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Sarno a 5 stelle: "No a un altro impianto a biogas sul nostro territorio"

03 Ottobre 2016 Author :  

Sarno. Impianto di compostaggio nell'area industriale a Sarno: l'ira degli attivisti contro la scelta dell'amministrazione comunale. Dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla decisione dell'amministrazione Canfora di costruire l'impianto di compostaggio nell'area Pip di Sarno, l'associazione Sarno a 5 stelle torna sull'argomento esprimendo il proprio dissenso alla costruzione dell’impianto di “digestione anaerobica e compostaggio” previsto a Sarno nella zona industriale. Secondo il progetto, l’impianto dovrebbe trattare la Forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani) di 4 se non addirittura 13 comuni dell’agro con gravissime ripercussioni ambientali e sulla salute e sicurezza dei cittadini. "E’ una scelta scellerata e criminale da parte dell’Amministrazione sarnese - scrivono in una nota gli attivisti - esprimere il proprio assenso alla costruzione di un ulteriore mega impianto in un territorio come quello di Sarno già martoriato per la presenza di un ecomostro in una zona abitata che riveste anche un magnifico interesse archeologico. Non si sono ancora spenti gli echi della protesta dei cittadini di Foce che, nella stessa zona del comune si intende procedere alla realizzazione di un impianto analogo. La vita dei cittadini di Foce è diventata un inferno, molti residenti sono costretti a cambiare casa si sono moltiplicati i casi di tumore. Il Sindaco Canfora che dovrebbe tutelare la salute dei suoi cittadini e il loro diritto a respirare aria pulita e inodore, acconsente alla presentazione della candidatura del territorio di Sarno. E tutto questo senza che ai cittadini, a cui appartiene il territorio, fosse chiesto alcunché. Mai e poi mai consentiremo questo scempio, i cittadini saranno informati uno ad uno sui reali rischi di questa scelta e siamo pronti a dare battaglia, convinti come siamo che la realizzazione di un sito di compostaggio a Sarno sarebbe la fine non solo per le floride attività produttive della zona ma anche per il vicino ospedale, per i residenti dell’area industriale che già vivono situazioni di disagio per la presenza di un’altra azienda di trattamento rifiuti. Sappiamo bene che molteplici sono gli interessi in gioco e che questa tipologia di impianti, è spesso motivata dall’assimilazione alle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e quindi accede agli incentivi statali ma per noi prima di tutto viene la salute e la qualità della vita dei cittadini di Sarno. Noi abbiamo già dato e ben conosciamo i problemi che derivano da un siffatto impianto: emissioni in atmosfera, polveri sottili, odori nauseabondi, scarti e rifiuti, rumori, rischi sanitari, rischi idrogeologici, traffico e inquinamento. L’Associazione Sarno a 5 stelle, nel ribadire il proprio no alla costruzione di questo impianto e tutti quelli a biogas e biomasse, rivolgono un appello agli organi preposti al rilascio delle autorizzazioni (provincia e Ato) a considerare gli effetti nefasti che su un territorio fertile e ricco di acque come quello sarnese potrebbero comportare sulla salute di milioni di cittadini che da Sarno ricevono acqua".

L'INCONTRO CON L'ESPERTO PAUL CONNETT - Ieri, intanto, gli attivisti hanno incontrato il Prof. Paul Connett, professore emerito di chimica e tossicologia della St. Lawrence University, teorizzatore di “Zero Waste”, una strategia di gestione dei rifiuti che considera questi ultimi non come scarti, ma come risorse da riutilizzare, contrapponendosi così alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica. "La presenza del Prof. Connett l’abbiamo fortemente voluta per avere un suo parere riguardo al “mostro” che tra non molto vedremo materializzarsi davanti ai nostri occhi. Com’era prevedibile il professore ha espresso più di qualche perplessità in merito a questo impianto, anzitutto per la sua vicinanza a strutture sensibili, quali l’ospedale, le scuole, un’area di produzione di prodotti D.O.P, nonché abitazioni e ristoranti. Ha sottolineato che, in paesi “normali”, impianti di questa portata dovrebbero sorgere in aree isolate a non meno di 3, 4 KM dai centri abitati; Inoltre, tale impianto avrà un costo esorbitante rispetto ai benefici con un rischio potenziale di esplosione ( almeno tre casi sono stati documentati nel Regno Unito ); Sarà responsabile di un’aria maleodorante che ci accompagnerà 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana e l’esposizione a emissioni maleodoranti può causare sintomi come nausea e ipersensibilità e incidere enormemente sulla qualità della vita; Il continuo andirivieni di camion che trasporteranno i rifiuti provenienti dai comuni limitrofi provocherà inevitabilmente rumori, traffico e inquinamento. I motivi per dire NO a tutto questo sono infiniti. Il benessere della persona credo debba essere una priorità sulla quale non si può negoziare, e il lavoro di un primo cittadino dovrebbe essere teso anzitutto a garantire tale benessere. I fatti dicono tutt’altro. Per questo è necessario che la cittadinanza tutta, nessuno escluso, si mobiliti affinché non si compia l’ennesimo scempio in barba ai nostri diritti".

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