Primi profughi verso il confine greco dalla Turchia

29 Febbraio 2020 Author :  

Controffensiva della Turchia dopo i raid siriani a Idlib. Le truppe di Ankara hanno lanciato un contrattacco "neutralizzando" 329 soldati del regime di Assad e colpendo oltre 200 obiettivi nemici. Il governo turco ha annunciato che non fermerà più i migranti che vogliono andare in Europa e il ministero degli esteri fa sapere che "alcuni migranti e
richiedenti asilo hanno iniziato a muoversi verso i confini" con l'Ue. La Grecia rafforza i controlli. L'Ue e la Nato chiedono di "interrompere l'escalation a Idlib".

Alcune decine di profughi a piedi dalla Turchia verso il confine con la Grecia, dopo che Ankara ha deciso di aprire di fatto la frontiera in risposta al mancato sostegno occidentale che lamenta a Idlib contro le forze governative siriane. Lo riferiscono le tv locali. Secondo l'agenzia Dogan, sarebbero circa 300 i migranti siriani, iracheni e iraniani giunti nella provincia frontaliera turca di Edirne. Il loro passaggio non sarebbe al momento consentito attraverso il valico di frontiera ufficiale di Pazarkule, ma secondo le testimonianze di alcuni di loro non verrebbe più ostacolato l'attraversamento dalle aree rurali e lungo il fiume Evros, confine naturale tra Turchia e Grecia. Le immagini delle tv mostrano inoltre diversi bus e altri mezzi organizzati a Istanbul per condurre gruppi di migranti verso il confine, distante circa 250 chilometri. Secondo fonti di Ankara, è stata data indicazione alle polizia di frontiera di ignorare di fatto il passaggio dei profughi, come anche alla guardia costiera di non bloccare più i natanti in partenza dalla costa egea verso le isole greche.

La Grecia ha chiuso il valico di terra con la Turchia a Kastanies Evros, impedendo a centinaia di migranti di entrare nel Paese.

"L'escalation militare a Idlib, in Siria, deve fermarsi, ora", hanno detto in una dichiarazione congiunta i rappresentanti di Belgio, Francia, Germania, Estonia e Polonia, ex ed attuali membri Ue del Consiglio di Sicurezza Onu. "Condanniamo l'attacco ai soldati turchi - hanno affermato prima dell'inizio della riunione dei Quindici - Non ci sarà soluzione militare al conflitto".

"E' in preparazione una missione umanitaria" a Idlib, in Siria, per valutare la situazione sul terreno, ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che tuttavia non ha fornito dettagli ulteriori su come questa missione sia composta o quando potrebbe arrivare nel nord-ovest della Siria. Secondo fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro potrebbe giungere sul terreno la prossima settimana ed essere formata da rappresentanti di diverse agenzie delle Nazioni Unite.

"La Turchia ha il nostro pieno supporto nel rispondere per autodifesa ad un attacco ingiustificato", ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu, Kelly Craft, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla Siria. "Gli Usa condannano nei termini più forti possibili l'attacco barbaro contro le forze turche", ha aggiunto, chiedendo "un cessate fuoco immediato e duraturo", e domandando "alla Russia di tenere a terra i suoi aerei da guerra".

Telefonata tra Erdogan e Trump: i due leader hanno discusso dell'escalation militare a Idlib e hanno concordato "passi immediati per evitare una grande tragedia umanitaria". Erdogan ha inoltre confermato il suo impegno a rispettare l'accordo di Sochi con la Russia del settembre 2018, che designa Idlib come zona di de-escalation. Lo riferisce la presidenza di Ankara, aggiungendo che i presidenti hanno anche discusso di rapporti bilaterali e altre questioni regionali.

L'Alto rappresentante Ue Josep Borrel ha reso noto di aver "parlato con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu" e di aver "ricevuto rassicurazioni sul fatto che" Ankara "rimane impegnata nell'accordo Ue-Turchia" sui migranti. I due hanno anche discusso della situazione ad Idlib in Siria e Borrell ha ribadito che la "de-escalation rimane la chiave di volta per affrontare efficacemente le sfide sul terreno". L'Alto rappresentante Ue ha poi chiesto che "si ponga fine alle sofferenze e alla perdita di vite umane".

Sono 950mila i civili siriani sfollati nella regione nord-occidentale di Idlib, riferisce l'Ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha): 569mila sono minori, 195mila sono donne. Donne e bambini compongono l'81% dell'intera comunità di sfollati siriani a Idlib.

"Di fatto, alcuni migranti e richiedenti asilo nel nostro Paese, preoccupati dagli sviluppi" a Idlib in Siria, "hanno iniziato a muoversi verso i nostri confini occidentali" con l'Ue. "Se la situazione peggiora, il rischio continuerà a crescere". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri turco, Hami Aksoy, secondo cui tuttavia "non c'è alcun cambiamento nella politica verso i migranti e richiedenti asilo del nostro Paese, che accoglie il maggior numero di rifugiati al mondo".

"Ieri sera ho parlato con il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu e lui ha richiesto questa consultazione, gli alleati hanno presentato le loro condoglianze e espresso la piena solidarietà alla Turchia". Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al termine del Consiglio nord Atlantico. "Condannano gli attacchi da parte del regime siriano nella provincia di Idlib - ha aggiunto -, ho chiesto di fermare l'offensiva, serve una de-escalation a questa situazione pericolosa e si torni al cessate il fuoco".

La Bulgaria ha dispiegato rinforzi della gendarmeria alle frontiere terrestri e marittime con la Turchia per contenere la pressione migratoria in arrivo. Lo ha annunciato il premier Boiko Borissov parlando di "pericolo reale". Borissov si è inoltre detto preoccupato dal "ritiro delle guardie di frontiera turche", aggiungendo di attendere un colloquio telefonico con il presidente turco Erdogan. Bulgaria e Turchia condividono 259 km di confine terrestre.

I presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, hanno avuto una conversazione telefonica sulla situazione tesa in Siria "dedicata alla necessità di fare tutto per soddisfare l'accordo iniziale sulla zona di de-escalation di Idlib": lo riferisce il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ripreso dalle agenzie russe.

Gli Stati Uniti chiedono alla Siria e alla Russia di fermare "l'odiosa offensiva" contro le forze turche. "Noi siamo con il nostro alleato della Nato, la Turchia, e la sosterremo", ha affermato un portavoce del Dipartimento di stato Usa.

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