James Senese è uno di quegli artisti intramontabili che non smette di trovare ispirazione dalla realtà quotidiana. All’età di 71 anni torna a dare voce alla povera gente, agli ultimi della società, a chi è senza casa, senza lavoro, senza amore, senza futuro, attraverso il suo inconfondibile stile funk-jazz, blues, groove, contaminazioni mediterranee, che marchiano a fuoco il suo ultimo lavoro “O sanghe”.
“ Sono arrivato all’età di 70 anni felice di questo traguardo. Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento. . Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana – racconta James Senese -. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento”.
Un’infanzia non certamente facile, in una Napoli impegnata ad affrontare i problemi del dopoguerra e la sua “diversità” di colore che gli ha reso tutto più difficile, fino a quando non ha incontrato il sassofono con cui ha sfogato angosce e paure: “Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone. Non mi è mai interessato il denaro. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero però fatto tradire quello in cui credevo, e credo ancora; la coerenza e l’onestà artistica. Credo di essere diventato un buon musicista e un buon compositore, con sentimenti forti, lasciando da parte gli egoismi e i personalismi; ringraziando invece per quello che in 40 anni di musica ho ottenuto. Di questo devo dire grazie a Dio, alla mia famiglia, che mi hanno dato la forza e i giusti valori”.
“O sanghe” racchiude un forte senso di ribellione e di riscossa venato di fede e religiosità, un’invocazione al Signore per chiedere i motivi di tanta sofferenza, cattiveria e menzogne.
“Con le mie parole gli chiedo il perché non c’ è più amore, il perché si ammazza e si tradisce, il perché della mancanza di rispetto per qualsivoglia persona. Dove si andrà a finire? L’ uomo non è più uomo, ha perso la ragione – ha confessato James Senese -. Posso comprendere che si reagisca e si cerchi di difendersi per delle giuste ragioni ma quando si arriva a dannarsi rinnegando ciò che Dio ci ha donato allora vuol dire che il male è penetrato dentro di noi in maniera irreversibile. Nel mondo ci sono infinite guerre, politiche e sociali, volute dai soliti potenti per i propri squallidi interessi ma purtroppo in mezzo a tutto ciò l’ uomo non è più uomo, si lascia corrompere molto facilmente perdendo il rispetto di se stesso e degli altri. Una via Dio ce l’ aveva indicata attraverso i Dieci Comandamenti ma nessuno li ha rispettati. Dio ci punirà. Lo sta già facendo. Ma forse possiamo ancora salvarci. Ma bisogna “jett ‘ o sanghe”.

