Usura ad una commerciante del salernitano: condannati madre e figlio

27 Settembre 2019 Author :  
La Corte di Cassazione, con una sentenza del 17 settembre scorso, ha accolto l'eccezione di inammissibilità del ricorso avanzata dalla difesa di Sos Impresa Salerno nei confronti di un imputato per usura, già condannato in primo e secondo grado, confermando in via definitiva la sua condanna. È stata riconosciuta, inoltre, una provvisionale a titolo di risarcimento a favore della vittima di usura assistita dal pool di legali dell’associazione. La vicenda nasce agli inizi del 2011, quando una commerciante battipagliese in evidenti difficoltà economiche, nelle condizioni di non poter onorare i propri debiti fu costretta a chiedere un prestito ad alcuni conoscenti che glielo accordarono a tassi usurai. Gli inviti a pagare il denaro richiesto con cadenze pressanti, presto si trasformarono in vere e proprie minacce, cui la vittima decise di reagire denunciando tutto alle forze dell’ordine ed all’associazione Sos Impresa Salerno per difendersi dalle intimidazioni dei suoi aguzzini. A finire sotto processo furono madre e figlio. La madre scelse il rito abbreviato e fu condannata per usura ed estorsione aggravata in primo grado, con sentenza confermata in appello. Il figlio scelse di andare in dibattimento e all’esito del processo fu condannato per aver concorso nel reato di usura, condanna poi confermata in secondo grado dalla Corte di Appello di Salerno. Oggi la Cassazione mette la parola fine a questa vicenda umana e giudiziaria, con la condanna definitiva anche per il figlio per usura aggravata, con la conferma del risarcimento del danno a favore della vittima che, assistita dai legali di Sos Impresa nel corso di tutto l’iter processuale, ebbe il coraggio di denunciare prima e di costituirsi parte civile poi. Un coraggio che le ha permesso di liberarsi dalle intimidazioni dei suoi aguzzini e di vedersi riconosciuto il risarcimento del danno. A comporre il collegio difensivo della parte civile gli avvocati Antonio Picarella, Tommaso Battaglini e Massimiliano Forte. «È un risultato importante che conferma la tesi che portiamo avanti dal primo giorno della nostra costituzione: denunciare conviene – spiega il presidente Tommaso Battaglini – poiché solo attraverso la denuncia ed il conseguente accertamento del reato la vittima può accedere ai benefici previsti dalla legge ed al Fondo di solidarietà».

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