False banconote, 9 arresti
Questa mattina agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica - Sezione Criminalità Economica, nei confronti di dieci persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di uno strutturato sodalizio criminale che, con il contributo di un elevato numero di fiancheggiatori, é riuscita a curare metodicamente l‘approvvigionamento e la spendita di un numero indefinito di banconote Euro falsificate di vario taglio. Ai destinatari dei provvedimenti restrittivi sono contestati numerosi episodi delittuosi di detenzione e diffusione capillare di ingenti quantità di banconote false, che hanno consentito ai sodali la movimentazione, nella provincia di Napoli, di un illecito giro d’affari milionario. La solidità del gruppo criminale è emersa chiaramente nel corso delle indagini, che si sono avvalse del supporto di complesse attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, atteso che é stata accertata una vera e propria clientela "fidelizzata" nell’acquisto di denaro falsificato (Euro e Dollari), al punto da poter usufruire anche di dilazioni nella corresponsione del prezzo delle banconote, cosi come dimostrano i numerosi solleciti di pagamento da parte di alcuni degli indagali nei confronti di acquirenti morosi. - Ulteriore punto di forza del sodalizio criminale era rappresentato dal vincolo parentale sussistente tra un buon numero di partecipanti all’attività delittuosa, che ha reso particolarmente agevole il ricambio al vertice doll'organizzazione in occasione di provvedimenti restrittivi, che nel tempo hanno colpito i principali esponenti della consorteria criminale, oltre che possibile la direzione del traffico criminale da parte di Grimaldi Davide, capo e promotore del gruppo, anche a seguito del suo arresto, per il tramite di specifiche direttive impartite ai familiari dal carcere. l provvedimenti restrittivi sono stati notificati anche ad alcuni indagati, già detenuti presso le Case circondariali ove gli stessi erano già detenuti per altra causa.

