È arrivato intorno alle 22:30 all'ospedale di Scafati con la propria auto: un dolore lancinante in petto e la paura dei suoi familiari, il 35enne aveva un infarto in corso e poi subito un arresto cardiaco. Immediatamente, il personale della postazione Psaut all'ospedale di Scafati, ha dovuto chiamare il personale sanitario del 118 perché il defibrillatore presente nel punto di primo intervento non era nella disponibilità immediata e di conseguenza il medico ha dovuto chiedere al 118 di prestargli il loro defibrillatore altrimenti il ragazzo sarebbe morto. Per fortuna all'ospedale erano presenti i volontari, autista, personale infermieristico e medico della Croce del Sud che hanno subito fornito ai medici (di quello che una volta era un pronto soccorso) il defibrillatore.
La defibrillazione, quando sopraggiunge un arresto cardiaco, è una procedura che deve essere fatta nel giro di pochissimi secondi e quindi è giusto dire che soltanto la presenza sul posto della Croce del Sud e la prontezza del medico del primo soccorso ha salvato la vita del ragazzo. Il ragazzo è stato stabilizzato e trasportato d'urgenza all'ospedale di Nocera Inferiore. Adesso sembra passato il pericolo di vita ma è stato davvero un colpo di fortuna e non sembra una cosa giusta che a decidere sulla vita di un ragazzo di 35 anni, debba essere il caso, quando invece ci si reca in una struttura pubblica, che una volta era un ospedale


