Soddisfazione per l’avvio dell’Osservatorio viene espressa anche da ABBAC – Associazione Nazionale Extralberghiera, che partecipa al nuovo organismo portando la voce delle strutture ricettive extralberghiere e della ricettività diffusa.
«Accogliamo con favore l’insediamento dell’Osservatorio e siamo ben lieti di partecipare attivamente a questo percorso», dichiara il presidente nazionale ABBAC Agostino Ingenito. «La Campania aveva bisogno di una sede stabile nella quale istituzioni, territori e rappresentanze degli operatori potessero confrontarsi partendo da una conoscenza puntuale dei fenomeni turistici».
Per ABBAC, tuttavia, la vera sfida sarà trasformare l’Osservatorio in uno strumento operativo, evitando che diventi un ulteriore organismo privo di ricadute concrete.
«Dobbiamo fare in modo che questa esperienza non rappresenti uno spreco di risorse o l’ennesimo luogo nel quale ci si limita a fotografare dati già superati», prosegue Ingenito. «Abbiamo bisogno di informazioni aggiornate, tempestive, disaggregate territorialmente e soprattutto immediatamente utilizzabili. I flussi turistici cambiano rapidamente e una destinazione competitiva deve essere capace non soltanto di leggere ciò che è già accaduto, ma di interpretare le tendenze e possibilmente anticiparle».
Secondo il presidente ABBAC, sarà particolarmente importante integrare i dati relativi ad arrivi, presenze, permanenza media, provenienza dei visitatori, stagionalità, capacità ricettiva e andamento delle diverse tipologie di ospitalità, compreso il comparto extralberghiero e delle locazioni turistiche.
«Questi dati devono diventare patrimonio degli operatori e dei decisori pubblici e consentirci di costruire strategie di promozione sui mercati nazionali e internazionali. Sapere da dove arrivano i nostri ospiti, quanto rimangono, quali territori scelgono e quali servizi utilizzano significa poter programmare campagne promozionali, collegamenti, eventi e investimenti con maggiore efficacia».
ABBAC evidenzia inoltre la necessità di superare una lettura del turismo concentrata esclusivamente sulle destinazioni maggiormente consolidate.
«Napoli, la Costiera Amalfitana, le isole e le grandi destinazioni regionali rappresentano una forza straordinaria, ma i dati devono aiutarci anche a comprendere come distribuire maggiormente i flussi verso le aree interne, i borghi e le destinazioni emergenti. La crescita turistica diventa realmente utile alla Campania quando produce opportunità diffuse e coinvolge le comunità locali», aggiunge Ingenito.
Anche Maraio sottolinea come la composizione dell’Osservatorio rappresenti un elemento centrale del nuovo metodo di lavoro: mettere insieme chi programma e chi opera quotidianamente nel turismo può consentire di costruire politiche maggiormente aderenti alle esigenze reali dei territori.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è governare i flussi, consolidare le destinazioni più forti e, contemporaneamente, creare nuove opportunità per le aree interne e per quei territori in grado di intercettare una quota crescente della domanda.
«La Campania sta ottenendo risultati importanti: ora dobbiamo trasformare questi risultati in crescita strutturale, diffusa e programmata», afferma Maraio.
Una prospettiva condivisa da ABBAC, che assicura la propria collaborazione all’interno dell’Osservatorio.
«Saremo presenti con spirito costruttivo – conclude Ingenito – portando dati, esperienze e istanze provenienti direttamente dagli operatori. Ci aspettiamo però un Osservatorio dinamico, capace di restituire rapidamente informazioni e analisi e di tradurle in proposte operative. Misurare il turismo non basta: i dati devono servire a decidere, programmare e competere sui mercati nazionali e internazionali. È su questo terreno che si misurerà l’effettiva utilità dell’Osservatorio».

