Angri ricorda i 70 anni della fondazione della città dei ragazzi, il sogno di Don Enrico Smaldone

09 Luglio 2019 Author :  

Angri ricorda i 70 anni dalla posa della prima pietra della Città dei Ragazzi. Quel sogno di Don Enrico Smaldone palestra di vita e lavoro per centinaia di fanciulli e che si realizzò, dal 1949 e fino al 1967, a costo di sacrifici, con il concorso e la solidarietà di famiglie, operai e tanti anche dall’estero che condivisero il progetto. Ad organizzare le celebrazioni è il Comitato Don Enrico Smaldone, costituito da circa un anno, per volontà di molti angresi che intendono valorizzare e promuovere l’eccezionale figura di educatore di Don Enrico Smaldone. L’iniziativa si svolge mercoledì 10 luglio dalle ore 18, in collaborazione con la Fraternità di Emmaus, che attualmente gestisce il sito di Via Adriana e intitolata “Cittadella Don Enrico”, lo scorso gennaio, dal Vescovo Giuseppe Giudice. L’intuizione di Don Enrico, folgorato nel gennaio 1949 dalla visione del film “Gli uomini della Città dei ragazzi” che riportava l’opera di Padre Flanaghan che in Nebrasha, aveva fondato una casa per ragazzi a rischio, si materializzò all’insegna della speranza e della determinazione per offrire opportunità formative e lavorative a tanti ragazzi, che avrebbero dovuto poi inserirsi in quella società italiana e del Mezzogiorno, in via di ricostruzione dopo le macerie della seconda guerra mondiale. “ Don Enrico, è un allenatore educatore, un modello attualissimo come direbbe Papa Francesco- dichiara Agostino Ingenito - coordinatore del Comitato- Tutti noi, nella vita, abbiamo bisogno di educatori: persone mature, sagge ed equilibrate che ci aiutano a crescere nella famiglia, nello studio, nel lavoro, nella fede. Educatori che ci incoraggiano a muovere i primi passi in una nuova attività senza aver paura degli ostacoli e delle sfide da affrontare, che ci spronano a superare momenti di difficoltà, che ci esortano ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri compagni, che ci sono accanto sia nei momenti di delusione e smarrimento sia in quelli di gioia e di successo. Don Enrico era tutto questo e si consumò fino allo stremo per dare opportunità ai suo ragazzi”. L’iniziativa di mercoledì 10 si aprirà con l’incontro: “Pietre vive che risuonano, la testimonianza di chi c’era”, con un dialogo tra chi quel periodo lo ha vissuto, saranno raccontati episodi ed esperienze vissute da alcuni ragazzi e testimoni, alle 20 è prevista una celebrazione eucaristica presieduta da Don Silvio Longobardi mentre subito dopo ci sarà un momento conviviale. Quel legame degli angresi con quel pretino operaio non si è mai spezzato – dichiara Agostino Ingenito – In questi ultimi mesi abbiamo constatato l’interesse anche dei più piccoli che mediante un concorso che abbiamo promosso nelle scuole, hanno potuto conoscere ed apprezzare il suo intenso lavoro. Un impegno civico che si accompagna ad uno religioso nella speranza che prestò Don Enrico sia riconosciuto per le sue virtù eroiche”.

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