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"Facciamo finta che sia tutto appost": successo per lo spettacolo dal cuore napoletano in scena al "Piccolo" di Sarno

07 Gennaio 2022 Author :  

“Napoli in scena” al Piccolo Teatro di Sarno. Un vero e proprio spettacolo dal cuore napoletano portato in scena, mercoledì 5 gennaio, dalla compagnia il Teatro d’Autore di Carmine Pagano, al Piccolo Teatro di via Nunziante a Sarno dal titolo: “Facciamo finta che sia tutto appost”. Un vero e proprio spaccato della cultura partenopea dal 1200 fino ai giorni nostri, tra musica e teatro, non tralasciando nulla. Un tributo a chi ha reso celebre Napoli nel mondo, ai grandi artisti che hanno fatto la storia della città all’ombra del Vesuvio. La storia della città della Sirena Partenope raccontata tra musica, teatro e parole, il tutto accompagnato dagli strumenti musicali della tradizione napoletana: mandolino (Nino Salerno), chitarra (Pantaleo Coppola) e tammorra (Francesco Vitolo), che hanno accompagnato dal vivo la splendida voce di Gemma Annunziata. Un misto di emozioni che ha incantato letteralmente il pubblico del Piccolo di Sarno.
"Facciamo finta che sia tutto appost", testo e regia di Carmine Pagano, parla di una compagnia teatrale di Napoli che sta preparando uno spettacolo da portare a Milano e che rappresenti la storia della canzone e del teatro partenopeo, ma l’improvvisa assenza della cantante costringe il regista a trovare una soluzione fra ostacoli e momenti di esilarante comicità. Una vera e propria macchietta napoletana messa in scena dallo stesso Carmine Pagano, con i due attori Vincenzo (Vincenzo Casalino) straordinario protagonista insieme a Salvatore (Gabriele Musco), proprio all’inizio dello spettacolo per cercare di “arrangiarsi” all’assenza dell’artista femminile. Non a caso il tutto inizia con Ciccio Formaggio di Nino Taranto, il re della macchietta napoletana. Ma poi pian piano tutto si risolve per il meglio, grazie all’altrettanto improvviso ritorno della cantante Carmela (Gemma Annunziata). La tourné avrà inizio e a Milano la compagnia riuscirà nel suo intento, omaggiando Napoli e i suoi artisti, cantanti, attori e scrittori che l’hanno resa celebre nel mondo.
Un divertente e appassionante viaggio nella storia e cultura napoletana tra musica e teatro. Dal 1200, secolo in cui si cominciano a sentire i primi canti, i primi suoni e le prime belle melodie napoletane con il frammento Jesce Sole, per arrivare alla “Villanella alla napoletana" genere che conquistò l'Europa, fino a tutto il Settecento, fino ad arrivare alla Tarantella con la celebre Michelemmà. Ma l’autore Pagano non tralascia la storia e i momenti drammatici che hanno segnato il ‘600 napoletano: eruzione del Vesuvio, epidemia di peste e rivolta di Masaniello. Con un bel quadro sulla commedia dell’arte, con la coppia che scoppia: Pulcinella, magistralmente interpretato da Carmine Pagano e Colombina (Gemma Annunziata).
Il secondo atto si apre con una bella scena sul brigantaggio, per poi passare all’emozionante parentesi sull’immigrazione: si parte da Raffale Viviani per ricordare i circa 30 milioni di italiani che tra il XIX e il XX secolo, lasciarono il nostro paese. Poi tanto spazio al grande teatro napoletano del ‘900 da Scarpetta ai fratelli De Filippo, con frammenti di poesie e pezzi di teatro, pietre miliari del teatro napoletano; da Nino Taranto al Principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò. Infine, il ricordo ad un altro grande Massimo Troisi che diede al cabaret una nuova forma di teatralità, mentre nella musica la genialità di Pino Daniele che rivoluziona il modo di scrivere e di cantare, riuscendo a fondere in un nuovo stile diversi generi musicali. Ma lo spettacolo non tralascia nulla, con una breve carrellata l’autore ricorda: Enrico Caruso, Sergio Bruni, Renato Carosone, senza dimenticare la sceneggiata napoletana. Fino ai giorni nostri con Massimo Ranieri, Enzo Avitabile, Gigi D’Alessio e tanti altri artisti che continuano con la loro arte a portare Napoli nel mondo.
Una vera e propria full immersion nella cultura della città della sirena Partenope. I mille colori di Napoli passando dalle sfumature più scure e tristi a quelle più chiare e luminose che per fortuna sono molte.
Il Piccolo Teatro si conferma uno scrigno di cultura, pieno di tanti piccoli tesori, nel cuore della città dei Sarrastri. Un piccolo spazio per vivere grandi emozioni e magia. Un luogo che offre la possibilità di esibirsi a tutti quei talenti che non troverebbero posto nelle stagioni dei grandi teatri.

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