di Gerardo Sinatore
Scannasurice di Enzo Moscato. Regia di Carlo Cerciello e interpretato da Imma Villa.
Non avevo mai assistito a questa tragedia di Enzo Moscato con una imponente Imma Villa - già reduce di numerosi grandi successi in tutta Italia e all’Estero, dal “Piccolo” di Milano all’”Eliseo” di Roma, dal “Na Strastnom” di Mosca al “Lac” di Lugano - diretta magistralmente da Carlo Cerciello. Questo monologo di Moscato, un vero cult, ha trovato in Cerciello la sua più autorevole regia e nella Villa, la più autentica interpretazione. All'indomani del terremoto del 1980, “Scannasurice”, che è il “cuntranomme” di un “femminiello” che “fa la vita” in un “basso” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, racconta ai ratti che gli tengono “compagnia”, tra le farneticazioni e la sincerità che l’ubriacatezza gli “regala”, la miseria, anche quella umana, e la spietatezza dell’amore quando si rende assente.
Mutuando la definizione di Enzo Moscato, “Scannasurice” è un “misteriosofico plebeo-poema sulla discesa agli inferi di Napoli”, anzi è lo scivolamento dello stesso Autore, della sua solitudine, nel tragico labirinto della follia dell’esistenza e dell’assenza dell’amore. Non voglio soffermarmi sulla trama, poiché è stata abbondantemente trattata ed analizzata in tutte le sue sfumature da autorevoli osservatori, ma sui settanta minuti della rappresentazione in cui sono stato irretito dalla potenza delle parole e dal loro motivo circolare, modulato dalla Villa come una formula magica. La Villa ha saputo schiudere con il suo affatare, il mondo sommerso e buio di quella realtà che sfugge alle parole. In vero, mi piace equiparare, per il linguaggio e per il suono delle parole, Moscato a Shakespeare e Imma Villa, per la padronanza del ritmo, del corpo e della scena, al grande Lindsay Kemp.
Insomma, questo è uno di quegli spettacoli che, nonostante la piccola scossa di terremoto sopraggiunta per richiamare la memoria, mi ha inchiodato alla comoda poltrona rossa per la tensione costante e per la sensibilità recitativa dell’interprete e di quella molto umana del personaggio, che hanno saputo rendere dolce, come la lama di un rasoio, la tragica fine. I miei complimenti vanno anche al piccolo teatro paganese per la qualità delle sue scelte. Grazie Valeria De Pascale. (G. Sinatore)
[Scannasurice di Enzo Moscato, regia di Carlo Cerciello, con Imma Villa. Scene Roberto Crea. Costumi di Daniela Ciancio. Suono Hubert Westkemper. Musiche originali Paolo Coletta. Disegno luci di Cesare Accetta. Produzione Elledieffe, Teatro Elicantropo. A “La Locandina” Pagani (Sa), 26.10.2025]
https://www.teatro.unisa.it/archivio/autori/moscato/vita/moscato_vita
https://www.teatroelicantropo.com/cv/Curriculum%20Breve%20regista%20Carlo%20Cerciello.pdf
https://www.teatroelicantropo.com/cv/Curriculum%20Vitae%20Imma%20Villa%20(set%202023).pdf


