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Cava, bimba costretta a vedere film porno
Mostravano alla figlia minorenne video con bambini in pose equivoche e dal contenuto sessuale esplicito: è l’ipotesi al centro di una delicata indagine a carico di una famiglia di Cava de’ Tirreni, seguita dall’ufficio della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, attivata dalla denuncia presentata dai servizi sociali cavesi. Per ricostruire la vicenda, nei giorni scorsi la bambina è stata ascoltata in modalità protetta con l’assistenza di personale qualificato, ed ha così raccontato una vicenda lontana nel tempo che però non si è ancora risolta dal punto di vista giudiziario. Attualmente la ragazzina ha dodici anni e da tempo è in affido ad un’altra famiglia, dopo un procedimento d’urgenza disposto dal Tribunale dei minori di Salerno in seguito alle condizioni difficili nella quale la facevano vivere i genitori. Proprio i due coniugi sono al centro del lavoro degli investigatori, coordinati dalla Procura di Nocera, con le ricostruzioni riferite al periodo in cui la bambina era costretta, a quanto pare, a sopportare pratiche nocive per il suo sviluppo. La storia raccontata dalla bambina venne fuori alcuni anni fa, tra la scuola elementare e le assistenti sociali, con la comunicazione di rito alla Procura, la denuncia e l’avvio di una indagine condotta con grande attenzione, puntando in primis alla protezione della minorenne. Gli elementi precedentemente acquisiti dall’ufficio inquirente, per i fatti risalenti ad alcuni anni fa, quando la bambina era piccolissima, non erano stati ritenuti sufficienti ad una formale imputazione a carico dei genitori. La coppia di cavesi, che vive tuttora in un ambiente degradato, ritenuto non idoneo già prima di questi fatti, aveva perso la potestà sulla figlia con l’intervento degli assistenti sociali comunali, fino all’affido ad un’altra famiglia. La vicenda dei video con minori nudi e in atteggiamenti osceni, mostrati dai genitori o guardati in sua presenza, è stata oggetto dell’approfondimento investigativo.


