunali del 2013 si impegnava a concedere appalti pubblici agli esponenti del clan in cambio dell'appoggio elettorale”. Ma è “del tutto indimostrato che tale patto fosse stato replicato anche in occasione delle elezioni regionali del 2015 che videro eletta alla carica di consigliere regionale la moglie di Aliberti, Monica Paolino (non indagata in questo procedimento)”. Inoltre, pure Loreto non avrebbe detto molto sulle elezioni della Paolino: il pentito avrebbe parlato solo dell'organizzazione di comitati elettorali in favore della donna arrivando a sostenere di aver fatto anche propaganda alla fazione avversa, il che sembra smentire l'ipotesi di accusa. “Se gli accordi fossero stati fatti, li avrebbero riferiti all'Ag quando hanno scelto di collaborare” dice la Mancini. “Senza dire che l'ipotesi accusatoria trova una ulteriore smentita in considerazioni di natura logica se infatti, come sembra chiaro, il clan scafatese non aveva conseguito gli appalti promessi dal sindaco Aliberti nel 2013, è difficile ipotizzare che avesse raggiunto un analogo accordo con lo stesso sindaco nel 2015”. Per il giudice quindi è dimostrato solo il patto elettorale nel 2013 finora ma, non si trattava di 416 ter, ovvero voto di scambio elettorale politico mafioso, ma semmai di corruzione elettorale. Ciò perchè non sono stati dati soldi ma promessi favori, assunzioni o appalti.

 

Ora intanto, è pronto il riesame presentato dal pm Montemurro alla richiesta negata dal Gip Mancini.

 

Gennaro Avagnano e Valeria Cozzolino

banner belmonte

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2