Ci sono uomini che attraversano il proprio tempo. E poi ci sono uomini che lo sfidano, pagando fino in fondo il prezzo della libertà. Giovanni Amendola appartiene a questa seconda categoria: figura limpida della storia italiana, intellettuale raffinato, giornalista, parlamentare e tra i più coraggiosi oppositori del fascismo nascente.
A cento anni dalla sua scomparsa, Napoli si prepara a ricordarne la figura con un importante appuntamento culturale e civile dal titolo “L’angoscia più dolorosa, lo sforzo più disperato”, promosso dal Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, Collegio Circoscrizionale Campania-Basilicata, insieme alla R∴L∴ Circolo Democratico di Sarno n.1309.
L’evento si terrà sabato 16 maggio 2026 alle ore 18.00 presso il Circolo Darwin, nella storica e prestigiosa cornice della Galleria Umberto I di Napoli, luogo simbolico della cultura e del dibattito cittadino. Più che una semplice commemorazione, il convegno si presenta come un autentico momento di riflessione storica, politica e morale sulla figura di Amendola e sull’attualità del suo pensiero.
Il titolo scelto per l’iniziativa richiama tutta la drammaticità del periodo vissuto dall’intellettuale campano negli anni dell’ascesa fascista. Uomo di straordinaria sensibilità politica e culturale, Amendola comprese prima di molti altri il pericolo rappresentato dalla deriva autoritaria che stava travolgendo l’Italia. Non cercò compromessi, non arretrò davanti alle intimidazioni, non rinunciò mai alla difesa della libertà e della democrazia.
La sua opposizione al fascismo fu netta, lucida e coraggiosa. Dopo il violento pestaggio subito dagli squadristi nel 1925, le sue condizioni di salute peggiorarono fino alla morte avvenuta nel 1926 in esilio in Francia. La sua figura divenne così il simbolo di una resistenza morale e intellettuale che avrebbe ispirato le future generazioni democratiche italiane.
Ricordare Giovanni Amendola oggi significa dunque interrogarsi sul valore della libertà, sul peso della responsabilità individuale e sul coraggio necessario per difendere i principi democratici anche nei momenti più difficili della storia. Ed è proprio questo il senso profondo del convegno napoletano: trasformare la memoria in occasione di dialogo e consapevolezza civile.
Il convegno
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del dottor Giovanni Esposito, Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Campania-Lucania, e dell’avvocato Carmine Vespa, Maestro Venerabile della R∴L∴ Circolo Democratico di Sarno, realtà promotrice dell’iniziativa insieme al Grande Oriente d’Italia.
A presiedere e coordinare il convegno sarà il professor Francesco Fasolino dell’Università degli Studi di Salerno, chiamato a guidare un confronto che si annuncia di grande valore culturale e accademico.
Di particolare rilievo saranno gli interventi dei relatori invitati: il professor Michele Fasolino, già Ispettore del MIUR, il professor Vincenzo Salerno dell’Università degli Studi di Salerno e il professor Carmine Pinto, autorevole studioso della storia contemporanea italiana. I loro contributi offriranno una lettura approfondita della figura di Amendola, del suo pensiero politico e della sua eredità morale, ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il convegno sarà inoltre impreziosito da un momento culturale di straordinaria importanza: la presentazione del volume “Michelangelo Buonarroti – Poesie”, curato dal professor Vincenzo Salerno, con prefazione di Giovanni Amendola.
La presentazione del volume a cura di Vincenzo Salerno
La presentazione del libro rappresenta uno dei momenti centrali dell’intera serata, poiché unisce memoria storica, arte e letteratura in un dialogo ideale tra cultura umanistica e impegno civile. L’opera curata da Vincenzo Salerno restituisce infatti al pubblico il valore poetico e spirituale di Michelangelo Buonarroti, evidenziando al tempo stesso la profondità intellettuale di Giovanni Amendola attraverso la sua preziosa prefazione.
Non si tratta soltanto di una pubblicazione editoriale, ma di un vero ponte tra passato e presente, capace di raccontare la continuità dei valori culturali italiani attraverso due figure straordinarie: Michelangelo, simbolo universale del genio artistico, e Amendola, simbolo del coraggio morale e della libertà di pensiero.
La scelta di inserire la presentazione del volume all’interno del convegno rafforza ulteriormente il significato dell’iniziativa, trasformandola in un percorso completo tra storia, cultura e coscienza civile. In un’epoca attraversata da profonde tensioni sociali e da una crescente crisi della partecipazione democratica, il recupero della lezione amendoliana appare oggi più che mai necessario.
Anche la presenza del Grande Oriente d’Italia assume un forte valore simbolico. La tradizione massonica italiana, storicamente legata ai principi di libertà, laicità, tolleranza e progresso civile, ritrova nella figura di Giovanni Amendola uno degli esempi più alti di impegno etico e politico al servizio della collettività.
L’iniziativa napoletana si propone quindi non soltanto come un omaggio alla memoria, ma come un invito concreto alla riflessione sul presente. Perché Giovanni Amendola non appartiene soltanto alla storia: il suo esempio continua ancora oggi a parlare al futuro, ricordandoci che la libertà non è mai conquistata per sempre, ma va difesa ogni giorno con coraggio, responsabilità e coscienza critica


