Viadotto San Marco, è allarme turismo: code e oltre un’ora per percorrere la statale sorrentina

19 Ottobre 2026 Author :  

Il semaforo entra in funzione e la viabilità va subito in sofferenza. Bastano pochi minuti dall’attivazione del dispositivo per provocare una lunga coda sul viadotto San Marco, lungo la statale 145 Sorrentina, con tempi di percorrenza che nel pomeriggio di oggi hanno superato l’ora. Un segnale allarmante per gli operatori turistici della Penisola Sorrentina, ma anche per la popolazione residente, costretta a fare i conti con collegamenti sempre più difficili da gestire.

Il problema investe l’intero sistema della mobilità, condizionando gli spostamenti quotidiani, i trasferimenti da e verso aeroporti e stazioni ferroviarie, nonché l’organizzazione degli arrivi e delle partenze nelle strutture ricettive. E sebbene la stagione estiva sia alle spalle, alberghi e altre attività dell’ospitalità continuano a registrare presenze significative, rendendo indispensabile garantire collegamenti affidabili.

A esprimere preoccupazione è Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina: «I ritardi sulla statale Sorrentina rischiano di compromettere la regolarità dei trasferimenti dei nostri ospiti. Le strutture ricettive sono ancora operative e devono garantire servizi puntuali. Non possiamo permettere che un collegamento così importante diventi un’incognita per chi arriva e per chi deve ripartire».

Ancora più esplicita la denuncia di Gino Acampora, presidente dell’Associazione agenti di viaggio Penisola Sorrentina, che allarga il problema alle difficoltà quotidiane dei residenti: «Il disagio non riguarda soltanto i turisti, ma tutta la popolazione della Penisola Sorrentina, che rischia di rimanere ostaggio delle code per i propri spostamenti. Non a caso avevamo chiesto di rinviare di altre due settimane l’attivazione di questa misura, anche in considerazione della chiusura dell’aeroporto di Capodichino e della conseguente attenuazione dei flussi di traffico.

Una richiesta che puntava a individuare un momento meno critico per affrontare una situazione già complessa».
Acampora sottolinea soprattutto le ripercussioni sui trasferimenti aeroportuali: «Con l’istituzione del semaforo sul viadotto siamo costretti a pianificare le partenze almeno cinque ore prima dell’orario del volo. È una situazione insostenibile, che impone ai viaggiatori e agli operatori margini di sicurezza enormi per evitare di perdere l’aereo.

Programmare un trasferimento diventa un’incognita, con costi organizzativi e disagi che ricadono su tutti».
La coda formatasi immediatamente dopo l’installazione del semaforo riaccende gli interrogativi sull’efficacia della gestione del traffico e sulla necessità di individuare soluzioni capaci di ridurre i tempi di attesa.
Per un territorio che vive di turismo, ma nel quale migliaia di persone devono continuare a lavorare e spostarsi ogni giorno, la viabilità non è un dettaglio secondario. Oltre un’ora per percorrere la statale e cinque ore di anticipo per raggiungere l’aeroporto: numeri che restituiscono la dimensione di un’emergenza che non può essere sottovalutata.

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