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Sarno sciolta dopo 33 anni, Squillante rompe il silenzio: "Sarno oggi non è la camorra"

07 Giugno 2026 Author :  

SARNO – Dopo 33 anni Sarno torna a fare i conti con lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. Una decisione che segna uno dei momenti più delicati della storia recente della città e che apre una nuova fase amministrativa. Domani, lunedì 8 giugno, si insedierà la Commissione prefettizia nominata dal Prefetto di Salerno che guiderà il Comune per almeno i prossimi 18 mesi.

A pochi giorni dal provvedimento disposto dal Consiglio dei Ministri, l'ex sindaco Francesco Squillante affida ai social una lunga riflessione nella quale difende il lavoro svolto dalla sua amministrazione, rivendica l'impegno della città sul fronte della legalità e chiede chiarezza sulle motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell'ente.

Nel suo intervento, Squillante sottolinea come il provvedimento rappresenti una delle misure più incisive previste dall'ordinamento e sostiene che, proprio per questo motivo, debba essere accompagnato da un elevato livello di trasparenza e motivazione. L'ex primo cittadino ribadisce inoltre la necessità di distinguere l'immagine della città dall'azione della criminalità organizzata, rivendicando il percorso compiuto negli ultimi anni da cittadini, associazioni e istituzioni.

Di seguito la dichiarazione integrale pubblicata dall'ex sindaco Francesco Squillante:

"Nessun indagato. Nessun arrestato. Nessun avviso di garanzia. Questi i fatti oggettivi.

Nessuno mette in discussione l’esistenza di una procedura prevista dalla legge.

Ma in una democrazia matura la semplice esistenza di una procedura non può sostituire il dovere della motivazione, della trasparenza e della verificabilità delle decisioni.

Ci è stato da sempre stato insegnato che politica e giustizia devono restare autonome e indipendenti.

Per questo motivo è doveroso conoscere quali siano stati gli elementi che hanno determinato una decisione del Consiglio dei Ministri così drastica nei confronti di una comunità che non può e non deve essere identificata con la camorra.

Non perché la legge non consenta misure preventive.

Ma perché una misura che interrompe il mandato di un Sindaco democraticamente conferito da migliaia di elettori rappresenta una delle più incisive compressioni e compromissioni della rappresentanza popolare previste dal nostro ordinamento e, proprio per questo, dovrebbe essere accompagnata da un livello eccezionale di trasparenza e garanzie.

Lo urlerò ovunque e sempre: Sarno oggi non è la camorra.

Lo dimostrano i suoi cittadini, lo dimostrano le associazioni, lo dimostrano le tante iniziative portate avanti dall’amministrazione sul fronte della legalità e del recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, lo dimostra una comunità che ogni giorno ha lavorato per affermare la legalità e per costruire il proprio futuro.

Difenderò in ogni sede l’onorabilità dell’amministrazione che ho guidato e il buon nome della città di Sarno.

Lo farò con profondo rispetto per le istituzioni, ma anche con la fermezza di chi crede che in uno Stato di diritto nessuno possa essere condannato in questo modo sul piano politico o mediatico.

E continuerò a farlo così come ho svolto il mio mandato di Sindaco in questi due anni. Senza timore e senza piegarmi ai compromessi politici. A testa alta e con la schiena dritta.

Perché chiedere trasparenza non significa delegittimare lo Stato.

Chiedere garanzie non significa essere contro le istituzioni.

Chiedere motivazioni non significa mancare di rispetto all’autorità.

Significa difendere i principi fondamentali sui quali si regge una democrazia liberale.

E più grande è il potere esercitato, più rigoroso deve essere l’obbligo di spiegare, dimostrare e rendere conto ai cittadini delle decisioni assunte.

Questo è il significato autentico dello Stato di diritto.

Questo è il significato autentico della cultura delle garanzie.

Io sarò sempre dalla parte dei cittadini e della mia amata Sarno".

Con l'insediamento della Commissione prefettizia prende ufficialmente il via il periodo di gestione straordinaria dell'ente, che salvo proroghe durerà almeno 18 mesi. Un passaggio istituzionale che interrompe anzitempo l'esperienza amministrativa guidata da Squillante e riporta Sarno sotto la guida commissariale,  per infiltrazioni camorristiche, per la prima volta dopo oltre tre decenni. Nel frattempo, il dibattito politico resta acceso attorno a una decisione destinata a segnare profondamente il futuro della città.

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