di Clara De Santis*
La penna magica e vivace di Gabriele Musco
Non è la prima volta che accolgo con entusiasmo l’invito dell’amico Gabriele Musco ad assistere ad uno dei suoi geniali spettacoli culturali e d’intrattenimento, poiché sono innovativi e coinvolgenti ma non avrei mai immaginato di sentirmi una di loro, di passare cioè, dall’altra parte, non più spettatrice soltanto ma testimone di quel racconto straordinario che è la vita.
E succede proprio durante lo spettacolo “Natale p’ e viche 'e Napule” che si anima tra le quinte del Teatro De Lise a Sarno, grazie alla sua magica penna.
Musco, fa rivivere con sagace sintesi, lo spirito del Natale attraverso musica, parole, danze e recitazione, abilmente alternati con dinamismo vivace e interattivo. Lo spettatore viene travolto da una serie di emozioni e ricordi che si susseguono ininterrottamente e si trova a percorrere, attraverso gli artisti (cantanti, musicisti, attori e narratori), le antiche vie di Napoli con i loro profumi, rumori, odori, colori, tipici di quel periodo dell’anno, come se nulla fosse cambiato, come tutto accadesse lì, ora.
E questo “tempo senza tempo” che rimane sospeso tra la realtà ed il sogno è l’arcano segreto del successo di Gabriele Musco e delle sue scritture. Animato dalla sua grande passione per il teatro e le tradizioni, non poteva non immaginare di iniziare lo spettacolo con la rappresentazione della Natività, immobile, illuminata dai riflettori soltanto, e chiudere con l’arrivo dei Magi che passando per la platea raggiungono la sacra famiglia, osservando un religioso silenzio, mentre, la bravissima Gemma Annunziata, intona l’Alleluia di Leonard Cohen, toccando così l’apice del cuore di ogni spettatore.
Ma “Natale p’e viche 'e Napule” non è solo magia e commozione, è anche leggerezza e divertimento. E’ la prova concreta che il teatro moderno può andare verso altre forme di comunicazione, esplorare il genere del varietà, ad esempio, senza perdere mai di vista l’origine da cui si è partiti.
Durante la rappresentazione, infatti, un coinvolgente e monello Pulcinella, ha interagito con il pubblico presente, estraendo i numeri della tombola e beffeggiando con ironia i malcapitati, però, senza mai essere irriverente, portando una ventata di allegria tra una pausa e l’altra. Questo espediente, ha reso più completo lo spettacolo ed ha così potuto soddisfare tutto il pubblico, pur essendo eterogeneo per età anagrafica e cultura.
E’ stata un’esperienza immersiva che spero di ripetere al più presto. Non si può non lodare la professionalità di ciascuno nella riuscita dello spettacolo, in particolare un plauso va ai musicisti che suonando dal vivo hanno reso tutto più vero e profondo e alla compagnia teatrale Andromeda per il suo prezioso contributo.
*Clara De Santis artista


