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Ospedali: bocciato il piano di Caldoro, riaperture sospese
Riorganizzazione ospedaliera, flop del piano del governo Caldoro a Roma. In 42 pagine l’alt al piano di rientro dal debito sanitario della giunta regionale campana guidata da Stefano Caldoro. Il Ministero della Salute boccia la Regione Campania ravvisando una serie di inadempienze nell’attuazione sia del piano di rientro dal debito che dei livelli essenziali di assistenza. Il disco rosso è arrivato l’1 aprile 2015 a Roma, al termine della riunione congiunta tra il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza. Presenti all’incontro romano, i rappresentanti dei Ministeri della Salute e dell’Economia e i sub commissari alla sanità della Regione Campania. Primo punto critico, evidenziato nel verbale, stilato al termine della riunione, riguarda il percorso nascita in Campania dove si registra l’assenza della chiusura dei punti nascita al di sotto della soglia dei 500 parti annui. Scure anche sulla gestione del personale: il ministero ravvisa, infatti, una riduzione del personale dipendente per pensionamenti, ma registra aumenti del personale non dipendente. Ci sarebbe poi il nodo dei tempi di pagamento non conformi alla legge: Tavolo e comitato in merito ai tempi di pagamento dei fornitori rilevano che la relazione in esame riporta dati sui tempi di pagamento non conformi alle modalità di calcolo previste dal DPCM 22 settembre 2014. La Regione Campania risulterebbe inadempiente anche sull’informatizzazione sanitaria per ciò che riguarda tessera sanitaria e flussi informativi sanitari specie per il pronto soccorso. Il ministero contesta l’inadeguatezza del piano regionale di prevenzione i cui fondi dedicati sono stati erogati per pagare i debiti delle Asl. Ma il passaggio più significativo riguarda i ticket sanitari: a fronte dei grandi sacrifici richiesti alla popolazione non è stato chiarito l’impatto di tali ricavi sul Piano di rientro.

