Sarno
Massimiliano Tresca, consigliere di maggioranza si dimette dal consiglio e definisce fallimentare l'amministrazione Canfora. Inevitabile la reazione anche delle opposizioni, o meglio di Fdi e Fi. Così il sindaco Giuseppe Canfora in una nota replica.
"Facciamo chiarezza
Non mi sento affatto un Sindaco in bilico, anzi sono profondamente orgoglioso per l'ennesimo risultato conseguito dalla mia Amministrazione, l'approvazione del bilancio che ci consentirà di perseguire gli obiettivi proposti. Il bilancio ha 9 indici favorevoli su 10 mentre l'ultimo del centro - destra ne aveva 2. Per essere chiari, se fossimo a scuola, loro sarebbero stati bocciati, noi promossi con il massimo dei voti. Ecco perché "ammiro" i Consiglieri Giuseppe Agovino e Enrico Sirica che continuano ad attaccare, come don Chisciotte faceva con i mulini a vento, dimenticando che ci hanno consegnato un Comune prossimo al dissesto, come scritto in una lettera inviata, all'epoca, dall'ex Sindaco Mancusi al Prefetto.
Abbiamo ottenuto il pareggio di bilancio e risanato i conti senza aumentare le tasse ma addirittura abbassandole. Noi abbiamo guarito il malato, pagati i debiti e le provvisionali della frana, chiusi i contenziosi, approvati i bilanci ed avviate le opere pubbliche tanto da permetterci di spendere migliaia di euro per riparare le strade.
Riguardo alle dimissioni del Consigliere Massimiliano Tresca, non voglio sottovalutarle e le sue parole mi hanno colpito prima come uomo e poi come Sindaco, ma non mi hanno sorpreso: la sua ritengo sia una crisi che ha radici lontane, dovuta alla rottura interna alla sua lista civica, che il resto della maggioranza ha anche cercato di arginare e coprire. Il suo gruppo ha perso pezzi importanti che non condividevano la sua visione. Io gli auguro ogni bene e tanta fortuna nel suo nuovo percorso politico, sperando che le nostre strade un giorno possano reincontrarsi. In ogni caso ho apprezzato il fatto che non si sia schierato all'opposizione, questo gli fa onore. La mia maggioranza è solida ed andrà avanti fino alla fine, per avviare e completare tutte le opere pubbliche in partenza. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.
Colgo l'occasione per augurare una serena Santa Pasqua a tutti i miei cittadini e che la colomba della pace, almeno per qualche giorno, ponga fine a queste inutili scaramucce che la città non comprende. Io ho una immagine simbolo della mia Amministrazione: una volta in Piazza Marconi, al centro, c'era un rudere abbandonato e fatiscente, pericolante e puzzolente, oggi ci sono alberi e panchine, ordine e pulizia".


