Vittima stupro fa causa a Facebook: consente traffico sessuale
Una donna texana, vittima di stupro e traffico di esseri umani quando era minorenne, ha fatto causa a Facebook sostenendo che il social offre ai trafficanti un modo illimitato per "perseguitare e portare i bambini nel mercato del sesso". La donna, il cui nome non e' noto, aveva 15 anni quando, nel 2012, e' stata violentata e picchiata dopo essere stata presa di mira su Facebook. Secondo l'accusa, che chiede 1 milione di dollari di risarcimento, Facebook va ritenuto responsabile per la condotta dei trafficanti di sesso perche' e' diventato "il primo punto di contatto tra loro e i bambini. Facebook non solo fornisce una piattaforma illimitata su cui i trafficanti possono prendere di mira i bambini, ma da' loro credibilita'". Stando a quanto riferito dalla legale della donna, Annie McAdams, la vittima e' diventata amica di un utente su Facebook che ha ottenuto a sua fiducia e le ha promesso un lavoro da modella, ma che poi in cambio di denaro l'ha 'consegnata' a persone che l'hanno stuprata e picchiata. Secondo l'avvocato, Facebook non ha fatto abbastanza per garantire che gli utenti non siano in grado di nascondere le loro identita' a minori ignari che potrebbero essere bersagli dei trafficanti, ne' per mettere in guardia i minori su questo pericolo.
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