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Clan Ridosso-Loreto: l'estorsione all'Aipa

11 Settembre 2015 Author :  

L'ESTORSIONE ALL'AIPA: IL RUOLO DI VOCCIA. Per il Pd era il regista occulto di ogni affare scafatese, per l'opposizione di destra era la chiave di volta degli appalti Geset e di quello Aipa: a svelare un tassello in più sul suo ruolo nella società milanese che gestiva i parcheggi a pagamento a Scafati, è stata proprio l'inchiesta di ieri ai danni del clan Ridosso-Loreto. Nessuno fino a ieri sapeva che Voccia era il garante della società Aipa. Era il periodo a cavallo tra il 2009 ed il 2010 quando su minaccia di Luigi Ridosso e Alfonso Loreto, Aurelio Voccia consegnò, nel laboratorio di analisi di C.M., in una busta chiusa, una tangente di 30mila euro. Era il prezzo per lavorare “in pace” sul territorio scafatese dopo i disordini dell'ultimo periodo. Nel 2009 infatti l'Aipa aveva vinto l'appalto di sei anni al Comune di Scafati ma, questo, non era bastato ai Ridosso-Loreto per lasciare la società di Milano in tranquillità. Appena gli ausiliari presero servizio, subito arrivò il conto: chiesero al garante della società Aipa di Milano, l'ingegnere Aurelio Voccia De Felice, di pagare. Si incontrarono in segreto nel laboratorio di un amico in comune e il pagamento avvenne. Una scelta, quella di Voccia, che poteva costargli l'accusa di favoreggiamento di fatto non trascritta dal Gip ma probabilmente contestata. Forse non aveva altre opzioni e la denuncia, non arrivò mai: nemmeno quando si scatenò la rissa tra alcuni impiegati Aipa e gli esponenti del clan Ridosso-Loreto, in via Sant'Antonio Abate in quello stesso periodo, si decise per la via della giustizia. Il risultato di quelle minacce fu pagare il pizzo al clan. In particolare a Luigi Ridosso ed Alfonso Loreto. Era il 2009. Proprio lo stesso anno in cui Aurelio Voccia incassava un incarico diretto da parte dell'amministrazione retta dal sindaco Pasquale Aliberti al comune di Scafati come responsabile dei rapporti col “partenariato” per 18mila euro circa. Soldi pubblici per lui anche nell'incarico diretto che lo stesso Aliberti gli affidò poco più in là come amministratore della Scafati Sviluppo, società che ha gestito la gara da 18milioni di euro e po l'appalto per la reindustrializzazione dell'Ex Copmes. Sempre Voccia secondo il Pd e le denunce dell'allora presidente della commissione trasparenza Marco Cucurachi, poteva essere il regista occulto di un altro super appalto pubblico: quello per la gestione delle tasse cittadine. L'appalto da 10milioni di euro con la Geset, tuttora in corso. Voccia, la cui famiglia vanta ex sindaci (tra cui l'ultimo sindaco Dc cittadino) e noti esponenti della società civile, ora compare come indagati tra i 23 legati in un modo o nell'altro al clan Ridosso-Loreto: anche in questo caso, per l'assenza dell'accusa trascritta, il suo ruolo, è avvolto nel mistero. Come spesso, quando si parla di lui, accade.

LEGGI TUTTO SULL'INCHIESTA SUL CLAN RIDOSSO-LORETO

 

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