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Nocera. Concorso vigili: tutti assolti, ecco perchè

11 Marzo 2017 Author :  
NOCERA INFERIORE. Non ci sono le prove che le tracce della prova scritta del concorso per ufficiali dei vigili urbani fossero note in anticipo ai vincitori. Quindi tutta l’inchiesta viene meno. Questa la motivazione dell’assoluzione nell’ambito di uno dei processi che aveva travolto il comando della polizia locale di Nocera Inferiore e molti ufficiali. Motivazioni depositate nelle scorse ore, dopo l’esito del primo grado che risale al novembre scorso. A riportarle, il giornale Le Cronache. Perfino la circostanza del computer portatile che sarebbe stato introdotto da uno dei concorrenti risultati poi vincitore, per i giudici del tribunale nocerino sarebbe stata smentita dagli insegnanti dagli addetti all’aula della scuola dove si teneva la prova scritta. I magistrati giudicanti sottolineano che quel portatile era della stessa scuola. Insomma questo il ragionamento che ha portato all’assoluzione piena con la formula ”1 fatti non sussistono” degli imputati Carmine Fortino, Prisco Petrosino, Anna Galasso (oggi in servizio ad Angri), e Andrea D’Elia, i quattro ufficiali dei vigili urbani vincitori del concorso, per l’ex dirigente degli affari legali del Comune Fiorentino Mastroberti e per l’avvocato salernitano Luigi Di Muro, questi ultimi due componenti la commissione per il concorso a ufficiali della polizia locale di Nocera Inferiore, assieme all’allora comandante Giancarlo Correale. La vicenda per Correale non è andata a sentenza in quanto la pubblica accusa aveva stralciato la sua posizione processuale, per problemi di salute, ma la decisione si estenderà anche a lui. La procura aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati a un anno e sei mesi di reclusione. Il pm si era riservato di valutare la posizione di due vigili urbani che avevano reso testimonianza non sfavorevole agli imputati. In più, il pubblico ministero ha chiesto al tribunale di valutare la possibilità di trasmettere al suo ufficio le testimonianze di altre due persone che, da tecnici informatici, avevano escluso imbrogli. Il consulente del pm, durante il processo, riferì di non aver potuto procedere compiutamente alla sua indagine, in quanto i pc furono sequestrati molto dopo la prova d’esame e formattati, ovviamente prima del sequestro, dalla società che aveva in appalto la loro manutenzione. Ed ancora, il consulente del pm avrebbe solo riscontrato che nella data della prova d’esame, in uno dei computer sarebbe stata inserita una chiavetta usb ma di cui non è stato possibile accertare il contenuto. Secondo l’accusa, è bene ricordarlo, alcuni vincitori avrebbero saputo da prima le tracce della prova scritta e in più, l’allora vigile Galasso avrebbe sostenuto la prova con il suo computer e non con quello schermato della scuola, mentre D’Elia e uno dei non vincitori avrebbero inserito una chiavetta usb all’interno del sistema, pratica assolutamente non consentita. Tutte accuse che il tribunale ha ritenuto insussistenti. Da questa vicenda a pagarne un prezzo alto è stato in primis Correale che ne uscì distrutto.

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