L’ernia inguinale è una patologia molto frequente che affligge ogni anno più di 10 mila italiani.
Consiste nella fuoriuscita di viscere dalla loro sede naturale attraverso una zona debole che si viene a creare nella parte più bassa dei muscoli addominali. È possibile accorgersi della presenza dell’ernia a causa di un rigonfiamento nell’inguine, in qualche caso accompagnato da dolore o bruciore.
Si tratta di un problema che colpisce maggiormente gli uomini, soprattutto intorno ai cinquant’anni, ma può interessare anche anziani e bambini. Sebbene sia un disturbo così diffuso, se ne parla ancora troppo poco e molte domande rimangono senza risposta.
Quindi cercheremo di chiarire i dubbi più frequenti, le cause dell’ernia inguinale, i sintomi e i trattamenti che risolvono il problema in modo definitivo.
I sintomi dell’ernia inguinale
I sintomi dell’ernia inguinale non sono sempre uguali. In qualche caso il dolore e i fastidi sono del tutto assenti, altre volte il dolore può essere molto forte. Distendersi può dare un po’ di solllievo, ma si tratta soltanto di un rimedio temporaneo. In presenza dei sintomi di un’ernia bisogna subito rivolgersi a un medico.
Ma quali sono i sintomi dell’ernia inguinale? Come dicevamo il rigonfiamento nell’inguine è uno dei primi segnali e può comparire su un lato soltanto oppure su entrambi. Alcuni pazienti avvertono anche dolore, fastidio o formicolii e possono anche sentirsi deboli e affaticati.
Nei casi più gravi si è in presenza di un’ernia strozzata, che compromette l’afflusso del sangue al piccolo intestino e comporta dolore e arrossamento. Possono comparire anche febbre, brividi di freddo o un’alterazione del ritmo cardiaco e possono essere avvertiti anche nausea e vomito. In presenza di questi sintomi bisogna recarsi dal medico al più presto, perché potrebbe essere necessario un intervento d’urgenza.
Le cause dell’ernia inguinale
L’ernia inguinale può essere congenita o derivare da alcuni fattori, come dei notevoli sforzi fisici, forte tosse, stitichezza o una variazione di peso non indifferente. Tutte queste cause possono comportare un cedimento della parete dei muscoli addominali, che non riescono più a fornire una protezione adeguata: in questi casi lasciano passare le viscere, comportando l’insorgere dell’ernia.
Le ernie congenite sono più frequenti negli uomini che nelle donne e posso svilupparsi già nel grembo materno. Invece nelle donne l’ernia inguinale è determinata da uno scivolamento di una porzione di un organo genito-urinario attraverso una zona più debole della parete addominale.
I trattamenti per l’ernia inguinale
Per curare l’ernia nella maggior parte dei casi è sufficiente un intervento chirurgico che viene eseguito in day hospital, senza un vero e proprio ricovero. L’anestesia locale e non totale permette al paziente ti tornare a casa il giorno stesso dell’operazione. Serviranno alcuni giorni di riposo per recuperare le energie e in breve tempo si potrà riprendere le normali attività quotidiane.
I tipi di intervento più frequenti sono due: quello a cielo aperto e quello in laparoscopia.
L’intervento a cielo aperto finalizzato all’asportazione dell’ernia viene eseguito dal chirurgo attraverso un’incisione all’altezza dell’inguine. Il medico fa rientrare le viscere nella loro sede e poi attraverso dei punti di sutura rinforza la parete addominale.
Visto che l’ernia è causata da un indebolimento della parete muscolare, si può ricorrere anche ad un intervento di ernioplastica, che fornisce un sostegno ancora maggiore usando delle maglie di fibra sintetica.
L’intervento in laparoscopia prevede l’anestesia totale del paziente. Il chirurgo pratica delle incisioni di piccole dimensioni nell’addome, nelle quali inserisce un laparoscopio. Si tratta di un sottile tubicino dotato di una telecamera che invia le immagini ad un monitor.
Usando questa tecnica il chirurgo ha la possibilità di vedere con chiarezza l’ernia e le condizioni del tessuto addominale, senza un intervento invasivo. Il medico usa quindi degli strumenti particolarmente indicati per riparare l’ernia attraverso l’uso di speciali maglie sintetiche.
Esistono cliniche specializzate in questo tipo di intervento come quella del Dr. Darecchio di Internationalherniacare.
Il grande vantaggio della chirurgia laparoscopica è quello di assicurare al paziente un recupero molto più rapido. Non sempre tale intervento è la scelta migliore e la decisione spetta sempre al chirurgo, che in base alla propria esperienza e alle condizioni dell’ernia, valuterà bene la strada da intraprendere. In generale si può affermare che in caso di recidiva la chirurgia laparoscopica è la scelta ideale, mentre quando l’ernia ha notevoli dimensioni, non è possibile ricorrere a questa tipologia di intervento.
I rischi dell’intervento
Molti pazienti che sono colpiti da ernia inguinale hanno paura di sottoporsi all’intervento chirurgico. È importante sapere che l’unico modo per risolvere il problema è la chirurgia, ma la buona notizia è che si tratta di un’operazione di routine che i medici eseguono molto spesso.
I rischi legati all’intervento sono molto bassi e sono legati per lo più alla necessità di ricorrere all’anestesia oppure a problemi di salute già presenti, soprattutto nei pazienti più anziani. La complicazione più frequente è quella di una eventuale recidiva, che comporta la necessità per il paziente di sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico per far tornare le viscere nella loro cavità.
In qualche caso la cicatrice può dare qualche fastidio, ma si tratta di problemi poco frequenti che spariscono col tempo.
Ernia inguinale recidiva
Abbiamo già accennato alla possibilità di una recidiva, cerchiamo quindi di capire meglio quando l’ernia inguinale può ripresentarsi, perché questo accade e cosa si può fare in questi casi.
I rischi di una recidiva sono spesso correlati alle condizioni della persona nel momento in cui si è sottoposta per la prima volta all’intervento chirurgico. L’ernia può ricomparire con più frequenza nei pazienti obesi, fumatori, avanti con gli anni, affetti da malattie croniche oppure da carenze nutrizionali.
È raro che la recidiva sia legata a problemi sorti al momento della prima operazione. Quando l’ernia compare di nuovo per problemi come l’obesità, il fumo o le carenze nutrizionali, è importante rimuovere queste cause prima di sottoporsi ad un nuovo intervento.
Nei casi di recidiva si ricorre alla chirurgia laparoscopica: questa scelta è dettata dalla necessità di non stressare i tessuti che sono già stati interessati dal primo intervento. Gli strumenti usati sono particolarmente sottili e dopo l’eliminazione dell’ernia si utilizza un apposito supporto intestinale in polipropilene.
Secondo dati statistici, quando la prima operazione è stata eseguita in un centro specializzato i casi di recidiva sono solo dell’1%, mentre la percentuale si alza al 30% quando sono eseguiti nei centri non specializzati.

