Furto al cimitero: questa notte sono stati rubati due cassoni in ferro utilizzati per il trasporto dei materiali di risulta del cimitero. Il furto è stato studiato nei minimi dettagli: un'auto, secondo le indagini e le immagini delle telecamere, avrebbe fatto due volte il giro dell'area esterna al cimitero mentre un motorino, invece, avrebbe tranciato il catenaccio posto a protezione delle entrata posteriore dell'area di via della gloria.
Solo dopo sarebbe intervenuto un camion attrezzato con una gru che avrebbe sollevato i due cassoni rovesciando a terra il materiale contenuto. Il furto è quantificabile in svariate migliaia di euro e si indaga per capire chi lo ho messo a segno. Grazie all'aiuto delle videocamere di sorveglianza, i carabinieri della locale tenenza, di concerto con la polizia municipale, avrebbero già individuato l'auto coinvolta nel colpo.
SCAFATI IN MOVIMENTO _ Furto al cimitero: per una maggiore sicurezza bisogna rafforzare il sistema di videosorveglianza del territorio. Quando ci sono e funzionano gli impianti di video sorveglianza dimostrano di essere il miglior strumento per tutelare la sicurezza dei cittadini. Apprendiamo con dispiacere la notizia del furto al cimitero ma nello stesso tempo siamo lieti che dalle immagini delle telecamere si è potuto risalire alla dinamica dell'evento delittuoso, questo è da sprono per migliorare la videosorveglianza in tutta la città . Invitiamo l'amministrazione di attivarsi a livello regionale per accedere ai fondi europei che possono essere utilizzati per rafforzare gli impianti o rinnovarli. Accedendo ai fondi UE il costo sarebbe quasi zero per la città ma i benefici sarebbero enormi. Basta con i teatrini si pensi alla città .
SCAFATI ARANCIONE - Furti (l’ultimo in ordine di tempo al cimitero), rapine, bullismo, spaccio, omicidi in strada, bombe carta e chi più ne ha più ne metta. Sono solo alcuni episodi che in ordine di tempo sparso hanno minato la serenità della nostra comunità in questi anni, mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica del nostro paese, sempre più coinvolto in un’escalation di violenza sempre più incontrollata e incontrollabile. In molti, rispetto al tema della sicurezza, chiedono tante cose: potenziamento delle unità di polizia municipale, la trasformazione della tenenza dei carabinieri in compagnia, la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Provincia e questa benedetta videosorveglianza. Ma a Scafati la videosorveglianza esiste?
C’è e lo attesta anche la determina dirigenziale n.40 del 13/10/2016 (visionabile dall’albo pretorio del Comune di Scafati) con la quale l’amministrazione ha impegnato nel periodo luglio-ottobre più di 3000 euro per la manutenzione del sistema di videosorveglianza. Lo strumento della video-sorveglianza è sicuramente uno strumento importante ma non sufficiente alla lotta ai fenomeni di microcriminalità e più in generale di fenomeni criminosi se non accompagnato da politiche pubbliche.
Innanzitutto il sistema presente a Scafati è dotato di tecnologia obsoleta, motivo per cui risulta essere di poco aiuto all’attività di prevenzione e di indagine delle autorità preposte. In secondo luogo la dotazione è ridotta a poche zone della città, dimenticandone altre.
E’ da mesi che sollecitiamo l’amministrazione non solo al potenziamento del sistema di telecamere, ma soprattutto all’innovazione sotto il profilo tecnologico. In entrambi i casi si potrebbero sfruttare i fondi europei messi a disposizione nella nuova programmazione (in realtà anche dalla precedente) e più precisamente dei vari progetti regionali, come il Pon Sicurezza.
Se utilizzato a dovere, questo sistema può contrastare efficacemente episodi di vario genere e fungere da deterrente, oltre che a rassicurare i cittadini che attualmente vivono con la paura di essere oggetto di qualsiasi tipo di violenza, specialmente nelle ore serali. E’ evidente che la questione della sicurezza cittadina è un tema complesso e che non può essere ridotto esclusivamente alla discussione “Telecamere si, telecamere no” perchè da un lato il sotto-organico della polizia municipale, che nonostante tutte le difficoltà, assicura presenza e controllo fino all’orario di chiusura, dall’altro la tenenza dei carabinieri ridotta all’osso (in attesa della trasformazione in compagnia) contribuiscono alle difficoltà di monitoraggio e controllo di un territorio vasto come Scafati. In ultimo non bisogna sottovalutare la totale assenza di politiche per la riappropriazione degli spazi da parte delle istituzioni verso cittadini e realtà sociali e civiche.
Tema, questo della riappropriazione, che coincide con la questione dell’inclusione/esclusione sociale, perché intere fette della città sono letteralmente abbandonate a se stesse, senza uno straccio di politiche che mettano in condizione di non escludere intere fette di cittadini. Politiche che invece dovrebbero permettere di “riprendersi” i propri spazi, altrimenti occupati da bulli, criminali e delinquenti. In questo senso continuiamo a credere nella necessità di convocare un tavolo con associazioni, commercianti, istituzioni e parrocchie affinché insieme si possa ritornare a vivere la città nel vivo della sua bellezza. Non basta la notte bianca o qualche festa di piazza, c’è bisogno di cultura, tradizione, identità e strumenti concreti, come ad esempio lo sfruttamento ad “uso collettivo” di strutture inutilizzate da parte di associazioni, movimenti e realtà sociali, stimolando partecipazione, cultura, democrazia e difesa dei beni comuni.
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https://www.puntoagronews.it/cronaca/item/46634-scafati-furto-al-cimitero,-colpo-da-migliaia-di-euro-caccia-ai-banditi.html#sigProIdcec7566c6c

