Positano è probabilmente il luogo più antico della Costa d’Amalfi, con insediamenti antropologici che risalgono al Paleolitico superiore, la sua origine si perde tra storia e mito. Il nome del borgo costiero, che deriva probabilmente dal vocabolo fenicio Pesitan che significa Nettuno, è legato anche alla leggenda che vuole che, durante una tempesta, dei fuggiaschi su un veliero proveniente dall’Oriente che trasportava un’icona sacra, udirono una voce dire “posa posa” e la interpretarono come la volontà della Madonna di dirigersi verso terra dove poi fu costruita una Chiesa a lei dedicata. La Chiesa di S. Maria Assunta, che oggi si affaccia sulla piazza Flavio Gioia decorata dai preziosi mosaici di Mimmo Paladino, presenta una suggestiva cupola maiolicata a piastrelle gialle e verdi. Al suo interno custodisce la Madonna nera col bambino di origine bizantina e il busto reliquiario di S. Vito, una delle più importanti opere d’arte orafa napoletana. Dopo l’intensa rivalità con la Repubblica Marinara di Amalfi per la supremazia dei traffici marittimi nel Mediterraneo e superato il periodo oscuro della dominazione normanna, sveva ed angioina, con il Settecento ed i Borbone Positano conquistò il primato commerciale nel Regno delle Due Sicilie. Frequentatissimo luogo di villeggiatura è stato patria di elezione, a partire dall’Ottocento, di artisti italiani e stranieri, adottata dal mondo della danza, della letteratura, della pittura e della musica. Positano come Amalfi si arrampica sulla roccia, attraverso vicoli stretti, fortificazioni e torri per monitorare il paese dall’alto. Dalla Spiaggia Grande, Positano appare come una piramide di case che si arrampicano verso il cielo. Ad est si aprono le spiaggette di Laurito, San Pietro, Arienzo, Fiumicello, La Porta, Torre Sponda, immerse nella vegetazione rigogliosa e di grande suggestione. Sul lato occidentale del litorale una stradina pedonale che costeggia la roccia conduce alla spiaggia di Fornillo. La delimitano due torri, la Torre di Fornillo o Clavel e la Torre Trasita, costruite nel Cinquecento per proteggere la costa da incursioni nemiche. Dalla riserva naturalistica di Vallone Porto, al Sentiero degli Dei, alla escursione sul Monte Comune si percorrono incantevoli itinerari a stretto contatto con favolosi paesaggi costieri e montani. Salendo i pochi gradini che a Montepertuso separano piazza Cappella dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie, guardando verso l’alto, si può ammirare il ‘buco nella montagna’, l’arco naturale, che da il nome alla frazione. A Nocelle il tramonto del sole sul mare ti accoglie nella piazzetta antistante la Chiesa di S. Croce. Sfruttando le meravigliose pareti rocciose del territorio di Positano, sono stati creati oltre 200 itinerari, realizzando il più importante centro d’arrampicata sportiva del sud Italia, con tracciati di media e alta difficoltà e vie facili per i ragazzi.
LA VILLA ROMANA - La villa romana portata alla luce durante i lavori alla Piazza Flavio Gioia ed alle cripte della Chiesa di S. Maria Assunta è stata probabilmente costruita per qualche personaggio della classe senatoriale romana. È visibile un setto murario in opus reticolatum, decorato da una cornice in stucco e da splendidi affreschi policromi che ritraggono un ippocampo, un’aquila, un pegaso e due amorini. Le raffigurazioni sono inquadrate da raffinati sfondi architettonici, fra cui spiccano l’architrave classico da cui si eleva il cavalluccio marino ed il soffitto cassettonato: un insieme animato dalla gamma cromatica incentrata sul rosso pompeiano, sull’azzurro ed il giallo ocra. Le strutture ipogee si collocano in aree e su quote differenti sotto la Chiesa di S. Maria Assunta. La prima struttura, posta in coincidenza dell’attuale Oratorio si compone di due spazi: uno rettangolare, con volta a botte ribassata e abside, lungo le cui pareti si allineano 65 sedili funebri in muratura; il secondo, stretto e lungo, anch’esso con volte a botte, vede la presenza di vasche in muratura, ex ossari, e di un accesso a un antico luogo di sepoltura sotto la navata centrale della chiesa, in corrispondenza della quale si apriva una botola che coincide con un pozzo in muratura. Tra i materiali emersi vi sono le maioliche dell’originario pavimento settecentesco della Chiesa Madre. L’ambiente di epoca medievale, collocato al di sotto dell’abside della Chiesa Madre, un tempo utilizzato per funzioni religiose, è caratterizzato da quattro volte a botte e un’abside con due piccole volte a crociera. Sul lato sinistro una finestra monofora murata, lungo la curva absidale destra sedili funebri di muratura e una porta oltre la quale sale una scala, attualmente chiusa in alto da una lastra di marmo scolpito che costituiva l’originario passaggio di collegamento con la chiesa. In questo ambiente sono state messe in luce delle colonne nei pilastri di fondazione della cupola.
ARCIPELAGO DI LI GALLI – Costituito da tre isole: Gallo Lungo. La Rotonda e Dei Briganti a nord della Rotonda. Gallo Lungo è la più grande delle tre ed è l'unica ad essere stata abitata fin dai tempi dei Romani: ha una forma allungata che si estende per circa 400 metri. A ovest di Gallo Lungo si trovano La Rotonda e Dei Briganti a nord della Rotonda, anche se più comunemente l'isola viene indicata sui testi con il nome di La Castelluccia. Li Galli ha da sempre esercitato un grande fascino, tanto da renderla ambita a molti personaggi famosi. Nel 1924 il coreografo e ballerino russo Leonide Massine acquistò l'arcipelago, facendo costruire su quelle rovine una magnifica villa che l'architetto Le Corbusier abbellì ulteriormente. La proprietà passò poi ad un altro celeberrimo ballerino russo, Rudolf Nureyev, che l'acquistò nel 1989: poco dopo la sua morte, avvenuta nel 1993, l'arcipelago è passato in mano ad altri privati. L'arcipelago fa parte dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. Li Galli viene identificato con il luogo in cui le sirene vivevano e ammaliavano i marinai in transito, facendoli naufragare contro gli scogli.
CHIESA SANTA MARIA DELL’ASSUNTA E MADONNA NERA - La Chiesa dell’Assunta fornisce un ottimo punto di partenza per descrivere la storia di questi posti. La sua cupola in maiolica multicolor è visibile da ogni punto del paese e all’interno è custodita l’icona della Madonna Nera, di ispirazione bizantina, risalente addirittura al XVIII secolo. La storia della Chiesa di Santa Maria Assunta è legata a quella del monastero benedettino di Santa Maria, che secondo tradizione una non documentata sarebbe stato eretto in occasione dell'arrivo a Positano dell'icona bizantina della Madonna, ancor oggi venerata nella nostra Chiesa.


